Razze di conigli nani: Quante ce ne sono?

Coniglio nano: definizione e caratteristiche principali Questi particolari roditori, a differenza dei classici conigli, non riescono neanche a raggiungere i 2 kg di peso e le loro dimensioni sono molto ridotte circa 50 cm. Il loro corpo non è solo piccolo, ma anche ha forme arrotondate, presentando un manto soffice al tatto. Visto le loro caratteristiche fisiche che la loro personalità che non risulta particolarmente aggressiva, la facilità dell’accudimento ed anche la peculiarità di non essere animali molto esigenti porta questo particolare tipo di conigli ad essere anche ricercati nei luoghi domestici. Il coniglio nano è solitamente affettuoso, socievole anche se il loro comportamento è leggermente diverso da quello dei gatti e dei cani che dimostrano manifestazioni d’affetto più esplicite. Quando hanno bisogno di mangiare comunque si fanno notare, avvicinandosi al padrone, spostando il muso verso l’alto o anche alzandosi sulle zampe posteriori. Questi animaletti risultano essere molto puliti, si posizionano anche in zone specifiche della casa, in questo tipo di comportamento sono molto simili ai gatti. Poi sono molto pacifici, non recano particolari disturbi e sono ottimi animali da compagnia. I conigli nani sono animali molto paurosi ed attivi, infatti se di solito vedono qualcosa o qualcuno che non conoscono scappano o se avvertono anche un piccolo rumore cominciano a stare sull’attenti pronti ad attuare una specifica azione. Quando invece vogliono riposare, questi animaletti cominciano ad assumere la classica posizione a palla, ovvero piegando in dentro solo le zampe anteriori. Alimentazione e accessori Questi tipi di coniglio si cibano di erbe, radici, fieno, cortecce, foglie secche. Le verdure in questa alimentazione non mancano, infatti il coniglio nano si ciba anche di carote, sedano e cicoria. Comunque è altamente consigliato che i conigli nano mangino questi cibi come: una quantità molto abbondante di fieno, verdura fresca che deve essere pulita ed assunta in maniera corrispondente al peso dell’animale di solito 200 o anche 300 grammi per chilo, non dimenticando l’assunzione anche giornaliera di acqua che deve essere posizionata in maniera tale da essere facilmente raggiungibile. Questi tipi di conigli possono mangiare anche i carboidrati, ma è altamente sconsigliato dagli esperti perché al lungo andare potrebbe provocare negli stessi anche gravi problemi di salute come meteorismo e successivamente un blocco gastro-intestinale ed in casi più gravi tutto ciò può provocare anche il decesso di questo piccolo roditore. Oltre al cibo ha bisogno di tutta una serie di accessori, come i giochi per aiutarlo nella formazione dei denti, i vestiti per proteggerlo dal freddo, le gabbie per il trasporto o per farlo muovere in libertà sia in casa che in giardino. Sul sito www.myconiglietto.it trovate tutte le informazioni necessarie sugli accessori per conigli nani.   Principiali tipologie di razza Esistono vari tipi di razze di coniglio nano, (trovandoli anche di diverso colore come il bianco, il nero, il grigio, il marrone e lo sfumato), cerchiamo di riportare e descrivere solo le principali. Coniglio nano Testa di Leone, ovvero un piccolo coniglio che presenta un peso che si attesta sui 1,8 kg, contraddistinto da una criniera di folti e lunghi peli soprattutto nella zona attorno al collo fino al muso, per rendere l’idea, è come se avessimo davanti un leone in miniatura. Coniglio nano Ariete, un piccolo coniglio che presenta delle lunghe orecchie piegate in avanti che raggiungono i 24 o anche persino i 28 cm. Esistono due tipologie di questi coniglietti, uno con il pelo corto e l’altra con il pelo lungo, il peso si attesta circa su 1,5 kg. Il coniglio nano Ariete lo si può trovare in diverse colorazioni escluse l’argentata. Coniglio nano Polacco, questo particolare coniglio presenta una caratteristica interessante, come quella del manto che è sempre di colore bianco e degli occhi che sono azzurri chiari o anche rossi. Coniglio nano colorato, un piccolo coniglio che arriva a pesare fino ai quasi 1,2 kg, è di carattere dolce ed ha un aspetto molto gradevole, presentando anche delle macchie di diverso colore su tutto il corpicino, le orecchie non sono troppo lunghe ma sono rivolte verso l’alto, la testa è anche molto piccola. Coniglio nano Angora, piccolo coniglio di origine turche, la sua caratteristica principale è proprio il pelo, molto lungo e folto, che ha un aspetto simile alla lana. A causa di questo infatti è un coniglio che necessita più attenzioni e più quotidiane spazzolature del pelo rispetto ai conigli citati e descritti precedentemente. Le colorazioni del coniglio nano Angora sono molteplici.

Auto Euro 6: Il punto sulla situazione

Le normative europee per quel che riguarda l’inquinamento delle automobili sono sempre più restrittive e si prospettano tempi difficili non solo per chi guida già, ma soprattutto per chi deve scegliere una nuova vettura. Sicuramente gli interventi sono iniziati con lo scandalo del dieselgate che ha di fatto accellerato l’introduzione di una serie di paletti molto più stringenti. Proviamo a fare chiarezza sull’argomento grazie all’aiuto di esperti del settore: Matteo e Mauro Grignani – Concessionari a Vigevano e Pavia. Differenze tra Euro 6 ed Euro 5 Districarsi tra i codici può essere insidioso quindi cercheremo di far capire in modo semplice di cosa stiamo parlando. La dicitura Euro 6 si riferisce alle vetture di nuova omologazione ed è entrata in essere a partire da Settembre del 2014. La differenza sostanziale rispetto ad Euro 5 riguarda i livelli degli ossidi di azoto (NOx) che vengono abbassati ulteriormente, mentre i valori di monossido di carbonio (CO) e particolato (PM) restano identici. Fin qui è tutto abbastanza nella norma diciamo, tuttavia le auto Euro 6 sono soggette ad una ulteriore categorizzazione: Euro 6, Euro 6b, Euro 6c. Queste classi rispondono a standard di omologazione diversificati e sono più o meno bersaglio dei provvedimenti restrittivi delle città: nella capitale lombarda accade che i veicoli diesel Euro 6 b e c non potranno accedere all’interno dell’Area B da ottobre del 2025. Codici e sigle: Euro 6.2 – Euro 6.3 L’Euro 6c è uno standard obbligatorio per le vetture in omologazione da settembre del 2017 e dallo stesso mese del 2018 e si focalizza sull’alimentazione a benzina a iniezione diretta. L’asticella del particolato viene abbassata passando ad un livello che passa a 600 miliardi di particelle per chilometro anzichè i 6000 miliardi precedenti. Purtroppo in questo panorama intricato quanto una foresta amazzonica oltre alla nomenclatura standard, giusto per complicare ulteriormente la faccenda, le case automobilistiche utilizzano altre sigle. L’Euro 6d-temp diventa Euro 6.2 oppure si fa riferimento all’Euro 6d come Euro 6.3. Andando quindi più nello specifico, le classi appena citate sono valide per le auto immatricolate a partire da settembre del 2019 che sono sottoposte a procedure particolari di misurazione. L’Euro 6.2 è soggetto a test su strada tramite Rde (sigla che sta per Real Driving Emission) per quanto concerce gli ossidi di azoto e il particolato. Tutte le vetture afferenti non solo ad Euro 6.2, ma anche ad Euro 6.3 devono inoltre superare i test WLTP: Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures. Queste procedure hanno visto l’introduzione di parametri più stringenti anche per i motori benzina. Le conseguenze sul mercato dell’auto Chiaramente la pioggia di normative contro l’inquinamento non rende il mercato dell’auto esente da contraccolpi, anzi tutt’altro. Ogni legge impone alle case produttrici degli aggiustamenti tecnici sui propulsori: pensiamo ad esempio all’obbligatorietà del filtro antiparticolato, un tempo esclusivamente relegato a fare la sua comparsa sui Diesel, anche sui motori a benzina. Lo scenario altamente complesso, per chi non è addetto ai lavori, impatta a cascata sul consumatore finale che si trova di fronte ad una scelta sempre più limitata. Le auto di una stessa categoria presentano ormai poche differenze a livello di varietà di propulsori: questo avviene proprio perchè i produttori devono rispettare per filo e per segno i dettami delle normative. Una standardizzazione di cui stanno già facendo le spese le piccole utilitarie alimentate a diesel. Il consiglio che si può dare a chi si appresta a cambiare auto è quello di puntare verso le tecnologie del futuro, ovvero le motorizzazioni ibride.

CHIAMA ORA