iphone dual sim? Possibile grazie alle nuove eSim

Il sogno e il miraggio che fino a poco tempo fa sembrava impossibile oggi è diventato plausibile. Far diventare il nostro iPhone Dual sim è finalmente possibile grazie alla nuova tecnologia delle sim virtuali, le eSim. iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone XR o modelli successivi possono effettivamente avere due piani cellulare, uno su nano Sim e uno su eSim, attivabili da un codice QR, in un’app dell’operatore telefonico o installando un piano cellulare assegnato. iPhone 11 11 Pro e Pro Max, ed anche iPad Pro 11, Pro 12,9 III generazione, iPad Air III generazione, iPad Settima generazione e iPad mini IV sono altresì convertibili in dual sim grazie alle eSim. Il sistema operativo necessario per far girare le eSim è iOS 12.1 o successive. A partire da iOS 13, è possibile effettuare e ricevere chiamate vocali e FaceTime, oltre a sfruttare il traffico dati e inviare e ricevere messaggi tramite iMessage, SMS e MMS tramite i due numeri di telefono. Per questo scopo viene usata la tecnologia Dual SIM Dual Standby (DSDS), che permette di effettuare e ricevere chiamate da entrambe le schede (fisica e digitale). L’unico limite è che su iPhone può usare una sola rete dati cellulare alla volta. Puoi anche memorizzare più di una eSIM sul tuo iPhone, ma potrai usarne solo una alla volta.

Esim Iliad, cosa dice l’operatore francese in Italia in merito?

A quanto pare la e-sim firmata Iliad non si farà. Questo è quello che trapela dai vertici della società di telefonia mobile francese. A seguito del lancio sperimentale da parte dei gestori Wind e Tim, e la dichiarazione di Vodafone che li pone predisposti a partire dal 2020, sembra che Iliad abbia risposto negativamente alla domanda di esim a marchio proprio. Sembra che Iliad non stia prendendo in considerazione l’opportunità di realizzare SIM virtuali. Non ci sono notizie in merito alla produzione di eSIM in Italia da parte di Iliad, né in Francia si parla di Sim virtuali firmate dal brand Free Mobile. Ulteriore tesi a rafforzare la poca simpatia che ha Iliad nei confronti della nuova tecnologia viene da una dichiarazione di Xavier Niel, fondatore di Iliad, durante un evento in Francia, nella quale manifestava di non essere fan delle esim. Inoltre in Francia già da Giugno 2019 gli altri gestori commercializzano le eSIM, ma non Free Mobile. A differenza di Iliad invece, il marchio Svizzero Salt, di proprietà di Xavier Niel in persona, propone da Giugno 2019 in Svizzera le eSim. In Svizzera però, pesa il mercato di iPhone, che copre oltre il 40% del mercato degli smartphone svizzeri. Dato che i nuovi modelli di Apple supportano le eSim, e la clientela svizzera è molto sensibile a questa nuova tecnologia, questo ha spinto anche Salt a proporla nel loro bouquet di servizi. Cosa ben diversa da altri paesi, come Italia e Francia, dove Iliad non ha nessuna intenzione di introdurre a breve a tecnologia eSIM

Esordienti 2008: Spes Artiglio – Giardinetti III 2008 1-4

I ragazzi di Mister Michelessi si trovano ad affrontare il secondo gruppo al centro sportivo di via Boemondo, in zona Piazza Bologna. La carenza di Portieri, dovuto alle influrenze di stagione e le defezioni, ha portato alla convocazione del portiere del primo gruppo, Suppa. Prima azione pericolosa dei nostri con un tiro di Naccarato mandato in angolo da destra. Nella prima fase le squadre si studiano. L’assenza di riferimenti offensivi rende difficile la finalizzazione per i nostri 12′ pt: Recupero di Ansini che lancia Rossi, la punta rientra e mette al centro, ma la palla non viene raccolta in area. Subito dopo errore della nostra difesa e scambio in area ma il tiro viene mandato in angolo in respinta. 14′ pt.: Subito dopo una punizione dal limite di Iaquinta viene trattenuta dal portiere. Il primo tempo termina con uno 0-0 e poche emozioni per gli infreddoliti presenti. Nei primi minuti del secondo tempo iniziativa solitaria del 20 avversario contrato in area. Segnale che i ragazzi di casa si affacciano verso la nostra metà campo. 24’st.: Palla persa a centrocampo in fase di impostazione. Il numero 88 fa partire un tiro da fuori che SUPPA non arriva a parare. Tiro angolato e 1-0  per la Spes Artiglio. 26′ st.:Calcio D’Angolo di Proietti. Mischia e colpo di testa del capitano Iaquinta che porta il Giardinetti sull’1-1 29′ st: i ragazzi di via dei Ruderi di Torrenova si portano sul 2-1, grazie ad un tiro da fuori di Rossi dopo mischia a centrocampo. 31′ st.: tiro da fuori di Iaquinta parato dal portiere avversario. 33′ st.: azione di contropiede, Naccarato vince un contrasto e Mastropietro in anticipo sul portiete mette su 3-1 in mezza scivolata. La squadra di Michelessi nel secondo trmpo controlla il gioco senza che Artiglio possa rendersi pericoloso. 37′ st.: Azione solitaria di Mastropietro. Salta due avversari ma il diagonale da destra finisce a lato. 39′ st.: su un fallo dubbio fischiato a Iaquinta il numero 20 avversario effettua un tiro potente, deviato, ma Suppa con uno scatto di reni manda in angolo. Il SECONDO TEMPO termina sul risultato di 3-1 per gli ospiti. Inizio del terzo tempo con Melelli che imbecca Naccarato ma il tiro viene smorzato rimanendo fra le braccia del portiere. 43′: Una Punizione dal limite di Naccarato  finisce fuori. 47′: azione sulla fascia di Proietti, passaggio filtrante per Naccarato che si coordina e beffa il portiere con  un pallonetto, fissando il risultato sul 4-1. Sul finire della prima parte del terzo tempo Suppa incerto non trattiene su un corner ma la difesa sventa. 52′: palla persa nella tre quarti campo del Giardinetti, tiro avversario parato da Suppa. Sulla ribattuta la difesa recupera. 55′: Iniziativa solitaria di Melelli sulla fascia sinistra, ma sul passaggio Rossi non conclude. La partita termina con il risultato di 1-4 per i ragazzi di Mister Michelessi. Dopo un primo tempo molto combattuto, il Giardinetti si è imposto grazie alla qualità del gruppo e alla velocità sulle fasce laterali, senza avere mai grossi pericoli dalle parti di Suppa. Marcatori: 26′ Iaquinta, 29′ Rossi, 33′ Mastropietro, 47′ Naccarato.

Macchine da caffè automatiche: acquisto o comodato d’uso?

Negli ultimi anni abbiamo abbandonato la classica Moka per passare alle macchine da caffè automatiche.   Il vantaggio è stato quello di portare dentro casa il “caffè da bar”. Queste macchinette hanno assunto nel tempo una forma sempre più compatta in modo tale da occupare poco spazio.   Lo hanno capito i venditori, i produttori di caffè e lo hanno capito anche i fornitori di distributori automatici che offrono soluzioni a noleggio o in comodato d’uso.   La domanda che molti fanno è questa: se conviene più acquistare una macchina da caffè o prenderla in comodato d’uso presso un fornitore? Per chi è più adatta l’una o l’altra soluzione?   Abbiamo chiesto un parere imparziale a primaservice.it che opera in questo settore da diversi anni, un parere su questo argomento. Ecco alcune informazioni per poter fare una scelta ragionata   Cosa valutare quando si desidera una macchinetta automatica di caffè Prima di fare una scelta occorre fare alcune valutazioni che vi riportiamo qui di seguito Acquisto L’acquisto di una macchina ha il vantaggio di non renderti soggetto a vincoli. La macchina è tua e non sei soggetto ad una quantità di cialde o capsule da acquistare.   Però ci sono anche svantaggi, ad esempio se la macchinetta ti da problemi dovrai combattere con la garanzia, dovrai andare dal negoziante che te l’ha venduta etc. La manutenzione e pulizia dovrai farla direttamente tu.   Comodato d’uso gratuito Prendere una macchina da caffè in comodato d’uso presenta dei notevoli vantaggi, sopratutto per le famiglie numerose e per gli uffici.   Innanzi tutto è gratuito e non devi acquistare la macchina. Eventuali malfunzionamenti o problemi vengono risolti dall’azienda fornitrice e senza nessun costo per te. Pulizia e manutenzione sempre a carico dell’azienda.   L’unico vincolo che hai è che sei soggetto all’acquisto di una quantità stabilita di cialde o capsule, ma d’altra parte è normale che sia così.   Conclusioni Per concludere il comodato d’uso è conveniente in caso di famiglie numerose e di aziende che consumano una buona quantità di caffè. Quando una macchina da caffè lavora molto si possono presentare problemi dovuti all’usura e potresti doverla ricomprare molto spesso. Mentre con il comodato d’uso questo problema viene azzerato perché la riparazione o la sostituzione del prodotto è a carico dall’azienda.          

Diletta Leotta e Gigi D’Alessio paparazzati mentre si baciano, impazza il gossip

comingsoon.it – La conduttrice tv e il cantante immortalati insieme dal settimanale Chi   Tanto “gossip” per nulla. Una foto pubblicata dal settimanale ‘Chi’ ha infiammato le cronache e alimentato i rumors su una possibile e alquanto insolita coppia. Un bacio tra Gigi D’Alessio e Diletta Leotta immortalato sul settimanale, ha dato vita a tanta fantasia, scontrandosi poi con una realtà decisamente più plausibile. La splendida conduttrice e il cantante partenopeo erano insieme in un noto ristorante milanese situato nei pressi di Porta Venezia e fuori dal locale si sono scambiati un semplice saluto con un bacio sulla guancia. “Incontro al bacio con Gigi D’Alessio”, ha scritto il settimanale diretto da Alfonso Signorini, ma Diletta e Gigi sono semplici amici e non esiste alcun flirt anche se, in pochissimo tempo, questa strana coppia ha fatto subito impazzire il web.

Beneficenza online: dai il tuo sostegno a chi ne ha bisogno!

Sapete quante associazioni di volontariato si reggono oggi grazie al sostegno della beneficenza online? Tante ed è proprio per questo motivo che donare è tanto importante! Ognuno contribuisce alle cause che più gli stanno a cuore come può: molti fattivamente, mettendo in campo il proprio impegno in prima persona; altri dando un aiuto economico a sostegno di quelle associazioni e ONLUS che da sempre agiscono al fianco di persone che ne hanno bisogno. Quale che sia il metodo da voi scelto, non si può di certo negare che un valido aiuto è sempre ben accetto. La beneficenza, anche attraverso le donazioni online, dà un contributo significativo alle campagne di volontariato: sono tante le associazioni e le ONLUS, come la Teniamoci per Mano ONLUS, che, grazie al sostegno di tante persone, riescono ad ampliare il proprio raggio di azione e a raggiungere tante realtà vicine e lontane. Perché donare I motivi per fare una donazione sono tanti, in primis perché si tratta di un gesto di solidarietà, che vi permetterà di mostrare la vostra vicinanza a coloro che ne hanno davvero bisogno. Molto spesso, agire attivamente e in prima persona può essere difficile per mancanza di tempo, per gli impegni quotidiani o anche per lontananza. Per questo, quella di partecipare con un piccolo contributo economico è una valida alternativa, che vi permetterà di far arrivare a chi ne ha bisogno la vostra vicinanza anche da lontano! A chi fare beneficenza online Non c’è una causa più importante di un’altra né una più giusta o una di seconda classe: ogni persona che ha bisogno merita il vostro aiuto, sia uomo, donna, bambino o anziano. Ci sono associazioni di volontariato che svolgono le attività più disparate a favore di donne vittime di violenza, anziani soli, bambini in difficoltà e pazienti ricoverati in ospedali e case di cura. Scegliere la causa a cui aderire non è semplice: sono tante le persone che necessitano di aiuto, ma almeno per alcune di queste potete davvero rappresentare un aiuto significativo. Donare: un beneficio anche per te Oltre ad essere un valido aiuto e un supporto importante, le donazioni alle ONLUS sono anche detraibili dall’Irpef, con riduzione dell’imposta da pagare, o deducibili dal reddito, con riduzione del reddito imponibile. Per usufruire delle agevolazioni fiscali previste, è importante conservare una serie di documenti che attestino l’avvenuta donazione, quali: ricevuto di versamento, se la donazione è avvenuta con bollettino postale; estratto conto bancario o postale, se per la donazione avete scelto di procedere a bonifico o RID; estratto conto della carta di credito, in caso di donazioni con carta di credito anche online. Quella che per voi è una piccola donazione, per molti può trasformarsi in un grande aiuto e fare una grande differenza!

i tre metodi per elettrificare un corpo

La maggior parte degli oggetti che ci circondano sono elettricamente neutri. Ciò significa che possiedono la stessa carica positiva e negativa, e ciascuna annulla l’altra. Per caricare un oggetto è necessario alterare l’equilibrio tra negativo e positivo, in un modo o nell’altro. METTI IN SICUREZZA LA TUA CASA! https://amzn.to/44IClcR Metodi per elettrizzare un corpo Per effettuare questa operazione esistono tre modi: per strofinamento, per contatto e per induzione elettrostatica. Elettrizzazione per strofinamento Elettrizzare un corpo per strofinamento, o per attrito, ne comporta lo sfregamento con un altro materiale, con conseguente spostamento degli elettroni da una superficie all’altra. Molte persone, inconsapevolmente, hanno già provato questa forma di carica di un corpo, ad esempio sfregando un palloncino su un maglione per farlo aderire o sfregando i piedi su un tappeto per accumulare carica elettrica da usare su un amico per scherzo. L’attrito è utile per caricare gli isolanti, materiali che di base non sono buoni conduttori. L’elettrizzazione per strofinamento è un fenomeno caratteristico di materiali sia isolanti che conduttori, i quali, quando ad esempio vengono strofinati con panni di lana, acquisiscono carica elettrica. Usando questo metodo si possono caricare materiali di vari tipi, dalla plastica al vetro, dai metalli all’ambra. Elettrizzazione per contatto Il secondo dei tre metodi di caricare un corpo è l’elettrizzazione per contatto; è il migliore dei modi per caricare materiali conduttivi. In questo caso, il materiale conduttivo non caricato viene messo a terra su qualsiasi materiale caricato in modo neutro e l’oggetto caricato viene tenuto vicino ad esso. La carica scorrerà tra i due oggetti e il conduttore non caricato svilupperà una carica opposta all’oggetto caricato originale. Ad esempio, se si mettessero a contatto due biglie, una elettrizzata negativamente e una normale, la prima “trasferirebbe” degli elettroni alla seconda, pertanto quest’ultima diventerebbe elettrizzata negativamente, mentre la prima, perdendo elettroni, sarebbe elettrizzata positivamente. Elettrizzazione per induzione elettrostatica Infine, l’elettrizzazione di un corpo per induzione elettrostatica è un metodo usato per caricare corpi che sono già buoni conduttori, come ad esempio i metalli. Un oggetto carico, detto induttore, viene messo a fianco di un secondo oggetto neutro (ma comunque conduttore), detto indotto; una parte della carica, sia essa positiva o negativa, verrà trasferita. L’induzione elettrostatica è un metodo notevolmente diverso, anche dal punto di vista fisico, rispetto agli altri due. Infatti, quando si elettrifica un corpo per sfregamento o per contatto, si ha un trasferimento di elettroni dal primo corpo al secondo, e al termine del procedimento, entrambi sono elettrizzati. Nel caso dell’induzione elettrostatica invece, ciò che cambia è la distribuzione degli elettroni nel corpo neutro. Al termine del procedimento, gli elettroni del corpo indotto si distribuiranno nuovamente in modo neutro. L’induzione elettrostatica viene utilizzata in molti campi, ad esempio nella costruzione dei parafulmini, oggetti posizionati sui tetti degli edifici per evitare che vengano colpiti dalle scariche elettriche prodotte dai fulmini. SCOPRI COME TENERE AL SICURO LA TUA ABITAZIONE! https://amzn.to/3nFJbiI

3 Luoghi dove mangiare a Viterbo

Il viterbese, famoso per l’olio, le nocciole e le castagne, offre una varietà di piatti locali a dir poco invidiabile, divenendo così meta privilegiata per gli amanti del settore enogastronomico. Tra i piatti tipici più rinomati vi è l’acquacotta; segue la famosa zuppa di castagne e ceci, i lombrichelli alla vitorchianese, il fieno di Canepina, gli gnocchi con il farro di Soriano nel Cimino. Corchiano è invece conosciuta soprattutto per le bertolacce, simili alle crêpes. I secondi piatti a base di carne, invece, prevedono spesso il pollo, il coniglio, il maiale e l’agnello; importanti anche i piatti a base di cinghiale. Tra quelli a base di pesce, invece, vi sono il coregone e il persico. La Tuscia vanta anche un ampio ventaglio di dolci tipici: i ceciaroli, il pangiallo, il pane del Vescovo, i maccheroni con le noci, le castagnole alla sambuca, i ravioli alla ricotta e gli immancabili tozzetti. Oltre a una molteplicità di bellezze artistiche e naturalistiche, che non smettono mai di incantare i visitatori, se si decide di far tappa in questi luoghi è d’obbligo assaggiarne le specialità. Ci sono infatti alcuni locali particolarmente attenti alla tradizione culinaria viterbese, che consentono di gustare i migliori piatti tipici della zona. Tra questi vanno citati Il Casale dei Buoni Sapori, La Chimera e La Torre del Pellegrino. Il primo si trova a Nepi, Loc. Colonnetta, Strada Statale 311 Nepesina al km. 1,5; aperto dal 2005 è ristorante, trattoria, wine bar e degusteria: la cucina è quella tipica laziale. Particolarmente attento alle esigenze dei clienti, predilige i prodotti a km 0 e di stagione; alcuni prodotti sono di produzione propria e a disposizione dei clienti vi è uno spaccio dove poter acquistare ogni tipo di prelibatezza. Il locale presenta una deliziosa sala in tufo, dove sarà possibile mangiare sia a pranzo che a cena; per gli amanti del buon vino, inoltre, sarà possibile visitare la cantina, ricavata in una suggestiva grotta di tufo. La specialità della casa sono i carciofini sott’olio, una bontà unica che va assolutamente assaggiata! Il personale, altamente professionale, è sempre attento alle esigenze dei clienti, i quali vengono accolti con grande gentilezza. La Chimera si trova a Viterbo, in Via della volta buia 54. La location è davvero incantevole e il cibo di prima qualità. In questo locale è possibile mangiare sia la pizza che piatti a base di carne o pesce. La Torre del Pellegrino si trova a Montefiascone, a pochi passi dalla Rocca dei Papi e dal Belvedere che si affaccia sul rinomato Lago di Bolsena. Il locale si trova in Via XXIV maggio. L’ambiente è accogliente e curato e la cucina offre una vasta scelta: dalla tradizionale al Gluten Free, passando per le opzioni vegane.      

Spurghi Fai Da te? Meglio un intervento professionale

Alcune abitazioni non sono collegate al sistema fognario cittadino, perché posizionate in una zona distante dalla città o perché il collegamento risulterebbe complesso. Possiedono un pozzo nero, una cisterna posizionata sottoterra dove confluiscono le acque di scarico. In alcuni casi è possibile che in una sola cisterna confluiscano le acque di scarico anche di due o più abitazioni. Il pozzo nero non possiede un condotto di deflusso. Le acque di scarico quindi si accumulano e ristagnano al suo interno. Prima che si arrivi al limite massimo di capienza, è necessario quindi spurgare il pozzo nero, pena il rischio di incorrere in versamenti di liquame, in cattivi odori, in scarichi che non funzionano più alla perfezione. Questa è un’operazione che è consigliato effettuare almeno una volta all’anno. Spurghi: fai da te o con ditta professionale? Come di sicuro saprete sono disponibili delle ditte specializzate proprio in spurghi dei pozzi neri e risoluzione delle ostruzioni. Viene naturale chiedersi se sia necessario chiamare una ditta specializzata e se non sia possibile invece effettuare uno spurgo fai da te, così da risparmiare un po’ di soldi. No, gli spurghi fai da te sono assolutamente da evitare Abbiamo parlato con Matteo di SpurgoVarese.com, che ci ha spiegato che per spurgare un pozzo nero in modo adeguato è necessario essere infatti in possesso di una strumentazione ad hoc: c’è bisogno di una lunga sonda che riesca a raggiungere il pozzo nero senza difficoltà e che possa eventualmente anche entrare nelle tubazioni per andare alla ricerca di eventuali ostruzioni; c’è bisogno inoltre di un potere d’aspirazione elevatissimo, che nessuna pompa di aspirazione ad uso casalingo può raggiungere; c’è bisogno poi anche di strumenti che consentano di pulire le pareti del pozzo nero, eliminando ogni residuo e incrostazione, e di disinfettare. Spurghi fai da te: impossibile perché i liquami sono rifiuti speciali Anche mettendo il caso in cui riusciate ad avere a disposizione la strumentazione giusta per togliere i liquami dal pozzo nero e pulirlo adeguatamente, vi siete chiesti che cosa fareste poi con questi liquami? I liquami sono considerati come dei rifiuti speciali che se non vengono smaltiti in modo corretto possono comportare problemi ambientali, cattivi odori, conseguenze negative per la salute. Essendo rifiuti speciali, non sono ovviamente neanche adatti per la concimazione del terreno, come invece molte persone credono, giusto sottolinearlo. I rifiuti speciali sono soggetti ad una normativa restrittiva. In questo caso la legge prevede che liquami vengano inseriti in appositi contenitori di sicurezza e in seguito trasportati, con mezzi idonei, nelle aree di smaltimento. Nessun privato ha i mezzi e le autorizzazioni quindi per smaltire adeguatamente questi rifiuti. Cercando di spurgare in modo autonomo il vostro pozzo nero vi troverete quindi nell’impossibilità di smaltire in modo corretto i liquami e potreste incorrere in multe molto salate.

La potatura di siepi e alberi: un processo delicato

Quando ci si avvicina per le prime volte al dover decidere quando, come e perché potare le siepi o gli alberi, è come entrare in un universo parallelo, fatto di delicatissime operazioni da svolgere con strumenti specifici, ben curati e una conoscenza della vegetazione trattata non trascurabile. Così è necessario sapere non solo alcune basi, le quali potrebbero aiutare magari in un lavoro grossolano relativo a delle siepi sempreverdi e tendenzialmente “resistenti”, ma delle vere e proprie conoscenze di botanica per svolgere un lavoro non dannoso alle piante coinvolte e possibilmente con risultati anche esteticamente piacevoli nel lungo tempo. Perché si potano siepi e alberi Una domanda che, oltre a contenere l’ovvia risposta “per motivi estetici”, nasconde tutto quello che rende l’effettiva crescita e salute della pianta perfetti. Potare una siepe è sicuramente meno necessario di un albero, ma eliminare i rami secchi interni, quelli infetti da parassiti, o ancora magari rami in grado di “sbilanciare” il peso della siepe su un verso piuttosto che un altro, sono comunque operazioni necessarie. Nel caso di un albero, la potatura è invece essenziale alla salute dell’arbusto e alla sua crescita. Anche qui tagliare i rami secchi e sfoltire le fronde interne serve non solo ad alleggerire il peso sul tronco, ma anche a far circolare meglio l’aria e la luce fra le varie zone dell’albero e, nel caso di vegetazione da frutto, ad aumentarne la produttività anche in maniera molto sensibile. Se l’intento della potatura è estetico, inoltre, tramite questa si può dare una forma specifica alla crescita degli arbusti e modificarne così l’estetica anche in maniera permanente. A patto che il potatore sappia cosa fa, è possibile quindi aumentare salute, produttività, velocità di crescita e modificarne profondamente persino l’estetica, rendendo davvero vitale il processo per giardini curati o per orti da mantenere. Quando si esegue la potatura? Generalmente il periodo migliore per la potatura di siepi e alberi è l’inverno, questo perché le foglie, tranne per i sempreverdi, sono minori e ci sono molti più rami facilmente “individuabili” come secchi o da sfoltire. Inoltre, ovviamente, processi intensi di potatura tendono a essere traumatici per qualsiasi tipo di vegetazione e di certo non è una buona idea aumentare i rischi con clima caldi o non abbastanza umidi. Il periodo è comunque sempre indicativo ed è necessario che un esperto valuti quando potare siepi e arbusti, proprio perché non ogni specie di vegetazione ha gli stessi tempi e le stesse condizioni da rispettare. In conclusione Pensare di svolgere in autonomia la potatura è una scelta che, nonostante non sia sempre controindicata, magari nel caso di piccole zone e fatta dopo una ricerca degli strumenti giusti e dei metodi da utilizzare, è sicuramente sconsigliata per pareti di vegetazione e casi dove la cura estetica e la salute della pianta hanno la precedenza sull’investire qualche soldo in più. Alcune situazioni potrebbero persino richiedere l’uso di tecniche come il Tree Climbing, per potare i rami più interni tramite l’uso di funi e altri mezzi per arrampicarsi, oppure l’uso di piattaforme o simili nel caso di rampicanti sui muri. Queste operazioni richiedono indubbiamente un investimento monetario più sensibile, ma sono necessarie per preservare il risultato, il quale dovrà essere ottimale sia in termini visivi che botanici.

CHIAMA ORA