Ventilatori industriali: macchine per la gestione di grandi flusso di aria e gas

I ventilatori industriali (approfondisci qui https://ventilazionesicura.it/ventilatori-industriali/ tutte le questioni tecniche) sono macchine che devono gestire un grande flusso di aria e di gas derivanti da determinati processi produttivi. Non servono a rinfrescare gli ambienti, bensì a renderli salubri, con l’aspirazione delle sostanze nocive, presenti dell’aria e derivanti dalla produzione. Ciò avviene grazie a delle pale collegate a dei giranti e a un albero, che sono azionati da un motore. ASSIALE O CENTRIFUGO? La stragande maggioranza dei ventilatori industriali può essere classificata in due grandi classi: VENTILATORI ASSIALI: caratterizzati da ventole a elica, essi spostano grandi volumi di aria a basse pressioni. La velocità operativa della soffiante è molto più elevata, si avrà dunque un rendimento inferiore e una spesa energetica superiore. Nonostante ciò sono ridotti i costi di produzione, essendo di dimensioni più piccole rispetto a un ventilatore centrifugo L’aria entra e esce dal ventilatore lungo l’asse delle ventole grazie a un sistema che favorisce il raffreddamento ed evita il surriscaldamento durante il lavoro. Le pale si estendono radialmente dal diametro esterno. In genere la girante è collocata in un tratto di canalizzazione cilindrica a cui sono collegati condotti di ingresso e di uscita. Sono di solito utilizzati in luogo dove si necessita la canalizzazione di un grande flusso d’aria. Gli elementi comuni a tutti i modelli sono: Convogliatore: incanala e indirizza il flusso di aria. Può essere realizzata in diversi materiali, acciaio al carbonio verniciato, acciaio inossidabile o alluminio; Girante: costituito da un mozzo e da un numero di pale variabili, che possono essere in polipropilene, poliammite rafforzata con fibra di vetro, alluminio, poliammite antistatica rinforzata con fibra di vetro. Questo viene scelto in base all’utilizzo che se ne deve fare e alle temperature a cui il ventilatore dovrà lavorare. Le giranti sono bilanciate staticamente e dinamicamente secondo lo standard ISO1940/1, con grado di equilibratura 6.3. Motore: elettrico, posizionato all’interno del convogliatore e direttamente accoppiato al girante. Oppure può essere esterno e trasmettere il moto tramite monoblocco, pulegge e cinghie. L’alimentazione può essere monofase o trifase VENTILATORI CENTRIFUGHI: utilizzano la forza centrifuga generata da un disco rotante con pale messe ad angolo retto rispetto al disco. Il motore, il disco e le pale sono conosciute come la girante, essa è in genere contenuta in un alloggiamento a forma di rotolo della ventola. L’aria all’interno viene lanciata verso un’uscita che ha un diametro oiù grande dell’alloggiamento. Due i tipi di ventilatori centrifughi: a pale avanti o curvi in avanti. Ci sono poi i ventilatori centrifughi a PALE ROVESCE. Questo tipo ha un numero inferiore di lame grandi che si incurvano nella direzione opposta di quella di rotazione. Nel mezzo della curva potenza massima e velocità minima coincidono, lavorando non in sovraccarico. I ventilatori centrifughi sfruttano, come si evince dal nome, la forza centrifuga per il trasporto del flusso dell’aria, essa viene proiettata verso l’esterno della ventola, per essere raccolta e convogliata nelle coclea ed uscire dalla bocca di mandata. L’aria entra in direzione assiale per poi essere deviata di 90 gradi in direzione radiale, questo gomito viene detto COCLEA ed è questa la chiocciola che distingue il ventilatore centrifugo da quello assiale. I ventilatori industriali devono essere in grado di far fronte a un lavoro continuato di 24 ore su 24. Essi possono essere leggeri o pesanti, entrambi realizzabili in acciaio inox o in acciaio in carbonio verniciato. In genere quelli industriali si differenziano per robustezza e dalla versatilità data dalla cinghia che permette di adattare i giri del motore al tipo di lavoro che esso andrà a svolgere. E’ ovvio che più sarà resistente l’impianto che si deciderà di far costruire e più sarà il risparmio per l’industia a livello di manutenzione, così come si allungherà il tempo in cui il ventilatore dovrà essere sostituito perchè ormai usurato da una mole di lavoro non adatta.  

Amadeus, conferenza stampa Sanremo: Dichiarazioni sessiste

Il 14 Gennaio scorso si è svolta a Sanremo la prima conferenza Stampa del nuovo direttore artistico del Festival dei Fiori, Amadeus. Accompagnato da molte delle donne che lo accompagneranno durante tutte le serate, Amadeus(all’anagrafe Amedeo Umberto Rita Sebastiani) ha raccontato l’emozione e la responsabilità che ha avendo coronato un sogno da bambino, quello di presentare proprio il Festival di Sanremo del settantesimo anno. Bellissime parole per Fiorello, suo amico da 35 anni, e per Tiziano Ferro, ospite presente in molte serate dell’Ariston, nel festival che parte l’8 febbraio 2020. Torniamo alle parole sulle donne protagoniste del festival al fianco di Amadeus. Antonella Clerici a Diletta Leotta, da Rula Jebreal a Mara Venier, da Laura Chimenti ed Emma D’Aquino a Georgina Rodriguez e Francesca Sofia Novello, da Sabrina Salerno alla conduttrice albanese Alketa Vejsiu. Amadeus ha voluto parlare di loro una ad una, facendo tantissimi complimenti sulla bellezza e preparazione delle proprie partner artistiche durante la conduzione. Dopo la conferenza, la rete in questi giorni è tempestata di critiche al conduttore RAI, tacciato di sessismo per le dichiarazioni riportate durante la conferenza. Da quello che abbiamo ascoltato sembra che il tutto possa essere stato scatenato dalle parole su Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, una donna compagna di Un uomo così importante che ha saputo “stare un passo indietro”. E tutto è diventato sessismo, svalutazione della figura femminile. Leggi l’articolo di Vice dove viene fortemente attaccato Amadeus per le sue dichiarazioni. Sembra nei 36 minuti e 55 secondi del video della conferenza che sia solo questo il passo più sensibile relativo ad allusioni sul sessismo del conduttore. Abbiamo ascoltato solo complimenti e sottolineature sulle qualità delle colleghe e partner serali, non altro. E’ vero che fa più notizia parlare di dichiarazioni sessiste, ma non sembra dal contenuto della conferenza, definita da molti retrograda, svilente e poco valutante della figura femminile. Riportiamo la conferenza integralmente, e lasciamo a voi i commenti relativi alle dichiarazioni. https://www.youtube.com/watch?v=QdS8b9QhhY8

Dani Olmo: un giovane di classe alla corte di Pioli

Sempre più vicino il trequartista della Dinamo Zagabria per il roaster di Mister Pioli. Il Milan lavora sottotraccia, non trapela niente da Milanello, ma dalla Croazia le voci sono insistenti, Dani Olmo sarà un rinforzo del Milan in questa sessione di mercato. L’offerta del Milan si aggira attorno ai 30 milioni di euro più percentuale sulla futura cessione. Dani Olmo è un giocatore tra i principali emergenti della spagna. Nato nel 1998 e classe da vendere, finora, in stagione, di 8 gol e 7 assist in 22 gare tra campionato, Champions League e coppa nazionale. Il giocatore, sotto contratto con la Dinamo Zagabria fino al 30 giugno 2021, starebbe spingendo per vestire la maglia rossonera. Lo ha rivelato, ieri, la stampa croata. Mirko Barisic, Presidente della Dinamo Zagabria, ha provveduto, oggi, a smentire tali indiscrezioni, bollandole come speculazioni giornalistiche ed aggiungendo di non aver ricevuto nessuna chiamata per Dani Olmo, né dal Milan, né dall’Italia né da nessun’altra parte al mondo. Un piccolo bluff, naturalmente, ma fa parte del gioco quando c’è in ballo una trattativa. Suso Under: Scambio Roma Milan? Sembra che a finanziare l’operazione ci sia in ballo la cessione di Suso e Paquetà, che frutterebbero al Milan circa 60 milioni. Di Suso si parla da ieri insistentemente di una destinazione AS Roma, in una trattativa che porterebbe allo scambio con Cengiz Under, di cui Fonseca non sarebbe proprio convinto dopo il recupero. Sembra che sul piatto delle uscite ci sia anche Piatek, per una cifra gradita al Milan di circa 30 milioni di euro per intavolare la trattativa. https://www.youtube.com/watch?v=xYfLchOovQc

Matias Vecino Alla Lazio? Matrimonio Possibile

Dopo che Antonio Conte ha dato il via libera alla Cessione, e successivamente all’accordo sfumato per lo scambio Inter Milan con Kessie, L’ipotesi di Matias Vecino con la maglia della Lazio sembra una cosa molto concreta. Sicuramente il centrocampista uruguaiano darebbe una forza maggiore al centrocampo biancoceleste, e Inzaghi è pronto ad accoglierlo a Formello, per blindare il terzo posto e sognare in grande. Con l’Inter ormai su Eriksen, Tare sta pensando alla possibilità di prenderlo in prestito con diritto di riscatto a 18 20 milioni. E’ vero che la linea ingaggi della Lazio sarebbe intaccata, visto che Vecino prende 2.5 milioni di euro. Certo però che le indiscrezioni che trapelano vedono Vecino alla Lazio non solo come un pensiero, quanto come una possibilità. Vecino, 28 Anni nato a Canelos, vanta in questa stagione 14 presenze, 1 rete, 2 ammonizioni e 1 assist nell’Inter di Antonio Conte, che non lo ha mai apprezzato, a causa di comportamenti poco amati da conte da parte del giocatore. Questo ha comportato poche presenze da titolare, solo la metà rispetto al totale partite giocate dall’Inter in questa stagione. Staremo a vedere se in questa finestra il matrimonio tra Lazio e Vecino s’ha da fare. 9 Novembre 2019, Vecino Segna l’1-1 nella gara che l’Inter vince a San Siro con Il Verona per 2-1.

Richiedere dei prestiti online – Ecco come fare

Tra la moltitudine di servizi web offerti dalla banche, come l’home banking, è anche possibile richiedere dei prestiti online. Nella maggior parte dei casi sono proprio le banche, o altri casi degli istituti di credito, a concedere dei prestiti online senza doversi recare in una filiale. Cerchiamo quindi di capire come richiedere dei prestiti direttamente online e quali sono i vantaggi di questa modalità.   Differenza tra prestiti online e tradizionali    Partiamo subito col capire quali sono le differenze tra queste modalità di erogazione dei prestiti. In generale i requisiti di accesso e il funzionamento dei finanziamenti online sono abbastanza simili a quelli delle soluzioni di credito tradizionali. A fare la differenza però sono i processi di attivazione e gestione che interessano il finanziamento. In particolare:   si possono richiedere dei prestiti online direttamente dal portale web della vostra banca. Tutti i documenti relativi al finanziamento vengono inviati per posta elettronica e in alcuni casi il contratto può essere sottoscritto con la firma digitale. I prestiti tradizionali invece possono essere richiesti solo presso una filiale fisica della banca e con la presenza di un consulente. Inoltre deve essere presente l’intestatario del contratto.   Come richiedere un prestito online     Come abbiamo detto le modalità per richiedere dei prestiti online sono fondamentalmente due. E’ possibile collegarsi al sito della propria banca o, in alternativa, a quello di un istituto di credito. In questo caso vi basterà individuare il finanziamento più in linea con le vostre esigenze e compilare gratuitamente il form che troverete sul sito. Per richiedere dei prestiti online dovrete quindi inserire:   l’importo desiderato la finalità del finanziamento la durata del prestito i dati personali del richiedente   Inoltre è possibile richiedere una consulenza telefonica per facilitarvi nella scelta dell’offerta migliore in quel momento. Invece se preferite richiedere dei prestiti online tramite il portale della vostra banca, dovrete compilare un modulo di richiesta prestito. Poi dovrete fornire degli specifici documenti che saranno richiesti durante la fase di valutazione della vostra richiesta di prestito online. Vi serviranno:   fotocopia del documento di identità codice fiscale del richiedente indirizzo di residenza del futuro intestatario del prestito documentazione relativa si redditi come ultima busta paga per i dipendenti, ultimi due cedolini per i pensionati o la dichiarazione dei redditi per i liberi professionisti.   Una volta che avrete completato la procedura per richiedere dei prestiti online sarà possibile monitorare l’avanzamento della richiesta proprio sul sito della banca. In caso di esito positivo, riceverete una mail con una copia del contratto che dovrete sottoscrivere, anche con firma digitale. Dopodiché dovrete inviare nuovamente il contratto alla banca secondo le modalità specificate.   Cattivi pagatori e cessione del quinto    Richiedere dei prestiti online è una tra le soluzioni più convenienti, anche se non sono tra i più facili da ottenere. Come per il resto delle soluzioni di finanziamento di credito al consumo, è sempre necessario fornire alla banca delle garanzie di reddito. Perciò anche se si è scelto di richiedere dei prestiti online gran parte del funzionamento rimane invariato. Quindi risulta impossibile fare richiesta per questi finanziamenti, senza presentare un busta paga, o una dichiarazione dei redditi, al vostro garante. Spesso si crede che i prestiti online siano più facili da ottenere rispetto a quelli tradizionali, ma in realtà non è così. Infatti il più delle volte i cattivi pagatori o gli individui protestati non possono ottenere questa tipologia di prestiti. Se volete che la banca accetti la vostra richiesta dovete tenere presente che sarà necessario avere una buona storia creditizia, ma soprattutto essere stati sempre in regola con il pagamento delle rate dei prestiti richiesti in precedenza. Per concludere possiamo dire che i cattivi pagatori con un contratto lavorativo a tempo indeterminato potrebbero comunque accedere ai prestiti online. Questo vale anche se si vogliono richiedere dei prestiti online con la cessione del quinto dello stipendio.

Come illuminare la camera da letto

Durante una ristrutturazione, l’ultima stanza a cui si pensa in tema di illuminazione è la camera da letto. Forse perchè è la zona della casa in cui passiamo meno tempo, quella che comunque viviamo prevalentemente quando fa buio e viene automatico immaginarla con poca luce. Ma una buona luminosità può cambiare completamente la percezione che si ha dell’ambiente circostante e migliorare la qualità del sonno. Ecco alcuni piccoli suggerimenti che possono essere utili per scegliere come illuminare la camera da letto. Luci per la camera da letto per facilitare il relax Quando si sceglie l’illuminazione della casa, bisogna sempre tener conto della destinazione d’uso che si fa della stanza. Ad esempio, zone come il bagno e la cucina necessitano di molta luce perchè è qui che si svolgono la maggior parte delle attività. Sono consigliati quindi lampadari a soffitto e faretti.  Mentre per la zona riposo sono da prediligere luci più soft come: abat jour; applique; lampade da terra; faretti da incasso. La luce deve essere distribuita uniformemente per creare un’atmosfera rilassante ed evitare che un punto luce fisso infastidisca gli occhi.  Tipico è il caso del lampadario: eccellente per la zona pranzo, è invece la tipologia meno consigliata per la camera da letto. La fonte luminosa proviene da un’unica sorgente, solitamente posizionata sopra il letto o al centro della stanza. Vien da sè che un solo lampadario non è in grado di distribuire equamente la luminosità in ogni angolo. Ma non solo, è anche molto fastidioso se di notte si ha la necessità di accendere la luce.  Sarebbe meglio scegliere altri tipi di luci e posizionarli in più punti strategici come vicino al comodino, dove sono perfette le abat jour e le applique; nell’armadio o nella cabina armadio invece sono ideali i faretti ad incasso; infine si potrebbe posizionare una piantana di design a  nella zona lettura.    L’illuminazione a led per la camera da letto Una valida alternativa sono i pannelli led per la camera da letto. Ormai in tutte le case sono presenti i faretti a led: costano meno, si accendono istantaneamente non appena viene premuto l’interruttore, producono poco calore e soprattutto i consumi sono decisamente più bassi rispetto alle classiche lampadine.  Se si opta per il led, si hanno anche infinite possibilità di creare un’illuminazione di design, combinando: strisce a led, pensate per chi ha poco spazio a disposizione; faretti da incasso, punti luce da installare in tutta la stanza; applique a muro, per lasciare liberi i ripiani vicino al letto. I led sono una soluzione ottima per uno stile d’arredamento moderno e lineare. Infatti la maggior parte dei faretti può essere installata all’interno dell’ controsoffitto o del cartongesso ed essere quindi completamente invisibile.   Inoltre sono facili da installare ma anche da scegliere. Ci sono infatti solamente due regole da seguire:  evitare il led bianco per i faretti per cartongesso in camera da letto, poichè ne risulterebbe una luce troppo fredda, e posizionarli bene. Questo significa che non devono mai trovarsi ad una distanza troppo ravvicinata, ma almeno uno ogni 20/30 cm dall’altro.  I nuovi impianti tecnologici di domotica poi, danno la possibilità di giocare con l’intensità ed il colore dei led, per creare un’atmosfera diversa di volta in volta.   

Novalux, gusto e design

L’illuminazione da interno è un aspetto molto importante da progettare quando si sta arredando una casa, un negozio oppure un ufficio. L’insieme dei pezzi di arredamento e dei complementi d’arredo sono elementi da scegliere con cura, che devono riflettere il proprio gusto e lo stile che si predilige. Ma il tocco che crea davvero l’atmosfera non passa attraverso il mobilio, bensì proviene dalla luce. Il colore, l’intensità e la disposizione delle lampade può modificare l’intera percezione di uno spazio. Ogni tipologia di punto luce si sposa con un determinato stile: ad esempio i lampadari a sospensione o le lampade da terra richiamano uno stile classico e country, mentre i faretti ad incasso, le lampade a parete ed i faretti a led invece sono più indicati per un gusto più moderno e lineare.   In ogni caso stiamo parlando di elementi che possono essere considerati strutturali, il che significa che non vengono sostituiti spesso o con molta facilità. Di conseguenza, la scelta di quale illuminazione installare non deve essere effettuata frettolosamente ma deve tenere sempre a mente due fattori:  la qualità dei materiali ed il design. Una delle aziende italiane che sa come combinare al meglio questi due aspetti in tutte le sue creazioni è Novalux. Novalux, nel campo dell’illuminazione dal 1948 Un’azienda come Novalux può contare su una forte esperienza lunga ben 70 anni, attraverso i quali ha visto cambiare le esigenze della propria clientela più e più volte. Da piccolo negozio di illuminotecnica di Bologna, l’azienda è cresciuta in maniera esponenziale fino a diventare una realtà internazionale presente in tutta Europa.  Nonostante i tanti mutamenti sociali, storici e di richieste a cui ha assistito, Novalux è rimasta fedele a due punti essenziali della sua filosofia: l’eccellente qualità dei materiali scelti e una visione orientata sempre all’avanguardia. Il know how aziendale è costantemente ampliato con nuove conoscenze, materiali e tecniche che permettono una continua sperimentazione e ricerca di nuove soluzioni per l’illuminazione, senza mai tralasciare l’aspetto estetico. Non c’è un singolo articolo il cui design non sia ricercato e raffinato, dalla luminaria Novalux alle lampade da terra fino alle plafoniere Novalux. Nulla è lasciato al caso. L’avanguardia firmata Novalux Uno dei prodotti che meglio può rappresentare l’azienda  Novalux, è la Easy light. Si tratta di un sistema realizzato in lamiera d’acciaio zincata e che porta l’inconfondibile firma della qualità Made in Italy. La particolarità di Novalux Easy Light è nella sua assoluta versatilità, lo stesso articolo è ideale per l’installazione:     a sospensione; a parete; a plafone; a binario.   Questo garantisce una certa continuità stilistica all’interno di un medesimo ambiente, ma con spazi dedicati a diversi scopi. Ad esempio, in una casa può essere installata la Novalux Easy Light a parete in camera da letto e la versione a sospensione nel soggiorno. Oppure in una boutique si potrebbe optare per un’installazione a binario nei camerini e una a plafone nella vetrina.  Qualunque sia la destinazione d’uso, questo sistema sa come soddisfarla. Non a caso è uno degli articoli più venduti sia in Italia che all’estero e testimonia quanto Novalux sia in grado di guardare sempre avanti.    

Lampade da esterno a parete, un dettaglio di stile

Quando si pensa all’arredamento e all’illuminazione, viene automatico considerare esclusivamente l’interno di un’abitazione, non badando invece a terrazze, balconi ed un eventuale giardino.   Si tratta però di un grave errore. Anche se è vero che svolgiamo la maggior parte delle nostre azioni quotidiane nelle quattro mura domestiche, è piacevole avere un esterno curato, dato che è la prima cosa che vediamo non appena torniamo a casa e l’ultima quando usciamo. Basta poco per ottenere un effetto gradevole: un prato ben tagliato, fiori rigogliosi nei vasi e un balcone ordinato sono da considerare dei veri e propri elementi d’arredo quando si parla di giardino.  Oltre all’aspetto estetico però, questi spazi possono essere sfruttati anche da un punto di vista funzionale.  Ad esempio, a chi non piace cenare in terrazza nelle torride serate estive? Oppure giocare con i bambini all’aperto?  Per utilizzare al meglio l’esterno anche quando cala il sole, è necessario che sia garantita sempre una buona illuminazione. Solitamente la scelta ricade sulle luci da parete per i balconi e i giardini oppure sui lampioncini, se si ha a disposizione un vasto terreno. Vediamo qualche idea interessante per scegliere le applique da esterno.      Quale applique da esterno scegliere? Prima di decidere cosa acquistare, è determinante avere chiaro dove andrà posizionata la lampada per scegliere il materiale più adatto poichè l’impianto sarà costantemente esposto agli agenti atmosferici. In merito a questo, la normativa europea ha stilato un indice di protezione, che sta ad indicare il livello di protezione di ogni luminaria rispetto agli sbalzi di temperatura e all’umidità.   La sigla è composta dalle lettere IP e una sequenza di due cifre: più è alto il numero, maggiore è la sicurezza della lampada. E’ bene controllare sempre l’IP per capire se il prodotto può essere più o meno adatto alle nostre esigenze. Vediamo ora quali sono le tipologie di lampade più presenti sul mercato e ai differenti stili d’arredamento. Le lampade da esterno a led sono sicuramente le più comode poichè richiedono pochissima manutenzione ed inoltre sono a ridotto inquinamento luminoso. Sono indicate per gli spazi ristretti, come i balconi, e per abitazioni dello stile moderno. I faretti a led trovano un ampio utilizzo anche per illuminare piante e aiuole. Chi invece ha installato grate e cancelletti in ferro alle finestre, può dare una certa continuità stilistica alle mura con le lampade da esterno a parete in ferro battuto, perfette per illuminare vialetti d’accesso oppure ingressi ed entrare. Sono bellissime da vedere a contrasto con una parete di cortina rossa. Se l’atmosfera che si vuole ricreare è calda e accogliente, le lampade da esterno a parete rustiche sono la scelta più azzeccata. Le linee richiamano alla mente uno stile rurale, che si sposa benissimo con un gazebo in legno o con una pavimentazione esterna realizzata in pietra.  

Toio FLos, lampada da terra dallo stile unico

Toio Flos è la lampada da interno creata nel 1962 dall’estro del progettista Achille Castiglioni, con il prezioso contributo di suo fratello Pier Giacomo.   Non appena la guardi, capisci immediatamente che c’è qualcosa di diverso rispetto a tutte le piantane da terra che hai visto esposte fino a quel momento. Un design originale che lascia trasparire un’ anima giocosa. D’altronde, il suo curioso nome ha una storia particolare e deriva proprio dalla parola “toy”, che in inglese significa gioco.  Scopriamo qualcosa in più su questo elemento d’arredo unico! Achille Castiglioni, chi è l’ideatore della lampada Toio Achille Castiglioni ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’illuminazione di design italiana. Nato a Milano nel 1918, dedica la sua vita allo studio delle forme, dei materiali e delle tecniche per creare un nuovo modo di fare illuminazione.  Si laurea in architettura e insegna “Design Artistico per l’industria” nella prestigiosa università di Torino e di Milano. Oltre alla carriera didattica, è attivamente presente sulla scena delle grandi esposizioni internazionali insieme a suo fratello Pier Giacomo Castiglioni, con cui instaura un sodalizio artistico destinato a durare decenni.  Dalla loro fortunata collaborazione nasce anche la lampada Toio Flos. Vincitore di ben nove volte del Compasso d’Oro, le opere di Achille Castiglioni sono esposte nei più famosi musei del mondo: solamenta il MoMa di New York ne ospita ben quattordici.  Toio Flos, tra il vintage e il moderno Le lampade da terra sono una soluzione illuminativa spesso sottovalutata. Si tende a pensare che siano adatte esclusivamente per la zona living e che non illuminino a dovere. Ragion per cui si prediligono i punti luce da installare a soffitto, credendo che in questo modo la luce sia meglio distribuita nell’ambiente.  Questo è in parte vero, ma non se si parla di Toio Flos. Questa lampada infatti è stata creata per rivoluzionare il concetto di illuminazione, unendo il design alla funzionalità. Stiamo parlando di una lampada da terra ma accessoriata di un’asta telescopica regolabile, che consente di stabilire l’altezza a nostro piacimento e secondo l’uso che ne facciamo. Ma il vero fiore all’occhiello rimane il suo faro, dal diametro di 17 cm che garantisce una resa luminosa altissima. Un aneddoto sull’ ideazione del primo modello di Toio: Achille Castiglioni fece importare il fanale di un’auto dagli Stati Uniti per dar vita alla sua creazione! E ancora oggi il punto luce è la perfetta riproduzione di quel fanale.   Ciò che rende ancora più particolare questa lampada è il suo stile: linee minimal ma risultanti da un mix tra vintage e moderno, che la rendono perfettamente collocabile sia in stanze dall’arredo essenziale e lineare che in loft e appartamenti dai tratti urban. Realizzata completamente in acciaio e verniciata a liquido, è disponibile in tre colorazioni: rosso, bianco e nero, una più originale dell’altra.  Il prezzo di questo prodotto di design si attesta intorno ai 600/700 € e ogni centesimo rispecchia l’alta qualità dei materiali e delle tecnologie impiegate per la costruzione.   

Fare link earning con post di alta qualità

Sei un webmaster che ha dovuto rendersi conto del fatto che il suo sito web ha troppe poche visite? Non hai intenzione di acquistare link di scarsa qualità per trovarti penalizzato da Google e rovinare l’autorevolezza del tuo sito? Probabilmente quello che ti serve per ottenere più traffico è una strategia funzionale di link earning che ti permetta di ottenere più visite in poco tempo. Se il tuo blog fa davvero fatica a posizionarsi su Google ma tu vuoi lavorare soprattutto sulla qualità dei suoi contenuti, e non ingannare l’algoritmo di Google, la strategia di link earning consiste nella soluzione ideale per te. Consiste nel produrre contenuti di qualità tale da permettere di essere linkati spontaneamente da altre fonti, appunto per l’alta qualità dei link. Un errore comune è quello di pensare che il posizionamento su Google dipenda dall’acquistare link con servizi spesso di bassa qualità, su siti spam. In questi casi, l’algoritmo del motore di ricerca identifica velocemente la link building fraudolenta e si rischiano delle penalizzazioni anche pesanti. La link earning è importante per la SEO perché consente di dare valore al proprio sito e di farlo apparire autorevole agli occhi di Google, tuttavia richiede un certo impegno perché si devono produrre articoli di originalità e qualità tale da renderli ‘degni’ di essere usati anche da altre fonti, senza chiedere nulla in cambio. Come avrete capito, fare link earning non è semplice ma si tratta della strategia migliore per potersi garantire contenuti di alta qualità, e backlink che ritornino anche nel lungo periodo, oltre che per ottenere un posizionamento migliore su Google. Come si fa link earning? Per poter fare link earning è necessario creare dei contenuti che siano davvero di valore. Spesso ci si domanda quale sia la differenza sostanziale fra link earning e link building. La link building consiste nell’acquistare backlink, mentre invece la link earning è gratuita perché, in questo caso, sono gli altri siti a decidere di prendere spunto dal nostro perché trovano gli articoli di grande valore. I collegamenti artificiali possono comunque comportare un aumento del ranking del sito, ma ci espongono a possibili penalizzazioni di Google laddove esso non dovesse trovarli abbastanza naturali. Lo scambio di link, i guest post, i link a commenti in forum e chat sono pratiche di link building che possono essere effettuate ma con il giusto equilibrio. La tecnica migliore rimane comunque quella della link earning che consente di non dover spendere soldi, ma solo tempo e impegno per creare dei contenuti che siano davvero di valore. Ma come si fa concretamente link earning? Per poter fare link earning, bisogna produrre dei contenuti che siano: di qualità. Vale a dire, ottimizzati SEO, belli e buoni da leggere. Non intendiamo ovviamente non copiati, questo è scontato. Intendiamo contenuti che siano al 100% originali cioè che trattino argomenti non battuti, o che offrano risposte nuove a delle domande aperte, in un concetto solo che siano in grado di dare valore aggiunto all’utenza. Pensati per durare nel lungo medio periodo, quindi possono essere guide o raccolte di dati o articoli che possono essere validi anche per anni, non solo per un lasso di tempo limitato.   Se un articolo si dimostra davvero interessante, originale, o offre una risposta o una chiave di lettura diversa di un fenomeno, è un buon candidato per poter fare link earning. Ovviamente bisogna valorizzarlo e condividerlo per fare in modo che sia conosciuto, ed ovviamente la link earning richiede spesso più tempo e pazienza rispetto alla pratica del link building. I risultati però sono molto più validi e soprattutto sono più duraturi nel corso del tempo.  

CHIAMA ORA