Integratori Drenanti e depuratori dell’organismo: Xdrena di Lismi

Per chi ha problemi epatici e dei reni, e difficoltà di espletamento delle tossine tramite gli organi preposti, ha necessità di integrare uno stimolatore dell’attività depurativa. In questo senso intervengono diversie tipologie di integratori nutraceutici, fra cui Xdrena, integratore a base di cardo mariano, che favorisce la rigenerazione e la normalizzazione della attività depurativa del fegato, in caso di ridotta attività biliare, oppure se i reni lavorano a basso regime. Contiene estratti di ortosifon, ortica, tarassaco e pilosella, cardo mariano e uva ursina. La pilosella e Uva Ursina sostengono il drenaggio naturale dei liquidi del corpo e la funzionalità urinaria. Il cardo mariano e il tarassaco aiutano le funzioni del fegato a sostegno dell’attività normale dell’organo. Cosa Contiene Xdrena? Vediamo insieme il foglio illustrativo di Xdrena, prodotto dalla linea nutraceutici di Lismi. 20% Inulina: Estratto secco tit. 20% Tarassaco, drenante con effetto protettivo del fegato; 0,8% Steroidi totali: Estratto secco tit. 0,8% Ortica, stimola le funzioni drenanti ad effetto depurativo; 80% Silimarina: Estratto secco tit. 70% Cardo Mariano, funzione depurativa del fegato, protettiva e drenante.; 10% Arbutina: Estratto secco tit. 10% Uva Ursina, disinfettante naturale dell’apparato urinario; 0,2% Sinensetina: Estratto secco tit. 0,2% Ortosiphon, stimola la diuresi naturale ed il drenaggio dei reni e del fegato.; 1% Vixetina: Estratto secco tit. 1% Pilosella, come sopra, funzione drenante e depurativa. Può essere usato come depuratore del fegato e dei dotti renali, in caso di difficoltà ad espellere e digerire i grassi, o in caso di insufficienza biliare lieve. Inoltre grazie alle funzioni antisettiche dell’apparato urinario, anche in caso di cistite o infezioni urinarie. Grazie ad i suoi ingredienti naturali, può essere tranquillamente usato in gravidanza.

Come iniziare un discorso che incentivi all’ascolto

Nel public speaking la prima parte del discorso, detta anche decollo, è decisiva in quanto da essa dipende la disponibilità del pubblico. Molti tendono a concentrarsi più sul finale perché riassume in un’unica soluzione la complessità del discorso e determina l’ultima impressione, quella che rimane in modo più duraturo nella memoria dell’auditorio. Eppure l’apertura non è meno importante perché consente di entrare in sintonia con il pubblico e condiziona quindi tutto il processo. È la prima impressione e serve per catturare l’attenzione delle persone e costruire un ponte con i loro interessi. Quindi è importante entrare subito nel vivo, senza noiose introduzioni che servono solo a farti perdere l’attenzione del pubblico, spingendolo a controllare lo smartphone o a chiacchierare con il vicino. Iniziare un discorso è la parte più difficile di uno speech, ma se si ha in tasca un incipit incentivante all’ascolto il gioco è fatto. Esistono delle tecniche che consentono di partire con il piede giusto. Scopri come iniziare un discorso (su massimilianocavallo.com approfondisci tutto sul public speaking) per rompere il ghiaccio con l’uditorio e sfruttare al meglio quei minuti preziosi. Come iniziare un discorso Esistono diversi modi per iniziare un discorso. Ogni oratore deve scegliere la modalità di avvio più coerente con il proprio stile naturale, così che possa tirare fuori la propria personalità in maniera schietta. Un errore che potrebbe guastare il clima compromettendo la disponibilità della platea è quello di focalizzarsi su ciò che si vuole dire, dimenticandosi di avere davanti un pubblico. L’incipit deve essere in linea con le specifiche esigenze di chi ascolta e con le sue aspettative. Quindi è fondamentale dedicare un po’ di tempo allo studio delle caratteristiche del pubblico, in modo da calibrare l’intervento in base a chi si ha di fronte e ai suoi bisogni. Qualunque sia l’approccio, bisogna sforzarsi di trovare un buon attacco che disponga la platea all’ascolto e che sia collegato con il resto dell’esposizione perché è importante che l’uditorio sappia sin dalle prime battute che cosa gli verrà proposto. In sostanza, l’apertura deve essere legata al messaggio che vogliamo rimanga impresso nella mente di chi ascolta. Un’altra raccomandazione utile è di usare il dono della sintesi, tagliando e accorciando quanto più possibile per rendere la fase introduttiva asciutta e non pesante. Modi per iniziare un discorso Per rompere il ghiaccio, alcuni formatori consigliano di cominciare con una battuta spiritosa, ma è una strategia troppo rischiosa: se nessuno ridesse, l’esito del discorso verrebbe compromesso sin dall’inizio. Ciò non significa che questa modalità vada esclusa a priori, tuttavia il ricorso ad essa dipende dall’argomento trattato, dal tipo di pubblico e dal tono dell’evento. Se si tratta di un’occasione allegra e l’umorismo fa parte della tua natura, una battuta di spirito è sicuramente un’arma molto efficace, purché sia controllata e non offenda nessuno. Le migliori presentazioni iniziano con una frase ad effetto o un’osservazione sconcertante che permetta di ottenere un riscontro di tipo emozionale dalla platea. Si può partire con un esempio, con un aneddoto simpatico o con qualcosa che ti è capitato perché la gente ama sentire fatti concreti che possano essere rapportati al proprio vissuto e all’ambiente di provenienza. Le storie personali, in particolare, accorciano le distanze tra chi parla e il pubblico perché fanno di te una persona comune. Talvolta per aprire un discorso può servire anche una storia o una citazione da cui trarre una morale che abbia valore per la platea. Anche numeri, percentuali, date e fatti recenti di cui hanno parlato i giornali sono ottimi argomenti con cui inchiodare alla sedia chi ti ascolta. Si può iniziare anche con una provocazione o con una domanda rivolta all’uditorio per sondare cosa pensa in merito all’argomento che vuoi trattare. Le domande accendono l’interesse perché costringono ad ascoltare e stimolano alla riflessione. Per esempio, se devi presentare un piano di investimenti in Cina, invece che iniziare con la solita frase “Buongiorno sono Tizio, imprenditore nel settore X, sto per presentarvi il piano di investimenti del 2020”, potresti chiedere “Quanti di voi sono stati in Cina?”. Alcune precisazioni È bene precisare che quando si portano esempi non bisogna fermarsi a dire, ad esempio, che gli Stati Uniti coprono un territorio di 9.834.000 km2 perché molte persone non hanno familiarità con i chilometri quadrati. È meglio far presente che è grande quasi trentatré volta l’Italia. Per fare un altro esempio, un conto è dire, come hanno stimato alcuni ricercatori americani, che entro la fine del secolo corrente potremmo raggiungere una crescita dei mari tra i 28 e i 131 centimetri, un altro è spiegare che ciò comporterà la scomparsa di molte città costiere come Venezia, Napoli, Miami, ecc.

Grondaie in alluminio: perché sono importanti in un edificio

Le grondaie sono un elemento fondamentale di un edificio, a cui spesso non si presta l’attenzione dovuta. Esse costituiscono una sorta di protezione, perché in grado di raccogliere l’acqua piovana, che in loro assenza gocciolerebbe sulle pareti, provocando molti danni. Come anticipato, spesso la manutenzione e la sostituzione delle grondaie in alluminio a Roma (Opera Lattoneria si occupa ampiamente di questa attività) o in altre città, vengono trascurate. Vediamo insieme perché questo è un atteggiamento scorretto. Grondaie in alluminio: cosa sono? Come anticipato, le grondaie in alluminio sono un elemento importantissimo per l’edificio dove sono installate, perché in grado di offrirgli l’adeguata protezione dagli agenti atmosferici, come l’acqua piovana o la neve. Una corretta manutenzione non solo aumenta la vita utile delle grondaie, ma evita che i depositi di foglie e detriti possano ostruire il normale deflusso dell’acqua. Se questa situazione dovesse verificarsi infatti, tale acqua comincerebbe a gocciolare lungo le pareti dell’edificio, causando delle conseguenze che in alcuni casi possono rivelarsi molto gravi. I primi tempi infatti, tale gocciolamento non causerà danni apparenti. Se la situazione venisse trascurata però, l’acqua potrebbe penetrare all’interno delle pareti, fino ad infiltrarsi dentro alle abitazioni. Inizialmente l’infiltrazione si manifesterà sotto forma di macchie di umidità, ma con il tempo potrebbe generare delle vere e proprie muffe, che come risaputo possono essere potenzialmente dannose per gli abitanti della casa. Infine, nei casi limite di trascuratezza, l’acqua può infiltrarsi fino nelle fondamenta dell’edificio, compromettendone la stabilità. Grondaie: quale materiale scegliere? In commercio esistono grondaie prodotte con numerosi materiali. Ognuno di questo presenta delle peculiarità che le contraddistinguono, ma anche dei limiti in merito alla durata in termini di anni. I materiali principali, sono il PVC, l’acciaio INOX, il rame e l’alluminio. Per quanto riguarda il PVC, questo risulta molto economico, ma anche piuttosto fragile nel tempo. Tale materiale plastico infatti, con il tempo tende ad irrigidirsi, fino a spaccarsi, soprattutto in presenza di condizioni climatiche estreme. Questo limite obbliga a numerosi interventi di sostituzione, che ne annullano con il tempo la convenienza in fase di acquisto. In seconda battuta troviamo acciaio e rame. Il primo è sicuramente un materiale molto resistente anche alle intemperie, soprattutto dopo i dovuti trattamenti. Di contro risulta piuttosto costoso e difficile da installare perché poco duttile. Il secondo materiale, ovvero il rame, è sicuramente un materiale di qualità e tra l’altro più facile da lavorare perché duttile, ma risulta molto costoso. Infine troviamo l’alluminio, che probabilmente può essere considerato come il giusto compromesso tra il costo, la durata e la facilità di installazione, perché come il rame risulta piuttosto facile da lavorare  Come sostituire le grondaie? La risposta al quesito in oggetto è solamente una: rivolgendosi ad un’impresa specializzata. A meno di non possedere competenze e attrezzature adeguate infatti, è assolutamente da evitare la manutenzione e la sostituzione delle grondaie utilizzando il fai da te. I motivi di questa considerazione sono due. Il primo perché si tratta di lavori in quota, quindi senza le opportune misure di sicurezza possono verificarsi situazioni a rischio. In seconda battuta, il fai da te è sconsigliato perché i lavori devono essere svolti a regola d’arte. Un’installazione scorretta infatti, soprattutto nelle giunture delle grondaie, può generare delle perdite d’acqua, e di conseguenza annullare i benefici delle grondaie stesse, nonché costringere ad ulteriori interventi che faranno lievitare i costi.

Consulente aziendale, una figura dall’ampio campo d’azione

Il consulente aziendale (come Vittorio Pupillo) è quella figura di supporto, ad alto valore aggiunto, indispensabile affinché un’impresa riesca a nascere e, possibilmente, a vivere con un’attività che duri nel tempo. Tale professionista, che lavora in un ampio campo d’azione, interviene nelle imprese di stampo tradizionale come nelle start-up. Per ogni fase di vita dell’azienda, riesce ad ideare un piano organizzativo efficace, valuta la fattibilità di ogni progetto determinandone le linee guida, ne verifica il grado di rischio e studia la possibilità di un futuro nel lungo termine. Inoltre si può occupare anche della parte economico-finanziaria, provvedendo all’approvvigionamento dei fondi mediante il ricorso a risorse alternative come il crowdfunding, se necessario. Il tutto puntando sull’efficienza della pianificazione, che deve essere più snella ed efficiente possibile, nonché su una capacità di previsione, al di sopra della media, delle difficoltà e degli imprevisti che potrebbero presentarsi. La figura del consulente aziendale è in piena coerenza con il concetto di “lean in office”, la tendenza di recente concezione che rendere le procedure più rapide e mira ad eliminare le attività inutili. Queste ultime cedono il posto a tutto ciò che genera valore, trasformandosi da cause ostative ad opportunità. Consulente aziendale: come svolgere questo mestiere? Il consulente aziendale svolge la sua attività come lavoratore autonomo o in veste di collaboratore presso le imprese, inizialmente affiancati da persone che abbiano maturato esperienza sul campo; essere assunti come dipendenti risulta, invece, più difficile. Al momento, il titolo di studi preferenziale è una laurea in ingegneria gestionale o in economia. Tuttavia questa non è una regola fissa, in quanto esistono diversi professionisti con preparazione accademica umanistica o con diploma che svolgono questo mestiere senza problemi. Va da sé che il grado d’istruzione conseguito non è decisivo ai fini dell’avvio di una carriera di questo tipo. Incidono molto di più l’attitudine alla mansione e la capacità di elaborare un’idonea strategia aziendale per trovare un buon piazzamento sul mercato. Il consulente aziendale: tra business ed attività accessorie Tra tutte le aziende che richiedono l’intervento di un consulente aziendale, vanno distinte quelle che cercano una figura orientata al business in senso stretto e altre, protese al confronto per attività accessorie agli affari, seppur complementari. Queste comprendono la salvaguardia della salute psichica delle risorse umane (ad esempio, nuove figure come i coach, i counselor, gli psicologi), il controllo della contabilità e degli aspetti legali (commercialisti ed avvocati) e il lavoro di coloro che si occupano dell’area ICT (tutela della privacy, sicurezza informatica, software gestionali, etc…). D’altro canto, un professionista con tali peculiarità si può trovare in diversi contesti, indipendentemente dal campo d’intervento: nelle grandi multi-nazionali, il cui la maggior parte del fatturato è legato alle consulenze contabili e informatiche e solo in minima parte al giro d’affari (limitatamente alla strategia). In questo caso si tratta sempre di collaboratori esterni o acquisiti per fusione; nelle piccole società, in cui queste figure chiave del business non si limitano ad applicare delle semplici conoscenze teoriche, ma hanno maturato esperienza sul campo, arrivando a risultati concreti. I loro compiti si estendono alla formazione ai venditori, oltre che alla strategia; nelle imprese di marketing, nelle quali tendono a riprodurre un modello funzionante al primo test, generando spesso risultati discordanti tra i vari casi in esame, a causa di un mancato studio di tutte le componenti in gioco. Infine, a tali categorie si deve aggiungere il consulente aziendale specializzato in strategia e business, professionista che esamina l’impresa come un caso a sé stante, senza alcun precedente. Egli mira all’armonizzazione di tutte le variabili concentrandosi sulla creazione e l’ampliamento del portfolio clienti, sulle vendite, sui profitti e sulla customer satisfaction (vale a dire la soddisfazione dei clienti), che è l’obiettivo a cui ogni attività deve tendere, per avere successo.

Abbigliamento professionale e divise: la continua evoluzione di moda e tecnologia

Nella continua evoluzione di moda e tecnologia, sia nella vita lavorativa che non, l’abbigliamento professionale e le divise (come quelle di Beauty Street) muta periodicamente; tra le infinite mutazioni dell’abbigliamento figura sicuramente quello professionale ed in particolar modo nella categoria delle divise da lavoro. Oggi andremo a capire quali sono le caratteristiche che un capo d’abbigliamento professionale deve possedere ed in particolar modo analizzeremo i punti chiave di una divisa perfetta per le proprie necessità. L’evoluzione dell’abbigliamento professionale e delle divise Per ogni creazione dell’essere umano vi è sempre un punto di origine e tanti punti di trasformazione; è il caso anche dell’abbigliamento professionale. Infatti se si da’ uno sguardo alla storia, è ben evidente che già nel Medioevo vi era una certa attenzione nel vestirsi per il lavoro. In questo particolare periodo storico ogni lavoratore, per distinguersi dagli altri lavoratori, indossava capi specifici. Il primo obbiettivo era quello di proteggersi da eventuali danni accidentali, il secondo verteva su una vera e propria caratterizzazione del lavoro stesso. Come si può immaginare, il lavoro di un fabbro era estremamente diverso da quello della lavandaia, ma in entrambi i casi un determinato modo di vestire era caratteristico di quel mestiere; il fabbro più incentrato sulla protezione dal calore e dalle possibili cadute, la lavandaia dedita maggiormente alla protezione delle mani e dei capelli. Questa modalità nel corso della storia ha assunto diverse forme, infatti già negli inizi del XX secolo, l’abbigliamento professionale assunse non solo una componente di sicurezza ma un vero e proprio status quo; nel quale si poteva differenziare il capo dai dipendenti. Se si osserva l’ambito professionale oggi giorno, si può da subito notare come le epoche precedenti abbiano influenzato notevolmente il modo di vestirsi a lavoro attualmente, rafforzando ancor di più il concetto con l’idea di rappresentazione. L’idea di rappresentazione è punto cardine dell’attuale abbigliamento professionale, infatti questo è un vero e proprio biglietto da visita per coloro che osservano. Si immagini un’azienda di grande livello internazionale che ha tanti lavoratori professionali ma che si presentano con un abbigliamento fuori luogo e poco consono; ciò sarebbe un notevole punto a sfavore dell’azienda. Importantissimo quindi utilizzare un abbigliamento consono per la tipologia di lavoro che si svolge.Quando i materiali fanno la differenza Prima di acquistare dell’abbigliamento professionale o delle divise da lavoro è necessario stabilire che materiale si preferisce. Si consiglia di utilizzare un materiale che sia funzionale al proprio lavoro; magari è meglio evitare materiali infiammabili se si è a contatto con superfici calde, oppure evitare capi troppo delicati se dovranno essere sottoposti a numerosi lavaggi settimanali. Una volta stabilito il materiale di cui si ha bisogno, vediamo alcune caratteristiche che nel settore professionale sono sempre una garanzia: Indossabilità Una divisa da lavoro purtroppo è indossata per buona parte della giornata, è bene quindi munirsi di una divisa comoda ed ergonomica; la quale permetta di muoversi in libertà ed essere leggeri ma allo stesso tempo caldi nei periodi invernali. Longevità Quando si acquista un prodotto per il lavoro è molto importante portare a casa un capo molto longevo e resistente; ciò non solo per un aspetto economico che sulla lunga distanza può diventare significativo, ma anche per restare più tranquilli sull’aspetto sicurezza. Un materiale longevo porta con sé differenti vantaggi, tra cui: miglior capacità di essere lavato, costi inferiori nel tempo e sicurezza. Qualità È indubbio che un materiale di qualità superiore sia migliore di un materiale dal costo medio-basso. A seconda dei propri bisogni è giusto scegliere il capo di abbigliamento professionale ideale, non per forza un capo costoso, spesso la qualità risiede nelle caratteristiche dei materiali non tanto dal costo in sé.Materiali più utilizzati Come anticipato in precedenza, ogni lavoro ha bisogno di un materiale differente, questo perché ogni lavoro necessita di diverse norme di sicurezza a cui non bisogna e non si deve rinunciare. Ma una volta conosciute le caratteristiche più importanti è anche facile dedurre quali possono essere i materiali più utilizzati nell’ambito lavorativo. Jeans Se non si ha il dovere di indossare una divisa stabilita dalla propria azienda, il jeans per la parte inferiore del corpo è sempre la soluzione giusta. Infatti questo è resistente, comodo e leggero; perfetto quindi per essere indossato per tante ore di lavoro. Si consiglia di utilizzare jeans non troppo stretti, perché con il passare delle ore cominceranno ad infastidire la zona del bacino. Poliestere Altro materiale in ascesa nel mondo del lavoro è il poliestere, questo infatti è molto leggero ed elastico; ideale quindi per qualsiasi tipologia di lavoro. Molto interessante anche la capacità di lavaggio, infatti il poliestere può subire diversi lavaggi senza particolari problemi di sorta.Conclusioni L’abbigliamento professionale e le divise da lavoro sono molto importanti per la sicurezza, ma allo stesso tempo possono essere qualcosa di più. Il lavoratore attraverso la propria divisa può rappresentare un’azienda o la propria personalità, personalizzandola con piccoli accorgimenti.

La carta del mondo dei Tarocchi

I tarocchi, o carte, sono un mondo a parte al quale molte persone sono appassionate. Quando parliamo di tarocchi facciamo riferimento alla lettura dei tarocchi , delle carte astrologiche che, per chi ci crede, dovrebbero essere in grado di rivelare cosa sta accadendo e che cosa accadrà nella vita di una persona. Ovviamente non tutti credono nei tarocchi, ma per chi ci crede ogni carta ha un suo preciso e potente significato. Non sempre l’interpretazione è semplice, lineare e uguale per tutti, in ogni caso in linea di massima ogni carta dei tarocchi ha un significato che si riferisce alla vita della persona. La carta del mondo è la ventunesima carta dei tarocchi e fa parte degli arcani maggiori. Gli arcani maggiori rappresentano un percorso ideale di vita con tutto quello che, di positivo e negativo, può avvenire lungo questo cammino. La carta XXI dei tarocchi è quella che chiude la serie. Il mondo è una carta simbolo di commento, di inizio, di fase della vita. La carta dei tarocchi del mondo è considerata piena di serenità e molto semplice. Rappresenta una ragazza quasi nuda circondata da una corona d’alloro che è il simbolo della vittoria. Attorno alla ragazza ci sono le icone di un bue, un angelo, un leone ed un’aquila, che nella simbologia cristiana (che non ha nulla a che vedere coi tarocchi) rappresentano gli evangelisti. Secondo taluni, questi simboli rappresentano la terra, il gioco, l’acqua e l’aria. Gli animali in questione hanno comunque un significato positivo: il leone di forza, il bue di saggezza, l’angelo rappresenta il cielo, l’aquila l’astuzia. La carta del mondo: significato La carta tarocchi del mondo rappresenta la pienezza e la purificazione dalla negatività. Si tratta di una carta che richiama serenità e pienezza totale, fluidità, scorrimento nel tutto. Può essere riferita alla vita nel suo complesso oppure ad un certo progetto. La carta del mondo può anche indicare che si deve festeggiare per aver raggiunto un certo obbiettivo, che si deve essere soddisfatti e contenti, e che ci si deve aprire agli altri. Ad esempio può significare l’opportunità di coltivare dei nuovi rapporti ed interessi e di condividere con gli altri. La carta del mondo al diritto è una delle più positive in assoluto nel mazzo dei tarocchi. Infatti significa successo completo in amore, nella vita, nel lavoro, nella fortuna. Si tratta di una carta che parla di successo e di pienezza, quindi quando viene estratta al diritto è completamente positiva in ogni senso. Si tratta del tarocco che parla della realizzazione delle ambizioni e della vita. La carta del mondo dei tarocchi a rovescio non è preoccupante come altri arcani maggiori quando vengono estratti a rovescio. Significa che l’obbiettivo non è stato raggiunto ma che potrebbe essere vicino. Può fare riferimento alla presenza di alcuni ostacoli che bisogna saper superare per poter raggiungere finalmente lo scopo e quindi il successo. In tutti i sensi quindi nei tarocchi la carta mondo è forse una delle più positive in assoluto anche quando sia a rovescio.  

Cos’è la conservazione sostitutiva

Oggi giorno, un’azienda che voglia essere davvero competitiva nel mondo del lavoro, deve necessariamente ‘digitalizzarsi’. Dietro questa parola che può sembrare strana si nasconde in realtà un concetto molto importante, che è quello dell’implementazione di software gestionali e procedure informatizzate nel normale ciclo del lavoro. È ciò che vedremo in questa guida, nella quale spiegheremo cos’è la conservazione sostitutiva (Savino Solution offre un interessante supporto a riguardo). Di Che Si Tratta? Per conservazione sostitutiva si intende un processo di dematerializzazione della documentazione che viene quindi digitalizzata. Si tratta di rendere elettronico un documento che in origine è cartaceo. La procedura nasce da una duplice necessità. La prima è legale: con delibera CNIPA numero 11 del 2004, la legge italiana ha stabilito che un documento, per essere valido nel tempo, possa venire informatizzato a partire da un supporto cartaceo. In questo senso il documento mantiene il suo valore anche in un altro formato;   la seconda è organizzativa: si immagini ad esempio una grande azienda nella quale venissero prodotte decine di documenti al giorno. Digitalizzarli serve proprio a creare un archivio informatico che impedisca la distruzione o il logoramento dei fogli di carta e al contempo la consultazione immediata da parte di tutto lo staff. Particolare importanza assume poi il processo della conservazione sostitutiva con le nuove norme riguardanti l’obbligo della fatturazione elettronica. Il ruolo dell’esperto professionista Se un’azienda, al passo con i tempi e in regola con le nuove normative sull’obbligo dei documenti elettronici, disponesse di un software gestionale in grado di svolgere una conservazione sostitutiva eccellente ma non di un professionista in grado di usarlo, il software stesso perderebbe di utilità. Il concetto dell’esperienza di un professionista in tal senso è determinante. Le due cose non possono essere scisse. Un esperto che conosca il programma potrà infatti impostarlo affinché si occupi in maniera automatica e precisa dei processi di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti. Le sue competenze devono quindi non solo riguardare la conoscenza del software in oggetto, ma anche delle normative e dell’importanza della conservazione sostitutiva. Ma quali sono i passaggi che vengono richiesti per portare a compimento un’adeguata conservazione sostitutiva, e di conseguenza, quali sono le figure professionali necessarie? È quello che vedremo nel prossimo paragrafo. I tre passaggi della conservazione sostituiva Dematerializzare un documento e digitalizzarlo non è un’azione da poco. I documenti devono sempre e comunque rappresentare un titolo valido legalmente, presentabile a richiesta in caso di accertamenti e consultabili in ogni momento. Devono avere una loro identità digitale, devono poter dimostrare in un certo senso quando sono stati creati, che non sono stati modificati ed essere inalterabili. Chi deve svolgere quindi questo delicato compito deve conoscere almeno tre ambiti: legale   tecnico   aziendale.   A dire il vero quindi, sarebbe utile impiegare tre figure, una per ogni ambito. Aspetto legale: un aspetto connaturato ai documenti è quello dei dati che contengono. Non sarà sufficiente digitalizzare qualcosa, ma si dovrà farlo nel pieno rispetto delle recenti introduzioni sulla privacy e sui dati personali. Si pensi ad uno studio legale, ma anche ad un provider che gestisca i dati di utenti di siti web. Cosa accadrebbe se i dati venissero ‘hackerati?’. L’aspetto della sicurezza è un altro fattore importante. Quindi, un esperto sulla normativa dovrà relazionarsi alla seconda figura, che è quella del tecnico. Aspetto tecnico: implementare percorsi di sicurezza dai cyberattacchi, impostare il software in modo che risponda alle esigenze dell’azienda è il compito di chi programma e mette mano fisicamente al programma gestionale. Aspetto aziendale: un cambiamento di questa portata per un’azienda può rappresentare un vero ciclone. Gli impiegati potrebbero non essere preparati e tutto il processo aziendale potrebbe venirne rallentato.Ecco perché la terza competenza è quella di un manager aziendale che sappia implementare le nuove tecnologie su misura per l’azienda stessa.

eSim Tim in Italia: Info e Costi

In Italia ci siamo. L’eSim è sempre più richiesta, e l’operatore Tim ha rilasciato le informazioni utili per attivare un profilo eSim con la loro gestione. Quali telefoni supportano la eSim di Tim? I telefoni ad oggi che supportano eSim sono iPhone XS con iOS a partire da 12.2, iPhone XS Max, iPhone XR. Gli iPhone 11 sono dotati di Dual Sim con una nanoSim e una eSim, mentre anche iPad 10.2 da 32 gb settima generazione Wi/Fi Cellular supporta sia nanoSim che eSim. A Questo Link è possibile verificare come attivare il proprio piano eSim su iPhone compatibili.   Come attivare una eSim con Tim? Per attivare il proprio smartphone con eSim bisogna comprare la eSim Tim in un Centro Tim o negozio che vende le Sim Attivazioni di Tim, con associato un QR Code, un numero telefonico, il codice ICCID associato al profilo eSim e il codice PIN e PUK. Una volta registrati i propri dati anagrafici alla eSim di Tim acquistata, basta seguire le indicazioni di configurazione sul manuale o sulla guida di configurazione del proprio dispositivo. Quanto Costa Attivare una eSim con Tim? Il Costo della eSim di TIM ammonta a 10,00 €, e per il passaggio da SIM fisica un costo aggiuntivo di 15 € UNA TANTUM.

Simone Moro e Tamara Lunger: Incidente grave sull’Himalaya

I due alpinisti, che stanno tentando l’ascesa al Gasherbrum I, sono precipitati in una voragine. «Ci siamo abbracciati, lei non sente più una mano» Grave Incidente sull’Himalaya per gli Alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger, caduti in un crepaccio, con uno scivolone nel vuoto per venti metri, insieme, uniti. Sono stati bloccati da una parete di ghiaccio che li ha miracolosamente salvati dalla tragedia. Preparazione, forma fisica ma un grande pizzico di fortuna li ha salvati. I due stavano tentando la salita del Gasherbrum I e il collegamento con il Gasherbrum II nella catena montuosa del Karakoram. Come Racconta Simone Moro da Facebook: «Senza stare a girare troppo attorno al concetto, ieri   siamo arrivati veramente a un soffio da un epilogo tragico e funesto sia per me che per Tamara. Eravamo intenzionati a passare due notti sulla montagna, raggiungere Campo 1, dormire lì e il giorno dopo dirigerci verso Campo 2. Eravamo finalmente fuori dalla cascata di ghiaccio, avevamo superato anche l’ultimo grosso crepaccio e procedevamo sul plateau sommitale. Sempre legati: perché sapevamo che i crepacci erano sempre in agguato». Per questo i due rocciatori avevevano «le antenne sempre dritte. Ma il morale era alto e c’era la soddisfazione di aver superato tutto. Il labirinto di ghiaccio era grande, ma la giornata non era finita e quello che ci aspettava terribile». L’alpinista nell’approccio ad un crepaccio si era posizionato per assicurare la collega, per farla attraversare e porla in zona di sicurezza. Come si è mosso lui invece c’è stata una frattura, che ha fatto cadere i due per 20 metri nel vuoto. Una fessura di 50 cm, al buio in caduta libera. Forte il dolore alla mano della Lunger, con una corda avvolta in maniera stretta, portandola all’insensibilità dell’estremità. La Lunger era rimasta con le racchette di neve ai piedi, mentre Moro era completamente al Buio. Grazie alla freddezza di Moro, l’alpinista è riuscito ad assicurare una vite per il ghiaccio sulla parete del crepaccio. La vite ha bloccato la caduta dei due. Due ore dopo i due sono riusciti ad uscirne fuori. Grazie al piolet tracion, schiacciati dalle due pareti del crepaccio, e con grossi sforzi durissimi. Alla fine del recupero, sono riusciti a porsi in salvo. Davvero una brutta storia finita bene.

Come uccidere le termiti: ecco 15 metodi efficaci

Non sai come uccidere efficacemente le termiti? Se è così, dovresti leggere questo post fino alla fine per scoprire i 15 modi più efficaci per sbarazzarti delle termiti in modo naturale e veloce. Tra gli innumerevoli insetti, creature, roditori e altri parassiti, le termiti sembrano essere le più pericolose. Infatti, sono proprio uno di quei parassiti che potrebbero finire per rovinare le fondamenta della tua casa nel giro di pochi anni. La parte peggiore è che non si riesce nemmeno a captare la loro presenza in tempi brevi poiché non arrivano con preavviso. Può essere davvero troppo tardi intervenire quando ti rendi conto che la tua casa è stata infestata dalle termiti. Diventa cruciale, allo stesso tempo, prendere tempestivi provvedimenti e precauzioni per proteggere la tua casa dalle termiti. Prima di immergerci direttamente nei modi per controllare le termiti, dovremmo avere alcune conoscenze riguardo a loro. Tipi di termiti 1. Termiti sotterranee Le termiti sotterranee vivono nel terreno e costruiscono nidi grandi. Si intrufolano tramite alberi e legni strutturali all’interno delle case. Queste termiti sono considerate una delle specie più distruttive. Distruggono legni e case intere ad un ritmo davvero veloce. 2. Termopsidae Questa specie si trova principalmente nei legni ad alto contenuto di umidità e raramente all’interno delle case. Questo perché le stanze interne possiedono mobili in legno che non contengono una grande umidità. Inoltre, non entrano necessariamente a contatto con il suolo e si trovano principalmente nei legni umidi. 3. Termiti del legno secco Appartengono alla famiglia Kalotermitidae e si trovano in genere nel legno, anche nel caso in cui formasse un pavimento o un interno mobilio. Anche per questi tarli, non è imprescindibile il contatto con il suolo. Queste specie diventano responsabili di moltissimi potenziali danni alle case. Le termiti del legno secco causano danneggiamenti molto più lentamente rispetto alle termiti sotterranee.  Segni delle termiti Come potrai fare a renderti conto che la tua casa è stata attaccata dalle termiti? Devi essere molto attivo nel proteggere la tua abitazione dalle termiti. Ecco alcuni segni che ti aiuteranno a capire che le termiti hanno infestato la tua casa. 1. Danno al legno Se la tua casa è fabbricata prevalentemente in legno, fai attenzione. Il danno sul legno si trova di solito dietro e sotto le superfici come pavimenti e pareti. La maggior parte delle case possiede pavimenti in legno ed è fondamentale dare un’occhiata a questi ultimi, o ad altre strutture in legno, una volta alla settimana per rilevare eventuali danni causati dalla presenza di tarli. Col passare degli anni, il legno si indebolisce e può creare danni strutturali: in caso di dubbi, rivolgiti ad uno specialista che dispone di strumenti adeguati a testare il danno da termite. 2. Ali Le termiti hanno le ali e potresti trovarle vicino a finestre, porte o altri punti di accesso della casa. Quando le termiti trovano il posto giusto per scavare nel legno, piegano le ali perché sanno che non ne avranno più bisogno. Le ali delle termiti hanno le stesse dimensioni di quelle della formica. Dai un’occhiata più da vicino ad ogni angolo della tua casa. Se trovi le ali, è necessario intraprendere un’azione immediata. 3. Tunnel di fango I tunnel di fango possono essere trovati vicino ad alberi o capannoni o nel terreno circostante alla tua casa. Come sapete, le termiti richiedono una certa temperatura per sopravvivere. Prospereranno facilmente in tutti quei luoghi in cui è presente una buona dose di umidità. Puoi rimuovere una sezione del tubo per vedere se qualche termite striscia fuori. Le termiti possono essere veloci nel ricostruire il loro nuovo nido. È necessario agire prima che distruggano la tua casa. 4. Torcia e cacciavite Devi andare nel seminterrato e in qualsiasi parte della tua casa per controllare la tenuta del tuo legno. I legni non sono vuoti finché non vengono consumati direttamente dall’interno. Devi spingere il legno con il cacciavite e testare la sua consistenza. Se il legno cede facilmente, questo potrebbe essere un probabile segno della presenza di un problema di infestazione di termite. 5. Palline marroni di escrementi Prendi la tua torcia e cerca gli escrementi della termite. Questi ultimi possono essere di color marrone scuro o color legno e si trovano vicino al legno indebolito, che potrebbe indicare da solo un’infestazione da termiti. Cosa uccide le termiti? Esistono alcuni prodotti chimici che possono uccidere immediatamente tutte le termiti di una particolare colonia. Tuttavia, potrebbero sussistere delle restrizioni sul loro utilizzo.  Un professionista può fare questo lavoro per te. Devi stare attento prima di usare i trattamenti chimici. 1. Polvere di permetrina Questa sostanza chimica dà risultati immediati. È un insetticida naturale che prolunga la propria efficacia per un periodo di tempo notevole. Non è efficace solo per le termiti ma anche per formiche, zecche, vespe, vermi, scarabei, ecc. Questa polvere è una delle sostanze chimiche preferite dai proprietari di case e dai professionisti. 2. Polvere di arsenico Sostanza chimica efficace per eliminare le termiti (scopri come farlo qui https://www.glispecialistidelladisinfestazione.com). Se una termite entra in contatto con polvere di arsenico, probabilmente altre termiti della stessa colonia diventeranno una nuova potenziale preda. La polvere di arsenico è infatti di natura cannibale. Ciò significa che la sostanza chimica verrà trasmessa dalle termiti morte ad altri insetti che si nutriranno di esse. Avvertenza: mantieni il legno in modo tale che non catturi l’umidità. Il legno umido può essere la principale causa di infestazione da termiti poiché esse prediligono un ambiente con il giusto livello di temperatura e umidità. Controlla sempre il pavimento e le porte in legno per evitare attacchi di termite. Il legno secco di solito non sarà soggetto da alcuna infestazione da termiti. 3. Bassa temperatura La bassa temperatura allontanerà le termiti da casa tua. Per bassa temperatura intendiamo circa -20 gradi Fahrenheit. Potresti aver bisogno di azoto liquido per abbassare la temperatura. 4. Le inondazioni uccidono le termiti Annega le termiti per sbarazzartene. Se hai un giardino e vedi piccoli tunnel di fango, scava attraverso di essi e inonda quelle zone. … Leggi tutto

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