Come fare “Social Selling” tramite LinkedIn

LinkedIn, il social network nato nel 2002 e acquistato da Microsoft nel 2016 per 26,2 miliardi di dollari, ha raggiunto a luglio 2019 i 645 milioni di utenti nel mondo. Un bel balzo in avanti se si pensa che solo a maggio 2019 gli iscritti erano 630 milioni. In Italia gli utenti iscritti a quello che si può, ormai, definire come il più grande network professionale del pianeta sono 15,3 milioni (fonte: Agcom). Il tempo in cui questa piattaforma veniva considerata solo un luogo dove mettere online il proprio CV per aumentare le proprie chance di trovare un posto di lavoro è finito da un po’. Ovviamente, questa che era la sua funzione primigenia non è venuta meno.  LinkedIn è ancora il territorio di caccia preferito dai responsabili delle risorse umane delle aziende e dagli Head Hunter. Ma ad essa si sono affiancate, nel tempo, anche altre funzioni che sono: la vendita; il marketing; l’apprendimento. La piattaforma si è evoluta in questa direzione a causa della presenza su di essa di un gran numero di decisori aziendali. Il che ha reso questo social il mezzo più diretto, dopo la mail, per entrare in contatto con chi può decidere dell’acquisto o meno di un prodotto o servizio. Le statistiche ci dicono che LinkedIn è il social network che porta più del 50% di traffico ai siti web B2B e che i suoi contenuti sono considerati seri e credibili. (fonte: Linkedin) Inoltre, l’80% dei B2B marketer affermano di aver sviluppato i loro contatti grazie a questo social. B2B LinkedIn leads (fonte: LinkedIn) SOCIAL SELLING Alla luce di quanto appena detto, per fare social selling, ovvero per ricercare e sviluppare i contatti coi decisori aziendali, LinkedIn risulta quindi lo strumento ideale per quei liberi professionisti e quelle aziende che vendono i loro prodotti o servizi ad altre aziende, cioè operano nel campo del B2B. Ma come si possono intercettare su questo social i potenziali clienti senza correre il rischio di essere inopportuni o molesti? Facile! Attraverso un profilo personale e una pagina aziendale che mettano in mostra determinate parole chiave e la pubblicazione di contenuti di valore anch’essi creati attorno alle keyword del tuo settore merceologico. E, soprattutto, rispettando questa regola d’oro: non bisogna cercare di concludere subito una vendita ma prima si deve creare un legame di fiducia tra te e il tuo potenziale cliente. Riassumendo: Il profilo personale e la pagina aziendale sono gli strumenti per catturare l’attenzione dei tuoi potenziali clienti. I post e gli articoli che pubblicherai su LinkedIn sono il mezzo per creare la tua autorevolezza e il rapporto di fiducia con il tuo potenziale cliente. Inoltre, serviranno per abbattere tutte le sue resistenze e trasformarlo in un cliente pagante. Riguardo a quest’ultimo punto la strategia migliore è quella di dare valore attraverso la pubblicazione costante di contenuti che mettano in luce tutte le tue competenze e le conoscenze del mercato che affronti col tuo prodotto o servizio. Contenuti che mettano al centro il tuo cliente, i suoi problemi e i suoi bisogni. Ovviamente, questo tipo di attività non può essere improvvisata. Infatti, si rischia di bruciarsi il contatto col potenziale cliente per sempre. Per evitare questo pericolo ci sono 2 soluzioni implementabili e compatibili tra loro: I corsi di formazione su LinkedIn; I servizi in outsourcing. I CORSI DI FORMAZIONE Negli ultimi anni si sono affermati diversi formatori focalizzati su questo social network. Ti basterà accedere a LinkedIn e digitare nel motore di ricerca interno le parole chiave “LinkedIn Trainer” e troverai 77.783 risultati corrispondenti. Se affini la ricerca per nazione aggiungendo la keyword “Italia”, ti appariranno 36 risultati. Questo dimostra che vi è un discreto mercato anche nel nostro Paese. Di solito, i LinkedInTrainer ti vendono un infoprodotto (ad esempio, un videocorso) oppure delle lezioni individuali o di gruppo che possono avvenire sia con presenza in aula che via Internet. Questo tipo di soluzione, però, non è per tutti poiché richiede un grosso impegno personale, soprattutto, di tempo. I SERVIZI IN OUTSOURCING Per tutti coloro che non hanno, invece, tempo per formarsi poiché impegnati nella gestione della propria attività la soluzione ideale è quella di delegare all’esterno l’attività di social selling. Si può delegare questa attività al singolo professionista, magari a uno dei vari LinkedIn Trainer presenti su LinkedIn,oppure a delle aziende specializzate nell’inbound marketing che hanno creato dei servizi appositi. All’estero questa tipologia di servizi è molto diffusa. In Italia, un po’ meno ma anche nel nostro Paese qualcosa si sta muovendo. Di recente, ad esempio, è sbarcato un servizio che ha dato buona prova di sé all’estero si chiama Link-to-Leads. Si tratta di un prodotto utile alle aziende che vendono prodotti o servizi che hanno un prezzo alto e che, magari, necessitano di essere acquistati dal cliente in modo ricorrente. Una volta acquistato il servizio l’azienda viene affiancata da un Team di professionisti specializzati nell’uso di LinkedIn che, dopo aver fatto una fotografia dello stato di partenza dell’azienda sul social, vanno dapprima ad ottimizzare la pagina aziendale e il profilo personale della persona o delle persone designate come portavoce dell’azienda. Successivamente, stendono un piano editoriale e si occupano della diffusione dei contenuti attraverso i profili individuati e la pagina aziendale. Nel giro di un mese, di solito, riescono a sviluppare circa 200 contatti perfettamente in target col prodotto o servizio che si vuol vendere. Di questi contatti le statistiche di Link-to-Leads dicono che 5 diventano clienti dell’azienda cliente. Ovviamente, più si porta avanti il servizio più il numero di contatti generato mensilmente aumenta e così pure il numero delle vendite. CONCLUSIONI LinkedIn forte dei suoi 645 milioni di iscritti è il più grande network professionale del mondo. Forte di questa sua posizione dominante è diventato uno strumento imprescindibile per le aziende che vogliono attuare una strategia di social selling, cioè di ricerca di contatti attraverso i social network. Per fare ciò, però, non ci si può improvvisare poiché si corre il rischio di bruciarsi per sempre la possibilità di vendere i propri prodotti … Leggi tutto

Colichette del neonato, come risolvere?

E’ una gioia immensa diventare genitori, anche se tra il primo e il secondo mese di vita, quando il bambino comincia a far funzionare l’apparato digerente, è colpito dal fenomeno delle colichette, che lo fa piangere e dimenarsi con dolori al pancino. Si tratta di un fenomeno sempre normale, non grave, che colpisce tutti i bambini dopo i primi giorni di vita e in genere si risolve entro 1-2 mesi, e si protrae in genere solo sei si hanno altri problemi, come ad esempio il reflusso, o difficoltà di digestione. In genere le colichette si manifestano per lo più la sera, quando si avvicina la fine della giornata. Ovviamente in genere questo causa ansia nei genitori, che invece dovrebbero affrontare con calma questi momenti di trauma breve per il piccolo. Ma Cosa sono le colichette dei neonati? Si tratta in effetti di contrazioni involontarie della parete intestinale, che causano i doloretti al bambino. In realtà si manifestano maggiormente di sera perché ad ogni poppata il neonato accumula piccole quantità di aria nella pancia, che ristagnano e la sera sono maggiori perché siamo alla fine di tutti i pasti della giornata. In genere le coliche gassose si manifestano fin dalla terza settimana dalla nascita, e il neonato in genere lo segnala con un pianto rotto e disperato, con i pugni serrati e se vediamo i segnali del corpo spesso il piccolo contrae la pancia e il corpo in generale. In genere il neonato comincia a piangere in maniera acuta, contorcendosi, e si irrigidisce, sforzandosi di emettere gas e fare la cacca, provando un sollievo momentaneo e passeggero. Il fenomeno delle colichette è molto diffuso e l’intensità è variabile da neonato a neonato. In genere si risolvono scomparendo del tutto nel primo trimestre di vita, dando sollievo al neonato ma soprattutto ai genitori, che tornano a dormire in maniera normale, o meglio in maniera quasi normale. Ci sono diverse teorie sulle colichette neonatali, la prima afferma che i piccoli sono soggetti a dolori addominali. Come detto sopra la causa sono gli accumuli d’aria nell’intestino, e ci vuole soltanto molta pazienza affinché passi, ad esempio aiutandoli ad espellere l’aria per bocca(attraverso il ruttino) o aspettando che produca normalmente gas dal sederino. Altri motivi che possono causare le colichette sono l’intolleranza al lattosio, fermentazione di latte nella pancia, problemi del neonato con lo zucchero contenuto nel latte, eventuali fenomeni allergici causati dai cibi assunti dalla mamma, accumulo d’aria attraverso la poppata, flora batterica alterata, fumo passivo e ansia trasmessa da mamma e papà. Un’altra teoria invece afferma che le colichette addominali dei neonati non esistono, ma il male al pancino è il fattore scatenante di un problema nativamente diverso. Qualche studio effettuato infatti ha rilevato che i dolori sono presenti anche senza aria nella pancia, oppure che non avessero dolori anche avendo molta aria accumulata. Nei paesi in via di sviluppo inoltre il fenomeno delle colichette è molto più sporadico che in occidente e nei paesi più industrializzati. Questo è dovuto anche all’usanza della fasciatura del bambino tenuto stretto al corpo della mamma, cosa molto diffusa ad esempio nei paesi africani. La fasciatura replica la pace e la tranquillità che il piccolo ha vissuto nella pancia, e tranquillizza il neonato evitando di fatto le colichette. Inoltre il movimento del corpo con il bambino fasciato al corpo della madre, permette di cullare il piccolo facendolo sentire a suo agio, protetto e al caldo. Il fatto di usare spesso culle, lettini, carrozzine, accumula tensione nel neonato, soggetto a piccoli sbalzi di temperatura in posizioni rigide, e quindi scarica le tensioni sulla pancia causando le colichette. Ma cosa fare quando il nostro piccolo ha le colichette? Un modo di calmanre le colichette ed il pianto è massaggiare il piccolo sulla pancia, possibilmente in situazioni di luce fioca e rumori tenui. Anche la fasciatura come detto sopra, ricreando l’ambiente dei nove mesi prima della nascita trasmette protezione e pace al neonato, in modo che le sue ansie e tensioni possano attenuarsi. Un’altra pratica utile è sussurrare dolci parole al piccolo nelle attività quotidiane, e usare il tatto per coccolarlo, in modo che vengono trasmessi segnali di pace e positivi, e il piccolo si sentirà a suo agio ricevendo calma e pace. Il cullare il neonato è sempre una soluzione alle colichette, con un movimento avanti e indietro, replicando di fatto il movimento che il piccolo riceveva nella pancia prima di nascere. Il rumore di un ventilatore inoltre o di un phon tenue ricrea l’ambiente della gravidanza, con rumori ovattati che calmano il bambino e lo distendono. E tu, stai passando il periodo delle colichette? O se l’hai già superato, come hai affrontato questo momento ?

Baffo a Manubrio: Fascino Vintage di nuovo attuale

Segno caratteristico del remoto passato, è tornato in auge negli ultimi anni con l’esplosione dei barber shop: è il vintage e apprezzato baffo a manubrio. Si tratta di uno stile di baffi tra i più amati sia da hipster e amatori. Come si ottiene un baffo a manubrio? L’occorrente per poter realizzare un baffo a manubrio il più possibile perfetto è il necessaire del perfetto barbiere: Forbici ben affilate, pettine a denti stretti, cera per baffi, un rasoio che abbia regolatori di precisione. Nella prima fase, quella della crescita, bisogna aspettare il tempo necessario possibile affinché il nostro baffo sia abbastanza lungo da poter essere acconciato e modellato, quindi servono almeno due mesi, o la risposta esatta è “dipende”. Sì, dipende da quanto cresce la tua barba e i tuoi baffi. Per la precisione, è possibile rasarsi ma lasciare intoccata l’area del baffo appunto, da sotto al naso fino all’estremità degli angoli della bocca. Nel frattempo, durante l’attesa della crescita, è necessario accompagnare il verso dei baffi nella direzione desiderata, quindi dall’interno verso l’esterno, utilizzando il pettine a denti stretti di cui ci siamo muniti precedentemente. In questo modo i baffi crescendo andranno nella direzione corretta e si educheranno per essere infine modellati in modo di poter dare il magnifico effetto a manubrio che ci piace tanto. Sicuramente è un’operazione di pazienza, non bisogna essere frettolosi, e l’attesa ci regalerà il migliore dei risultati. Con la cura di pettine e cera, i baffi raggiungeranno la direzione che vogliamo. La cera infatti oltre a nutrire i baffi e la pelle sottostante, dona un volume corposo ai baffi stessi, e ci aiuta a dare la forma desiderata. Quando la lunghezza sarà adeguata, basterà modellarli e metterli in ordine per dare la forma definitiva. Quindi in quel momento entrano in gioco il rasoio e le forbici da parrucchiere, sfoltendo il giusto e dando ai baffi la direzione e la forma a manubrio. I Baffi a questo punto si possono accorciare, una sfoltita non fa male, rende il tutto più ordinato, l’importante è mantenere il ricciolo ai lati della bocca, in modo di mantenere il manubrio del nostro baffo. La costanza di sfoltimento, grazie al rasoio di precisione, ci permette di mantenere il baffo a manubrio sempre ordinato e voluminoso e pulito. Il Baffo a manubrio è un accessorio vintage che ci dona originalità e una fisionomia del viso eccentrica, anche se a livello di appeal non è molto amato dalle donne, che lo ritengono un po’ retrò. Ma sicuramente diverrà un tratto caratteristico del nostro volto. E a te piace il baffo a manubrio?

Quali sono gli orologi di lusso più costosi?

Un orologio sembra un oggetto superato, di questi tempi. Ormai il cellulare fa tutto, incluso comunicarci l’ora, e portare il tempo al polso è quasi passato di moda. Eppure nel corso dell’ultimo secolo l’orologio di lusso ha assunto un significato diverso. Non è più solo un elemento utile alla vita quotidiana ma un simbolo, un messaggio ben preciso. L’orologio da polso dice a tutti, con la sua sola forma e colore e funzione, se siamo dei tipi sportivi, maniacali, eleganti o stravaganti. Dice se siamo amanti del lusso e se possiamo permettercelo. Gli orologi da polso di lusso, i più costosi, sono ancora una scelta da indossare … al di là del miglior cellulare al mondo. Si vede da cosa portate al polso quel che valete. Ma come decidere tra tanti fantastici orologi quello più bello, e più costoso, in assoluto? I sei orologi più costosi in assoluto   Cominciando dal più “povero”, dobbiamo mettere in fondo alla lista Audemars Piguet Royal Oaks – Grande Complication viene stimato a 863.000 Euro . Ma se pensate che “complicazione” in questo caso significa pezzo, o caratteristica, capirete perché è un super lusso di gran qualità. Centinaia di piccoli dettagli curati a mano uno per uno ne fanno un orologio davvero perfetto. Franck Muller Aeternitas Mega, al “modico” prezzo di 2.100.000 Euro non arriva nemmeno lui  a salire sul podio degli orologi di lusso più costosi, almeno per l’anno 2019. Composto da più di 1400 pezzi e con uno zaffiro inserito nel quadrante, questo orologio massiccio si presenta con una disposizione dei numeri artisticamente alternativa a completare il quadro. Patek Philippe 5004 T (3.470.00 Euro) è la versione super lusso della collezione già di lusso Patek Philippe 5004. Quella “T” isolata indica la componente del titanio che rende questo orologio resistente praticamente a tutto e perfetto in ogni dettaglio. Adatto a chi ama gli orologi sportivi e le multifunzionalità legate all’attività fisica. Ma il podio dei tre orologi più costosi al mondo, nella categoria Lusso, spetta a Louis Moinet, Rolex e Breguet. Si sale infatti a 4 milioni tondi tondi per avere uno spettacolare Louis Moinet Metoris. Spettacolare perché il vetro del quadrante è quasi un muro infrangibile e perché dentro la struttura della cassa sono inseriti frammenti di meteoriti. Il materiale rarissimo, quasi impossibile da ottenere, fa schizzare alle stelle il prezzo di un orologio pregiato che già di suo varrebbe moltissimo. Rolex Daytona Paul Newman (15.700.000 Euro) è un cimelio da collezione. Se già la linea Daytona ha un costo di lusso, questo particolare orologio identico a quello regalato a Paul Newman dalla moglie – e con la scritta “Guida con Prudenza” incisa sul quadrante – sbanca certamente anche per la linea un po’ vintage ed elegante. Ma il primo posto assoluto lo detiene il Breguet Grande Complication – Marie Antoinette, con 29.000.000 di Euro di costo. Si tratta di un pezzo antico, “a cipolla” come si usava un tempo, progettato alla fine del XIX secolo sullo schema di un orologiaio francese del Settecento che pare abbia lavorato alla corte di Maria Antonietta. Che ci crediate o no, per chi può averlo, anche questo è in vendita.      

Chi sono le più famose modelle italiane

L’immensa Sophia (Loren) è stata solo la prima dell’era moderna, perché le donne italiane belle lo sono da sempre. In passato hanno fatto perdere la testa ai sovrani di mezza Europa, in tempi recenti agli attori di Hollywood. E non v’è dubbio alcuno che le modelle italiane sono tra le più amate al mondo. La bellezza femminile italiana viene percepita all’estero come una immagine dalle forme piene, generose, ma mai esagerate. La top model anoressica non appartiene all’immaginario che accompagna le nostre star della moda. E gli esempi che hanno fatto la storia lo dimostrano. Oggi le nuove modelle non si accontentano più soltanto di sfilare e fare pubblicità, ma cercano nuovi stimoli nel cinema e specialmente nel web. E soprattutto hanno eliminato lo stereotipo secondo il quale la modella è soltanto “bella e stupida”. Le modelle italiane si impongono anche per la loro splendida intelligenza: vediamo nelle righe successive quali sono le più famose, tratto da un interessante articolo a cura del magazine dedicato a moda e lifestyle “Fashionaut”. Le più belle modelle italiane di sempre La bellezza femminile italiana nel mondo ha dei nomi e cognomi ben precisi. Non sempre si tratta di cittadine italiane al cento per cento, a volte lo sono solo per origine. Ma buon sangue non mente. Come definire altrimenti lo splendore di Isabella Rossellini, nata nel 1952 e divenuta a soli 28 anni stella di Vogue? Carla Bruni (1968) forse si è sempre sentita più francese che italiana, ma il suo dna è sicuramente tricolore! Ha iniziato con le sfilate di moda giovane e ha proseguito con Yves Saint Laurent, Versace e Chanel. Monica Bellucci, nata a Città di Castello nel 1964, è stata la “Sophia Loren” degli anni Novanta. Dolce&Gabbana e Dior sono le marche che la sua bellezza ha esaltato più di altre. Bianca Balti è nata a Lodi nel 1984 e si è guadagnata le pagine di Vogue, Cosmopolitan e perfino Playboy prima di sfilare per le maggiori case di moda.   Le modelle italiane più famosi oggi Miriam Leone, siciliana di Acireale (Catania), è una delle modelle più famose del momento. La sua è una bellezza anomala per una siciliana: capelli rossi, pelle bianca, occhi verdi … ma funziona. Poliedtrica e dinamica, Miriam non si dedica solo alla moda ma anche molto alla recitazione, sia al cinema che in TV. Chiara Baschetti è il volto nuovo della Romagna, nata a Cesena e divenuta famosa nel 2004 con le sue sfilate per Armani, Ferré, Gaultier, Cavalli, Fendi solo per citarne alcuni. Mediterranea ed esile, il suo fascino è regale. Eva Riccobono è un’altra siciliana anomala. Padre palermitano e mamma tedesca, ha ereditato i colori chiari di quest’ultima e una classe innata che usa per sfilare con Ferretti, Trussardi, Dolce&Gabbana e Blumarine. Da tenere d’occhio Mariacarla Boscono, brunetta dall’aria decisa che ha vissuto l’infanzia tra Italia, Africa e America. Sfila da quando aveva 17 anni, principalmente a New York, ed è testimonial di Cavalli, Armani, Givenchy. Sono modelle italiane famose anche Caterina Ravaglia di Ravenna, la pugliese Gemma Surgo, la famosissima moglie di Fedez, Chiara Ferragni, e Gilda Sansone di Pompei, vincitrice di Italia’s Next Top Model.      

Viaggio a sorpresa: come personalizzare il proprio travel experience

Sentire parlare di viaggi ormai è diventata una consuetudine perché è molto facile ed economico scegliere un volo e passare un fine settimana in una città europea. Primavera, estate, inverno o autunno, c’è sempre una destinazione da vedere e un tipo di vacanza da fare. I viaggi, di fatto, sono esperienze da vivere e uno che non deve mancare nella lista delle cose da fare è una vacanza in cui la destinazione rimane segreta fino a poco tempo prima di partire. Conoscere la città pochi giorni prima di partire ed essere totalmente al buio per quanto riguarda l’alloggio e la destinazione è quello che rende, divertenti, speciali e unici i viaggi a sorpresa. Di fatto, nel tempo sono aumentate i tipi di vacanze al buio diventando tematiche e legate al periodo stagionale. Quello che non è cambiato, invece, è il fatto che i viaggi a sorpresa più scelti sono quelli in una città europea validi in ogni momento dell’anno. Chi ancora non li ha provati, deve sapere che è come vivere un’avventura perché si restituisce il piacere dell’esplorazione e della sorpresa. Proprio come quando eravamo bambini. Adesso, scopriamo come funziona uno di questi viaggi e come è possibile personalizzarli secondo le preferenze personali. Un viaggio al buio per ognuno di noi Organizzare un viaggio include il fatto di pianificare voli, hotel e trasferimenti nel momento in cui si arriva a destinazione. Nel caso dei viaggi in cui la città di arrivo rimane segreta fino a 48h prima della partenza è necessario acquistare solo il box viaggio e sarà l’agenzia travel a occuparsi di ogni aspetto. Dal volo all’hotel, saranno effettuate le prenotazioni per i migliori orari in cui partire e per trovare una struttura in centro e ben collegata con i mezzi pubblici. In questo modo diventa più semplice spostarsi e visitare le principali attrazioni turistiche. Non solo, durante la prenotazione è possibile impostare delle preferenze in modo da impostare il viaggio secondo le proprie esigenze. 1. Scartare le città già visitate La prima domanda che sorge nel momento in cui si prenota una vacanza a sorpresa è il fatto che alcune città siano già state visitate nel corso degli anni. In questo caso che cosa si può fare? Fortunatamente, durante la prenotazione è possibile scartare le città in cui non si vuole andare. Questo vantaggio permette di escludere alcuni luoghi già visitati in passato. 2. Scegliere il tipo di alloggio Un altro elemento che influenza un viaggio a sorpresa è il seguente: come sono gli alloggi scelti per la vacanza? Hotel e alberghi sono scelti in base alle recensioni lasciate sui principali portali legati al turismo e le liste delle strutture sono aggiornate periodicamente. Inoltre, chi sceglie questa formula per la propria vacanza può scegliere anche delle strutture di categoria superiore durante la prenotazione e alloggiare in hotel con minimo da quattro stelle. Chi ama viaggiare low cost può anche scegliere gli alloggi condivisi e conoscere altri viaggiatori in ostelli e B&B. Questa scelta è perfetta per chi ama l’avventura. 3. Destinazioni dal Nord al Sud Europa Quali città è possibile visitare in un viaggio a sorpresa? Le potenziali destinazioni sono le principali città europee, come Londra, Parigi, Berlino e Copenhagen. Oltre alle capitali, ci sono anche decine di altre città minori che vale la pena visitare, come Oporto, Edimburgo, Bordeaux, Cracovia, Glasgow, Valencia, Santander e Monaco di baviera. 4. Colazione e assicurazione di viaggio Scioperi e cancellazioni? Non c’è motivo di preoccuparsi perché è possibile aggiungere l’assicurazione di viaggio per coprire eventuali imprevisti inattesi. È sempre più frequente che per una vacanza si scelga di aggiungere un’assicurazione perché un imprevisto improvviso potrebbe far cambiare i piani totalmente. Infine, l’ultima elemento che rende personalizzabile un viaggio a sorpresa è la possibilità di aggiungere la colazione extra al proprio viaggio. Chi ama mangiare di primo mattino potrà trovare una colazione abbondante negli hotel in cui alloggia e potrà iniziare la giornata con tanta energia.    

Come arredare un bar di successo: 3 consigli pratici

Non sai come arredare un bar di successo? Basta leggere i consigli di Cairati Arredamenti, molto pratici per un locale di carattere e da urlo!     Se Il vostro più grande sogno è sempre stato quello di aprire un bar e vi piacerebbe tentare il tutto per tutto per realizzarlo? Il Punto di partenza per l’apertura di un bar parte sempre dalla scelta del suo Arredamento. infatti, un locale di questo tipo deve essere funzionale, di personalità e soprattutto accogliente per ogni tipologia di cliente. Inoltre deve rispecchiare il messaggio che avete scelto di dare, il concetto centrale, il tema portante dell’attività. Ma quali sono i segreti per arredare un bar di successo? Scopriamolo subito.  Dividete il Bar in Zone Esistono diversi tipi di cliente: c’è chi ama sedersi e consumare il suo caffè in tutta tranquillità tra una chiacchiera e una lettura di un giornale; c’è chi invece lo prende di corsa perché è sempre in ritardo, mentre esiste anche chi ama stare seduto per tanto tempo e ridere con gli amici tra un aperitivo e l’altro. Un bar di successo deve accontentare ogni tipo di esigenza, le esigenze di tutti i clienti e le tipologia di frequentatori e l’unico modo per farlo è dividere la sala in più zone. Deve essere presente la zona bancone, perfetta per chi consuma caffè rapidi, e poi una zona tavolini, dove favorire il relax di ogni cliente che ne ha bisogno. La cosa più importante è prestare ascolto ad ogni esigenza del cliente e da lì agire per soddisfarla il più possibile. Cosa Volete Trasmettere? Un bar non è solo un locale ma anche un luogo di relax e divertimento. Per ricreare un locale bello e ricco di personalità, è importante porsi questa domanda: quale messaggio voglio trasmettere al mio cliente? Preferisco che venga accolto da un luogo di carattere o un po’ più semplice? Da lì potrete scegliere lo stile d’arredo che più vi si addice. Ad esempio, lo shabby chic, conosciuto per essere romantico e volto al passato, o quello minimal, dalle linee pulite ed essenziali. Scelto ciò, potrete contattare esperti che si occupano di arredamento shabby chic e chiedere come fare a stabilire un arredo di successo. Inoltre è possibile ad esempio scegliere un arredo più moderno, con linee tecnologiche e uso del metallo.  Bancone Pulito e Di Carattere Il bancone è senza dubbio un elemento d’appeal di un bar. Se fatto bene, può essere un qualcosa che fa la differenza per quanto concerne il successo di un locale. Difatti, il bancone deve attrarre il cliente da fuori, incuriosirlo, spingerlo a provare i tuoi prodotti e senza avere remora alcuna. Per questo è molto importante tenerlo sempre pulito, ordinato e soprattutto richiederlo con forme e uno stile particolare. Esistono diversi tipi di banconi semplici da installare: potete abbellirli con luci, colori accesi, richiederli dalle forme più disparate. Insomma, date sfogo a tutta la vostra personalità e cercate un bancone che vi assomigli il più possibile. E Tu, hai già scelto l’arredamento per il tuo Bar?

Isn’t She Lovely – Stevie Wonder. Accordi, Testo tradotto e Karaoke

Isn’t She Lovely? è un brano scritto e composto da Stevie Wonder nel 1976, per celebrare la nascita della figlia Aisha Morris. Esso è stato inciso all’interno dell’album dello stesso Anno Songs in the Key of Life Nella canzone all’inizio è presente un campionamento con il pianto della piccola Aisha. Il brano, pop contaminato con elementi jazz e r’n’b è uno dei brani più rappresentativi della carriera di Stevie Wonder, pur essendo stato pubblicato soltanto come singolo promozionale e quindi non ha potuto competere in nessuna classifica.   Accordi di Isn’t She Lovely Am7 D9 F/G, C (x3) Verse 1: C Am7 D9 Isn’t she lovely? F/G C Isn’t she wonder-ful? C Am7 D9 Isn’t she precious? F/G C Less than one minute old. Chorus 1: Fmaj7 E7b9 I never thought through love we’d be, E7 Am7 D9 Making one as lovely as she. F/G C But isn’t she lovely; made from love? Verse 2: C Am7 D9 Isn’t she pretty? F/G C Truly the angel’s best. C Am7 D9 Boy, I’m so happy, F/G C We have been Heaven blessed. Chorus 2: Fmaj7 E7b9 I can’t be-lieve what God has done; E7 Am7 D9 Through us he’s given life to one. F/G C But isn’t she lovely; made from love? Verse 3: C Am7 D9 Isn’t she lovely? F/G C Life and love are the same. C Am7 D9 Life is A-isha, F/G C The meaning of her name. Chorus 3: Fmaj7 E7b9 Londie, it could have not been done, E7 Am7 D9 Without you who conceived the one, F/G C That’s so very lovely; made from love. Verse 4: (Harmonica Solo) Am7 D9 F/G, C (x2) Chorus 4: (Harmonica Solo) Fmaj7 E7b9 E7, Am7 D9 F/G, C Outro: Am7 D9 F/G, C (Repeat to Fade) Testo Originale di Isn’t She Lovely Isn’t she lovely Isn’t she wonderful Isn’t she precious Less than one minute old I never thought through love we’d be Making one as lovely as she But isn’t she lovely made from love Isn’t she pretty Truly the angel’s best Boy, I’m so happy We have been heaven blessed I can’t believe what God has done Through us he’s given life to one But isn’t she lovely made from love Isn’t she lovely Life and love are the same Life is Aisha The meaning of her name Londie, it could have not been done Without you who conceived the one That’s so very lovely made from love Traduzione in Italiano di Isn’t She Lovely Non è adorabile? Non è meravigliosa? Non è preziosa? Ha meno di un minuto d’età Non avrei mai pensato che l’amore avrebbe Mai creato qualcuno di così adorabile Ma non è adorabile lei, creata dall’amore? Non è carina? Veramente il meglio di un angelo Oh ragazzi, sono così felice Siamo stati benedetti da lassù Non riesco a credere cosa abbia fatto Dio Tramite noi ha dato vita a qualcuno Ma non è adorabile lei, creata dall’amore? Non è adorabile? La vita e l’amore sono la stessa cosa La vita è Aisha[1] Il significato del suo nome Londie, non potrebbe essere stata fatta Senza te che l’hai concepita È così adorabile l’averla creata dall’amore Video della Versione Karaoke 

Icardi al Napoli? Azzurri, Roma o Nulla di Fatto

Mauro Icardi è vicino al Napoli? Non si può dire esattamente così, il matrimonio è ancora lontano, perché l’offerta per l’ingaggio non ha portado ad un accordo e i rapporti tra i club si sono raffreddati. Il Napoli ha offerto attraverso la sua manager e moglie Wanda Nara l’opportunità di conservare il rapporto di partnership con l’azienda Nike, forte di un contratto con l’atleta per i prossimi otto anni. Di contro Icardi lascerebbe i diritti rimanenti alla squadra di De Laurentiis, in modo di avvicinare l’accordo tra le parti. La proposta sembra piacere, ma ancora non ha sortito gli sviluppi che Giuntoli si aspetta. Al momento sembra che il Napoli stia anche valutando altri attaccanti, visto che la richiesta dell’Inter è ritenuta troppo alta per le forze economiche che i partenopei vogliono mettere sul piatto. 75 milioni di euro sono una cifra proibitiva. Il Napoli ha dalla sua le grazie del calciatore, ma comunque bisognerà attendere l’esito delle trattative sull’asse che porterebbe Lukaku alla corte di Sarri, attraverso lo scambio con il Manchester United con Paulo Dybala. Accordo fra Icardi e La Roma? La prospettiva che porterebbe Mauro Icardi nella capitale sembra l’opzione più remota, un po per la definizione della trattativa tra Juve e Manchester per prendere Romelu Lukaku, che sbloccherebbe a domino tutte le situazioni, ma soprattutto perché L’Inter di Conte gioca la Champions League, mentre la Roma sarà coinvolta nella meno blasonata Europa League. Un altro motivo che frenerebbe Maurito è di natura affettiva, rimanendo Wanda Nara a Milano per motivi di lavoro la distanza sarebbe troppa, rispetto ad un’ipotesi di giocare nella vicina Torino. La Roma intanto sta cercando di trovare un accordo con Gonzalo Higuain, vista la difficoltà della pista Icardi, anche se è la Juventus a tenere i fili di questi intricati intrecci di mercato.

Depilazione Sugaring: Rimuovi i Peli in modo naturale

La depilazione con il metodo del sugaring è una pratica di epilazione simile alla ceretta, ma che risulta più delicata sulla pelle. Si tratta di un metodo antico il cui nome deriva dallo zucchero, che è l’ingrediente principale di questo trattamento. Che cos’è lo Sugaring? Si tratta di un metodo di depilazione naturale, che rimuove i peli delicatamente e dolcemente, e può essere applicato anche nei punti più delicati, come ascelle e inguine, che notoriamente sono punti dolenti riguardo all’epilazione. La crema di zucchero applicata agirà solo sul pelo, non procurando dolore alla pelle. Vediamo insieme come prepararla. Sugaring: Ricetta della pasta di zucchero per l’epilazione Si tratta di un metodo particolarmente economico che è possibile preparare tranquillamente in casa. Come si prepara? si mette a bagnomaria un contenitore contenente zucchero e succo di limone, grazie alla cottura a bagnomaria l’impasto che si otterrà sarà particolarmnete appiccicoso, e sarà proprio questa particolarità che funzionerà da ceretta fai da te. Si applica stendendo il composto di pasta di zucchero verso la direzione del pelo. La distesa deve essere sottile, in modo date che al momento dello strappo l’effetto sia più precisa. La rimozione dell’impasto avviene con una garza di cotone, asportando i peli da togliere in maniera naturale. Ora, la depilazione con sugaring garantisce una ricrescita lenta? Questa tecnica rimuove il pelo alla radice, e i peli trattati ricrescono dopo quattro o sei settimane. Inoltre si indeboliscono, e nelle applicazioni successive la depilazione sarà più efficace e facilitata. Epilazione: Pasta di Zucchero o Ceretta? A differenza della ceretta tradizionale, lo sugaring è un preparato idrosolubile, e quindi può essere utilizzato anche dalle pelli sensibili, e garantisce una ricrescita più lenta della ceretta perché la pasta di zucchero avvolge completamente il pelo estraendolo dal follicolo completamente. Inoltre si applica a temperatura ambiente, o tiepido, quindi risulta meno fastidioso della ceretta perché essa viene applicata a caldo a temperature elevate. Data la facilità di preparazione e la derivazione completamente naturale, si tratta di un metodo di depilazione sicuramente da provare. E tu quale metodo di epilazione preferisci?

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