Birra Hoegaarden: La Regina Delle Bianche

La birra Hoegaarden è universalmente riconosciuta come la regina delle birre bianche (blanche/wit), un termine che si adatta perfettamente a questa bevanda, grazie alla sua straordinaria chiarezza. Questa birra è prodotta nel cuore delle Fiandre, presso il birrificio Hoegaarden, fondato nel 1966 da Pierre Celis. Egli, partendo da una ricetta tradizionale, rianimò la produzione di birre bianche nella regione. Queste birre sono conosciute anche come witbier e hanno radici storiche profonde. L’elemento distintivo di Hoegaarden è la sua schiuma bianca, soffice, durevole e profumata di scorza d’arancia. La birra ha un sapore fresco e leggermente acidulo derivante dal frumento belga non maltato, con un sottofondo di miele e lievito. Il retrogusto è leggero ma persistente, con chiare note di succo di limone. Nel passato, il birrificio di Hoegaarden era un luogo in cui i monaci producevano birre con aggiunta di spezie esotiche importate dai navigatori olandesi. Il curacao e il coriandolo venivano utilizzati per addolcire il carattere aspro delle birre dei monaci. Nel diciottesimo secolo, la zona vantava ben 36 birrifici e la bière blanche era molto popolare. Tuttavia, l’avvento delle birre di tipo lager portò alla scomparsa delle birre bianche, e l’ultimo birrificio chiuse nel 1957. Pierre Celis e i suoi compaesani resuscitarono queste antiche ricette, portando alla rinascita delle birre bianche. Tuttavia, un incendio nel 1985 distrusse l’impianto di Hoegaarden. Grazie al sostegno economico di Inbev, il marchio fu rilevato e il birrificio ritornò alla sua gloria. Oggi, Hoegaarden è noto per produrre birre di frumento non maltato, compresa la celebre Hoegaarden Blanche. La gamma di birre Hoegaarden include diverse varietà, tra cui la Hoegaarden Grand Cru, una strong ale con un tasso alcolico dell’8,6% vol., e la Hoegaarden Speciale, una versione più invernale, ambrata, corposa e ricca di gusto, con un tasso alcolico del 5,7% vol. Inoltre, Hoegaarden offre una varietà chiamata Hoegaarden Rosèe, caratterizzata da un colore arancione-rosato, una schiuma bianca fine, l’aggiunta di succo di lampone per un profumo speziato e fruttato, e un sapore dolce e rinfrescante. Questa birra ha una gradazione alcolica del 3% vol. In breve, Hoegaarden è rinomata per la sua gamma diversificata di birre, che attira sia il grande pubblico che gli intenditori del settore.

Bloemenbier La Birra Dei Fiori

Bloemenbier è una birra belga bionda unica, aromatizzata con fiori. Questa birra è prodotta con cura dalla brasserie De Proefbrouwerij, situata nel pittoresco villaggio fiammingo di Lochristi, noto per le sue coltivazioni floreali. Il termine “Bloemen” in fiammingo significa “fiori”, il che è una testimonianza dell’ispirazione floreale che guida questa birra. Il birrificio De Proef è conosciuto per la sua dedizione alla produzione di birre speciali su commissione. Sono esperti nell’elaborazione di ricette personalizzate fornite dai clienti, contribuendo a creare nuovi sapori o perfezionando quelli esistenti. Questo birrificio ha un reparto di ricerca e sviluppo che lavora costantemente per migliorare la qualità delle birre. L’azienda pone grande enfasi sull’integrità e sul rispetto, tanto per i collaboratori quanto per l’ambiente. Bloemenbier è una Strong Ale belga ad alta fermentazione con un colore dorato quasi ambrato e un contenuto alcolico del 7,0%. La birra vanta una schiuma abbondante e corposa, sebbene tenda a dissolversi rapidamente una volta versata. Caratterizzata da un aroma dolce e floreale, questo profilo olfattivo si riflette anche nel suo gusto. Ciò che rende questa birra speciale è il suo processo di brassatura unico, in cui vengono utilizzati due tipi segreti di fiori tipici di Lochristi. Questi fiori apportano una dolcezza distintiva alla birra e regalano al naso note di caramello, malto, miele d’acacia e fiori primaverili. Al palato, emergono sfumature fruttate che conferiscono a questa birra una dolcezza vellutata con un sottile retrogusto amaro. In generale, Bloemenbier è una birra delicata e fragrante, che ricorda la primavera sia nel profumo che nel sapore. Le note floreali, fruttate e dolci la rendono una birra ideale per gli amanti delle birre speciali e aromatiche. Questo birrificio si è impegnato a confezionare e presentare la birra in modo da preservarne la qualità. Le bottiglie vengono avvolte in un involucro protettivo che protegge la birra dalla luce diretta, evitando che l’esposizione ai raggi solari alteri il suo sapore. Bloemenbier è spesso servita dopo aver rimosso questo involucro vicino al tappo, per garantire una degustazione ottimale.

Birre Norvegesi: Guida Completa

La Norvegia ha una ricca tradizione di produzione di birra che affonda le radici nei tempi antichi, con una particolare enfasi nella cultura vichinga. Questa nazione nordica era la patria dei Vichinghi, un popolo noto per la sua abitudine di bere birra, e la bevanda rivestiva un ruolo culturale significativo, soprattutto tra i guerrieri. La birra era considerata una bevanda sacra e un elemento nutrizionale essenziale nella vita quotidiana, particolarmente durante i lunghi viaggi marittimi dei Vichinghi. Grazie al processo di fermentazione, la birra veniva vista come una fonte di energia vitale e di purificazione, il che la rendeva ideale per i viaggiatori e i combattenti. I Vichinghi erano noti per portare con sé botti di birra durante le loro epiche esplorazioni, che li portarono persino alle Americhe. Si crede che questa birra avesse una gradazione alcolica elevata per conservarne la qualità durante i viaggi. La birra aveva un ruolo centrale anche in molte cerimonie, soprattutto durante i riti funebri. La “birra funeraria” era parte di un rituale chiamato “Sjaund,” che coinvolgeva una serie di bevute in onore del defunto, sette giorni dopo la sua morte. Per scopi cerimoniali, probabilmente esistevano due versioni di birra: una con bassa gradazione alcolica chiamata “mungat” e una versione più forte preparata per i combattenti e i viaggiatori, conosciuta come “Bjorr” o “Oi.” È interessante notare che i termini “beer” e “ale” utilizzati in inglese potrebbero avere radici nei termini norvegesi. Questa cultura birraia dei Vichinghi ha lasciato un segno indelebile sulla Norvegia e ha influenzato chi ha abitato la regione nel corso dei secoli successivi. Fino a due secoli fa, ogni fattoria norvegese aveva il suo birrificio casalingo chiamato “brygghus.” Qui, venivano prodotte piccole quantità di birra utilizzando ingredienti locali come malto d’orzo, frumento, avena o segale, acqua, linfa di betulla, luppolo, miele o zucchero, lievito e ramoscelli di ginepro. La fermentazione avveniva in vasche di legno chiamate “trekar,” che avevano un rubinetto nella parte inferiore per separare i componenti liquidi. Ogni famiglia aveva la propria ricetta segreta, che determinava il grado alcolico e l’aspetto della birra. In generale, le birre norvegesi erano caratterizzate da sapori affumicati, amari, fruttati e con sentori di ginepro. Tuttavia, questa tradizione casalinga ha iniziato a scomparire all’inizio del XX secolo a causa dell’industrializzazione del settore birrario norvegese. L’emergere di birrifici di diverse dimensioni, compresi quelli artigianali, ha portato a una rinascita della cultura birraia norvegese, nota come la “craft beer revolution.” Questa rinascita ha visto una notevole accelerazione dagli anni ’90 del secolo scorso, portando alla creazione di 188 birrifici artigianali in Norvegia, nonostante una popolazione di solo 5,4 milioni di abitanti. Questi birrifici artigianali norvegesi sono noti per la loro qualità e varietà. Molti di essi hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, dimostrando la loro eccellenza. Uno dei birrifici più rinomati è l’”Aegir,” che prende il nome dal dio del mare e maestro birraio della mitologia norrena. Il panorama birraio norvegese offre una vasta gamma di stili, tra cui amber e brown ale, sour/wild ale, barley wine, stout, porter e IPA. I mastri birrai norvegesi ripropongono anche antiche bevande che utilizzano botaniche come i ramoscelli di ontano, l’angelica e le bacche di ginepro. Grazie alla combinazione di tradizioni birrarie secolari e alla moderna varietà e qualità dei prodotti, la Norvegia è diventata una delle realtà più affascinanti nell’ambito della produzione di birra artigianale a livello mondiale. Marchi di Birra Norvegese più famosi al mondo Tra le marche maggiormente distribuite nel mondo, ce ne sono due in particolare molto apprezzate a livello mondiale e sono la 7 Fjell e la Lervig. Se sei un’appassionato della tradizione brassicola del Nord Europa, scopri anche la guida sulle Birre Danesi. 7 Fjell 7 Fjell rappresenta un birrificio artigianale che fonde l’appassionata dedizione per la birra di alta qualità con l’ampia esperienza accumulata nel settore per molti decenni. Il loro mastro birraio è un punto di riferimento nell’ambito della birra artigianale in Scandinavia, avendo raggiunto il titolo di campione norvegese di homebrewing in più occasioni. L’obiettivo principale di 7 Fjell è la produzione di birra classica, ma attraverso un approccio innovativo, con l’ambizione di essere riconosciuti come tra i migliori produttori di birra a livello globale. Le tradizionali tecniche e gli ingredienti utilizzati in Inghilterra durante i secoli XVIII e XIX costituiscono una significativa fonte di ispirazione per il birrificio. Questo li spinge a esplorare la birra, attingendo dalla tradizione e dalle tecniche del passato, mentre cercano allo stesso tempo di aprire nuovi orizzonti. In tal modo, 7 Fjell sfida i confini delle ricette tradizionali, rifiutando l’approccio di produzione su larga scala, e promuovendo il gusto e la passione per la birra di alta qualità. Lervig Lervig Aktiebryggeri è un birrificio artigianale situato a Hillevåg, Stavanger, in Norvegia. La loro produzione si distingue per una vasta gamma di birre, spaziando dalle opzioni più rinfrescanti ispirate ai vini d’orzo e all’invecchiamento in botti di bourbon, fino alle birre più corpose e una selezione diversificata di IPA e birre acide. La missione principale di questo birrificio è quella di condividere le proprie creazioni in tutto il mondo, aspirando a diventare un punto di riferimento globale per la birra artigianale di eccellenza. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, Lervig Aktiebryggeri si impegna a essere un pioniere nello sviluppo di ricette e processi di produzione, compresi gli aspetti legati all’incarto e all’imballaggio. Ogni giorno, il loro team lavora instancabilmente per assicurare che gli appassionati di birra di qualità in tutto il mondo possano sperimentare emozioni uniche e indimenticabili attraverso le creazioni di Lervig. E tu ami la birra Norvegese?

Birre Danesi: Guida Completa

Le birre danesi, benché forse meno celebrate rispetto alle rinomate birre belghe o tedesche, vantano una storia appassionante e una rilevanza altrettanto significativa. [toc] Un’Antica Storia Brassicola: La tradizione birraia in Danimarca è sorprendentemente antica, risalente addirittura ai tempi dei Vichinghi. In quei tempi remoti, la birra danese veniva addirittura considerata più sicura da bere dell’acqua. Carlsberg e la Scoperta del Lievito: Una pietra miliare nella storia birraia danese è la scoperta della tecnica di lievitazione da parte della Carlsberg, che ha portato all’identificazione del lievito Saccharomyces Carlsbergensis. Questo lievito, oggi ampiamente utilizzato nelle birre a fermentazione bassa, è in gran parte responsabile della diffusione della lager maltata danese con un contenuto alcolico moderato e un carattere non troppo luppolato. La Leggenda di Carlsbergensis: Il Saccharomyces Carlsbergensis deve il suo nome all’omonima casa produttrice di birra, la Carlsberg. La leggenda narra che nel 1875, uno scienziato di nome Hansen, tornando dalla Germania, portò con sé un cilindro contenente una lager. Per mantenere la birra fresca, durante il viaggio, versava occasionalmente piccole quantità d’acqua nel cilindro. Questo viaggio fu fondamentale per avviare una ricerca più specializzata sulla birra una volta a Copenaghen. Varietà di Birre Danesi: In Danimarca, come in Belgio, si producono una vasta gamma di birre, ciascuna con le sue peculiarità uniche. Le principali case produttrici del paese includono la rinomata Carlsberg e la Ceres. Le birre tipiche danesi sono spesso lager leggere e chiare, ma in occasione delle festività pasquali è comune produrre stout, birre di frumento e birre aromatizzate alle erbe, ampliando così l’offerta di gusti e sapori per gli amanti della birra. La Crescita dell’Industria Birraia Danese Vi presentiamo Danske Ølentusiaster, un’associazione che svolge un ruolo fondamentale nella promozione e nella diffusione della birra di alta qualità prodotta in Danimarca. Fondata nel 1998, questa associazione ha contribuito in modo significativo a suscitare l’interesse tra gli amanti della birra danese, portando all’espansione di stili brassicoli diversificati e dando vita a quella che oggi possiamo definire una vera e propria Craft Revolution. Ciò che rende veramente affascinante l’evoluzione della birra in Danimarca è la proliferazione di realtà locali. Molte di queste continuano a seguire i metodi tradizionali di produzione e si dedicano a quantità limitate di birra. Spesso si tratta di imprese a conduzione familiare che sono in grado di offrire i loro prodotti attraverso punti vendita locali. Questa tendenza è chiaramente in crescita e sta guadagnando sempre più spazio nell’industria birraia danese. La capitale danese, Copenaghen, riveste un ruolo fondamentale nel movimento delle birre artigianali. La città ospita importanti birrifici innovativi, noti come “Beer Firm” e “Gipsy Breweries”. Questi birrifici producono birre uniche, spesso seguendo ricette originali. Tra questi, spicca la Mikkeller, che ha giocato un ruolo di primo piano nella rivoluzione craft birraia danese. Oggi, il panorama birraio danese offre una vasta gamma di birre, comprese le classiche, oltre a birre uniche che spesso si ispirano agli stili americani. Gli appassionati della birra danese sono noti per essere grandi sperimentatori, proponendo birre come le Ipa, le Double Ipa, le Sour/Wild Ale, le American Strong Ale, le Porter e le Stout, oltre alle Barley Wine. L’evoluzione dell’industria birraia danese è stata veramente incredibile. In Danimarca, è possibile trovare itinerari birraio-gastronomici, che permettono di esplorare la connessione tra birra e cibo in modo più approfondito. Inoltre, uno dei festival birrai più importanti e radicati nella tradizione del paese è il Copenhagen Beer Celebration, un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della birra. Quali sono le marche più note di birra Danese? Tra i marchi di birra prodotti in Danimarca, possiamo annoverare: Carlsberg Ceres Elephant Faxe Föroya Bjór Restorffs Bryggjarí Royal Unibrew Tuborg Vores Øl Birrifici Artigianali Danesi Se vogliamo andare nello specifico dei brand brassicoli artigianali in Danimarca, possiamo menzionare Mikkeller, To Ol e Aeblerov Birrificio Aeblerov Nel lontano 2011, un piccolo garage su Limfjordsvej, a Vanløse, è diventato il luogo in cui è iniziata l’avventura del Birrificio Aeblerov. Il proprietario attuale, Morten Sylvest-Noer, e il suo ex socio, Christopher Melin, erano lì a supervisionare i nuovi serbatoi di fermentazione da 30 litri in plastica, posizionati tra vecchie falciatrici arrugginite, un passeggino abbandonato e una pila di secchi di vernice secca. Iniziarono con il sogno di produrre vino, ma presto si resero conto che in un paese benedetto da mele di alta qualità, dedicarsi alla produzione di sidro aveva più senso. C’era solo un piccolo problema: la mancanza di mele. Così è iniziata la loro avventura nel raccogliere mele, dapprima nei cortili di parenti e amici, e poi tra i quartieri residenziali di Copenaghen, dove ogni autunno tonnellate di mele venivano abbandonate a marcire. Il primo raccolto ha prodotto solo 50 litri di sidro fermentato in modo spontaneo. Lentamente ma costantemente, hanno visto emergere un nuovo stile di sidro nordico, secco, elegante e simile al vino, perfettamente in sintonia con la crescente gastronomia nordica. Nel 2015, il Birrificio Aeblerov ha lanciato il suo primo sidro commerciale, prodotto a Grønttorvet a Copenaghen. Og oggi, producono annualmente ben 85.000 litri di succo fermentato. Sebbene abbiano iniziato con il sidro, oggi guardano molto oltre, fermentando non solo mele, ma anche pere, uva, frutti di bosco, prugne, mele cotogne e birre acide. La loro storia è un perfetto esempio di come la passione e la dedizione abbiano contribuito a creare un prodotto eccezionale. Birrificio Mikkeller Nel 2006, Mikkel Borg Bjergsø, un insegnante di matematica e fisica, ha iniziato a sperimentare con ingredienti come il luppolo, il malto e il lievito nella sua cucina a Copenaghen. Da allora, ha esportato le sue birre artigianali in ben 40 diversi paesi ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei birrai più innovativi del mondo. Il Birrificio Mikkeller si distingue per la sua ricerca e sperimentazione nei generi di birra esistenti, utilizzando solo le materie prime migliori per ottenere un prodotto raffinato e pregiato. Ciò che rende Mikkeller davvero unico è la sua passione per la creazione di birre speciali, spesso in collaborazione con birrai di tutto il mondo, sfidando costantemente i limiti delle … Leggi tutto

Tigelliera elettrica, la soluzione pratica per gustare una specialità emiliana in casa

La tradizione delle tigelle in Emilia è una parte importante della cucina regionale italiana e una delle specialità più amate e apprezzate in tutto il paese. Le tigelle sono una sorta di focaccia tonda, realizzata con farina di frumento, strutto, latte e lievito, e cotte in una tigelliera, una padella di terracotta tipica della regione. Le tigelle sono solitamente servite calde, tagliate a metà e farcite con una vasta gamma di ingredienti, tra cui prosciutto crudo, salame, formaggi, verdure e salse. Sono spesso accompagnate da un bicchiere di lambrusco, un vino frizzante e leggermente acidulo prodotto nella stessa regione. Questa prelibatezza è così amata in Italia che è possibile trovarla nei ristoranti di tutto il paese, e spesso viene servita come antipasto o spuntino. Ma le tigelle sono anche facili da preparare a casa, purché si abbia una tigelliera. Per fare le tigelle in casa, basta mescolare gli ingredienti e impastare per ottenere una consistenza morbida e elastica. Dopo un breve periodo di riposo, l’impasto viene diviso in piccole porzioni, che vengono stese e cotte in una tigelliera. In questo modo, è possibile gustare la deliziosa specialità emiliana senza dover necessariamente recarsi in un ristorante. In sintesi, le tigelle sono una specialità tipica della cucina emiliana e una delle migliori specialità tipiche italiane, apprezzate in tutto il paese. Sono facili da preparare a casa, utilizzando una tigelliera, e possono essere farcite con una vasta gamma di ingredienti. Se non avete ancora assaggiato le tigelle, vi consiglio vivamente di farlo al più presto! Esistono diversi tipi di tigelliere, o padelle per cucinare le tigelle, che possono variare per forma, dimensione, materiale e metodo di cottura. La tigelliera tradizionale è fatta di terracotta e ha una forma rotonda con un bordo alto, spesso decorato con motivi geometrici o floreali. La cottura avviene direttamente sulla fiamma del fornello, su entrambi i lati della padella, fino a quando le tigelle diventano croccanti e dorati. Esistono anche tigelliere in ghisa o in alluminio, che possono essere utilizzate su una piastra elettrica o a gas, su un barbecue o su una griglia. Queste tigelliere hanno spesso una forma quadrata o rettangolare e sono più resistenti e durature rispetto alle padelle di terracotta. Inoltre, ci sono anche tigelliere moderne in acciaio inox o in materiali antiaderenti, che sono facili da pulire e da usare. Queste padelle possono essere utilizzate sia su fornelli a gas che su piani di cottura elettrici, ma spesso richiedono una cottura a bassa temperatura per evitare di bruciare le tigelle. In sintesi, esistono diversi tipi di tigelliere disponibili sul mercato, a seconda delle preferenze personali e dei metodi di cottura preferiti. La tigelliera tradizionale di terracotta rimane comunque la scelta preferita di molti appassionati della cucina emiliana. Come preparare le tigelle con la tigelliera La tigelliera è una padella di terracotta o di altro materiale utilizzata per cucinare le tigelle, una specialità gastronomica tipica dell’Emilia-Romagna. Ecco come utilizzare la tigelliera per preparare delle deliziose tigelle: Preriscaldare la tigelliera: prima di iniziare a cucinare le tigelle, è importante preriscaldare la tigelliera a fuoco medio-alto per circa 10 minuti. In questo modo, la padella si riscalda uniformemente e le tigelle cuoceranno in modo omogeneo. Preparare l’impasto per le tigelle: l’impasto per le tigelle può variare a seconda delle ricette, ma di solito è fatto di farina, acqua, latte, strutto e lievito. Lasciare riposare l’impasto per circa 30 minuti. Stendere l’impasto: prendere una piccola quantità di impasto e stenderlo con un mattarello sulla superficie della tigelliera, formando una sfoglia sottile e tonda, di circa 3-4 millimetri di spessore. Cottura delle tigelle: cuocere le tigelle sulla tigelliera calda per circa 2-3 minuti per lato, finché non diventano dorati e croccanti. Farcire le tigelle: una volta cotte, tagliare le tigelle a metà e farcirle con i propri ingredienti preferiti, come salumi, formaggi, verdure, salse e molto altro ancora. Gustare le tigelle: servire le tigelle calde e gustarle accompagnate da un bicchiere di vino locale come il Lambrusco. Per evitare di bruciare le tigelle, è importante mantenere una temperatura costante sulla padella durante la cottura. Inoltre, la tigelliera deve essere pulita accuratamente dopo ogni utilizzo, evitando di usare prodotti chimici aggressivi o spugne abrasive che potrebbero rovinare la superficie della padella. Come si pulisce la tigelliera in ghisa? La tigelliera in ghisa è un’ottima scelta per cucinare le tigelle, in quanto la ghisa è un materiale resistente e duraturo che consente di ottenere un calore uniforme e di mantenere la temperatura per un lungo periodo di tempo. Tuttavia, la pulizia della tigelliera in ghisa richiede alcune accortezze per preservarne la qualità e la durata nel tempo. Ecco come pulire la tigelliera in ghisa: Lasciare raffreddare la tigelliera: dopo la cottura delle tigelle, lasciare raffreddare la tigelliera in ghisa prima di pulirla. Non immergere mai la tigelliera calda in acqua fredda o la ghisa potrebbe rovinarsi. Rimuovere eventuali residui: utilizzare una spatola o un raschietto per rimuovere eventuali residui di impasto o di cibo rimasti sulla superficie della tigelliera. Non utilizzare mai detersivi o spugne abrasive, che potrebbero danneggiare la patina protettiva sulla superficie della ghisa. Pulire con acqua calda: utilizzare solo acqua calda per pulire la tigelliera in ghisa. Evitare l’uso di detersivi o saponi che potrebbero danneggiare la patina protettiva sulla superficie della ghisa. Asciugare la tigelliera: asciugare bene la tigelliera con un panno o un tovagliolo in modo da evitare la formazione di ruggine sulla superficie della ghisa. Proteggere la tigelliera: per proteggere la tigelliera in ghisa dalla ruggine e dalla corrosione, utilizzare un po’ di olio alimentare e distribuirlo uniformemente sulla superficie della tigelliera. Seguendo queste semplici precauzioni, la tigelliera in ghisa può durare a lungo e continuare a offrire risultati eccellenti nella preparazione delle tigelle. Quali sono i punti di forza di una tigelliera elettrica? La tigelliera elettrica è un dispositivo che permette di cucinare le tigelle in modo rapido e semplice. Tra le caratteristiche principali della tigelliera elettrica ci sono: Numero di posti: a seconda del modello, la tigelliera elettrica può avere un … Leggi tutto

Il gelsomino: la pianta perfetta per un balcone con fioritura ad effetto

Il gelsomino è una pianta che fa parte della famiglia delle oleacee, di tipo rampicante, con origine nell’America del Sud. A seconda della specie di gelsomino, possiamo avere delle piante con fusti sottili di tipo rampicanti o che possono ricadere verso il terreno. Le sue foglie sono molto piccole, di un colore verde brillante, e la sua fioritura avviene generalmente in primavera, quando tra le foglie fanno capolino i caratteristici fiori bianchi dalla forma a stella e dal profumo molto intenso. Alcune specie particolari possono avere i fiori di colore giallo crema o rosa chiaro. È una pianta che ha un colore molto vivace non appena fiorisce, grazie al contrasto delle foglie verde brillante e i fiori bianchi, e, grazie all’incantevole profumo, è perfetta per arredare un balcone e renderlo ancora più vivo, specialmente durante la primavera e l’estate. Nelle prossime righe vedremo meglio nel dettaglio come curare la pianta durante il periodo della fioritura e come fare in modo che quest’ultima avvenga nel modo perfetto per decorare al meglio il nostro balcone.   Fioritura del gelsomino: le cure Per fare in modo che il gelsomino produca sempre più fiori colorati e profumati ogni stagione, è opportuno potare i fusti della pianta che hanno prodotto i fiori durante l’ultima stagione in autunno. Questo permetterà di migliorare notevolmente la fioritura dell’anno dopo e di dare alla pianta una forma armoniosa durante il periodo invernale. Inoltre, per fare in modo che fiorisca nel migliore dei modi, è opportuno tenere la pianta al riparo da correnti di aria fredda, anche se è parzialmente in grado di resistere, e di conservarla quanto più possibile in un luogo soleggiato. Dove l’inverno è molto rigido, però, è meglio coltivare la pianta in un luogo chiuso, per essere sicuri di non comprometterne la fioritura e, nel caso siano presenti correnti di aria fredda, riparare le radici con un composto di foglie secche per impedire al terriccio di gelare. In questo modo eviteremo di comprometterla.   La coltivazione e il mantenimento della fioritura Per fare in modo che la pianta cresca sana e forte è necessario fornirle una grande quantità d’acqua fin quando non avrà attecchito bene. Una volta adulta non sarà necessario innaffiarla con frequenza, in quanto sopporta molto bene la siccità. Durante l’inverno sono sufficienti le acque piovane, mentre durante l’estate e nei periodi di grande siccità è necessario innaffiarla almeno 2 volte a settimana. Per fare in modo che fiorisca nel migliore dei modi è necessario inoltre fornire alla pianta un terriccio morbido e ricco di sostanze nutritive organiche. Non è indispensabile concimarla, ma per migliorare la fioritura è possibile somministrare del concime organico a lenta cessione durante la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Per avere un effetto scenico importante con una pianta stabile e ricca di fiori vi consigliamo, inoltre, di fornirle un sostegno verticale stabile. Essendo la pianta rampicante tenderà a seguire il sostegno, che darà così un aspetto ordinato e permetterà ai piccoli rami con i fiori di scendere in modo naturale verso il basso. In questo modo avremo l’effetto di un gelsomino rigoglioso e profumato perfetto per il nostro balcone. Se siete interessati a scoprire maggiori dettagli relativi ai gelsomini o vi consigliamo di visitare il sito web solopiante.it. Qui potrete trovare moltissime informazioni approfondite relative al gelsomino e alla sua cura, con la possibilità di acquistare gelsomini online a prezzi realmente vantaggiosi in pochi semplicissimi click dal vostro divano.  

Lucidatrici per auto a batteria: scegli quali per ottenere grandi risultati!

Gli appassionati di auto trascorrono la maggior parte del loro tempo libero cercando di riparare i propri veicoli nel miglior modo possibile. Non è solo la manutenzione del motore, ma anche la pulizia dell’auto. Ecco perché sono nati accessori speciali, che ti permettono di ottenere grandi risultati in poco tempo.   Ci sono molti modelli di lucidatrici orbitali a batteria oggi sul mercato progettati per far brillare le superfici in modo molto più efficiente di quello che possiamo ottenere a mano. Qui sotto elencheremo le migliori lucidatitrici orbitanti. Quindi puoi scegliere tra modelli più piccoli, come la mini lucidatrice cordless premium, e altri, come la lucidatrice orbitale casuale cordless ad alta efficienza.   Lucidatrice a batteria Einhell Einhell offre quattro diverse lucidatrici per auto alimentate a batteria. Sono modelli resistenti con impugnature ergonomiche e motori ad alte prestazioni. Uno dei principali vantaggi è l’efficienza energetica, che ci permette di lucidare l’intera superficie dell’auto con una sola carica.   Attenzione però, alcuni modelli non hanno incluso batteria e caricabatteria quindi al prezzo del macchinario va aggiunto l’acquisto della batteria. Queste informazioni sono chiaramente riportate sia sulla pagina web del sito della casa produttrice.   Mini lucidatrice a batteria Spta Spta sono di dimensioni ridotte e hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo. Adatta a qualsiasi tasca, sono ergonomiche e abbastanza resistenti da durare nel tempo e non crollare dopo un uso più intenso. Inoltre, in ogni confezione sono presenti numerosi accessori per rendere l’utilizzo più flessibile. I modelli variano nelle dimensioni da 3″ a 7″. Possono essere afferrati con una mano, permettendoci di raggiungere facilmente qualsiasi punto della superficie del veicolo. L’unico difetto del catalogo Spta è che non ci sono modelli più grandi.   Lucidatrice a batteria Milwaukee Quando si parla di lucidatrici per auto a batteria Milwaukee, ci si riferisce innanzitutto al modello M18 Fuel. A tutti gli effetti, è una vera lucidatrice a batteria, molto potente e facile da usare. Non si notano particolari svantaggi, anche se sarebbe stato preferibile un’impugnatura mobile e non è troppo fissa. Dovendo utilizzare una lucidatrice a batteria con due mani può essere più difficile raggiungere determinati punti della superficie dell’auto.   I prezzi sono nella media e la qualità costruttiva è decisamente molto buona. Viene scelto un buon materiale, buona l’efficienza energetica, che ci garantisce una buona autonomia. Con una singola carica, si può levigare l’intera macchina senza problemi.       Lucidatrice a batteria Parkside Le lucidatrici per auto a batteria Parkside si distinguono per la loro economia, soprattutto per il pubblico amatoriale. Coloro che vogliono godersi il divertimento di lucidare la propria auto troveranno questa lucidatrice un’ottima opzione per un prezzo accessibile e una buona qualità complessiva. I materiali sono robusti e il motore è molto efficiente.   Il vero difetto è che non ci sono schede più grandi dei supporti standard che abbiamo trovato. Allo stesso tempo, sono disponibili vari accessori per rendere l’utilizzo più flessibile e adatto a diverse superfici.   Lucidatrice a batteria Bosch Bosch è un vero garante nel campo degli utensili per auto, ed è entrata in campo con una lucidatrice per auto a batteria davvero preziosa. Ha una grande autonomia e può essere tenuto con una mano. La sua caratteristica principale è la presenza di tre dischi rotanti, in grado di raggiungere anche superfici con angoli minimi e massimi.   L’esistenza di tre dischi presenta sia vantaggi che svantaggi: le ridotte dimensioni dei dischi non sono adatte a chi cerca una lucidatrice che possa lavorare su grandi superfici in poco tempo.   Lucidatrice per auto a batteria Makita Accanto alla lucidatrice per auto cablata di Makita possiamo trovare una nuova lucidatrice modello LXT alimentata a batteria ad alte prestazioni. Da un punto di vista costruttivo, non abbiamo riscontrato alcun vero difetto. È ben fatto, ha una buona autonomia ed è realizzato con materiali di qualità. Come prodotto, è davvero prezioso e un’ottima opzione per tutto il pubblico.   Attenzione: non ci sono accessori. La lucidatrice è senza batterie e caricatori e senza altri componenti secondari. Pertanto, al momento dell’acquisto, è importante valutare anche tutti i costi extra che andranno affrontati.   Lucidatrice Flex Battery Flex offre una gamma di lucidatrici alimentate a batteria per auto a binario casuale. Sono prodotti premium e offrono prezzi che non sono accettabili per tutte le tasche. Ecco perché lo consigliamo a chi necessita di strumenti professionali con lunga durata e prestazioni eccellenti. Rapporto qualità-prezzo, tutte e tre le lucidatrici hanno un costo commisurato a quello che offrono ai loro clienti.   I tre modelli differiscono anche per le dimensioni. Possiamo scegliere tra modelli con diametro massimo di 160 mm e modelli con diametro massimo di 80 mm.   Mini lucidatrice a batteria Rupes (pro e contro) La mini lucidatrice per auto a batteria Rupes si distingue per la sua estrema qualità, che fa di questo prodotto un vero top di gamma nella lucidatura. Ha una buona autonomia ed è uno strumento versatile che può essere utilizzato sia come lucidatrice che come levigatrice. Tra gli attrezzi più piccoli del settore, è facile da manovrare e leggero, permettendoti di raggiungere con facilità anche i punti più difficili.       Lucidatrice a batteria DeWalt (pro e contro) DeWalt offre due lucidatrici per auto alimentate a batteria che presentano sottili differenze l’una dall’altra. Ciò che li differenzia è la produzione di alta qualità e il prezzo che consente di posizionare questi prodotti nella fascia media del mercato. Utilizzano un potente ed efficiente motore brushless e sono dotati di doppia impugnatura, con impugnatura e maniglia, per un utilizzo in tutta sicurezza e senza pericoli.   Sono perfette come lucidatrici per superfici più grandi. In un caso abbiamo un diametro massimo di 180mm, mentre l’altro modello ha un diametro di 125mm.     Lucidatrice a batteria Mirka Ultima ma non meno importante è la lucidatrice per auto a batteria del marchio Mirka. L’azienda offre tre diversi modelli che possono essere acquistati con o senza batterie. Sono prodotti di fascia alta, con un prezzo superiore … Leggi tutto

Stufe ad accumulo di calore, caratteristiche e guida alla scelta

Le stufe ad accumulo di calore sono sistemi prodotti con materiali che accumulano tantissimo calore, e forniscono un’irradiazione lenta e costante di calore sano. Come funzionano Durante la combustione del materiale carburante, i fumi emanati dal fuoco passano all’interno di un percorso realizzato con materiale refrattario che accumula calore, e rilasciano tutto il calore accumulato. Il calore viene rilasciato in maniera lenta e ostante, riscaldando l’ambiente per molte ore anche una volta spento il fuoco. I materiali con cui viene realizzato il percorso refrattario possono occupare tutto il corpo della stufa, oppure farlo solo parzialmente. Un materiale refrattario molto usato per la camera di accumulo è la maiolica, dall’alto potere di trattenimento del calore. Assorbono calore tantissimo durante la combustione e successivamente lo rilasciano per molte ore anche a stufa spenta. Oltre alla camera di accumulo in ceramica però, serve un sistema interno che permetta tutto questo: uno elemento importante è il girofumi, oppure piastre realizzate in materiale refrattario. Cos’è e come funziona il girofumi Il girofumi è un componente centrale delle stufe ad accumulo di calore, ed è realizzato utilizzando materiali refrattari con grande capacità di calore. Il girofumi realizza un percorso in cui viene forzato il ricircolo dei fumi caldi, che termina con un collegamento alla canna fumaria. Durante il percorso dei fumi caldi, il girofumi raccoglie tutto il calore prodotto e lo emana in maniera lenta nel tempo per molte ore anche a stufa spenta. Alcune stufe ad accumulo di calore arrivano ad emanare calore fino a 12 ore dal loro avvio. La forma del girofumi può essere diversa a seconda di come viene realizzato, a serpentina oppure ad anelli sovrapposti. La forma ad anelli sovrapposti è la più utilizzata in caso di stufe piccole o nei camini realzzati con struttura verso l’alto. Quali vantaggi ci sono nell’uso di stufe a accumulo di calore? Il vantaggio maggiore sta nel fatto di riscaldare anche a fuoco spento. Quindi ambienti sempre riscaldati con dei ricambi di legna combustibile molto minore rispetto alle stufe a legna tradizionali. Nel caso di stufe ad accumulo che riscaldano per 12 ore a ricarica, bastano 2 ceste di legna per avere 24 ore di riscaldamento costante. Il secondo vantaggio, ma non meno importante è il comfort del calore radiante. A differenza del calore covettivo delle stufe a pellet, riscalda anche le superfici come pavimenti e pareti, non solo l’aria in maniera da distribuirsi nella stanza in maniera omogenea. Questà produzione di calore uniforme che si crea tra pavimento e soffitto garantisce un comfort termico senza pari. Questo tipo di calore permette di avere l’ambiente e il corpo riscaldato anche con una temperatura effettivamente più bassa. Il calore radiante è benefico per il nostro corpo umano. Vediamo quali sono le caratteristiche e le differenze tra stufe pellet e in ghisa. La stufa ad accumulo di calore, producendo calore irradiato non smuove l’aria negli ambienti ed evita che la polvere rilasciata o smossa possa dare problemi alle vie respiratorie(tosse, reazioni allergiche) e stabilizza l’umidità dell’ambiente con vantaggi ideali per la nostra gola, che non si secca quasi mai. Inoltre non raggiunge mai temperature alte sulle superfici della stufa, che possono entrare in contatto con animali o bambini, dando quindi un punto di sicurezza in più nelle nostre case. Ci sono alcuni casi in cui si parla di stufe ad accumulo anche in caso di stufe realizzare con piccole camere di combustione e realizzate in metallo. In realtà nel medioevo le prime stufe ad accumulo avevano dei volumi molto ampi. Questo è il segreto per avere un accumulo eccezionale, più è grande il corpo stufa più grande sarà il girofumi per il ricircolo dell’aria calda, maggiore sarà l’accumulo di calore e quindi le ore di irradiazione continua anche a stufa spenta. Le stufe ad accumulo di calore garantiscono 12 ore di calore continuo, come se la stufa fosse ancora accesa, con il calore emanato in tutto l’ambiente e non solo in prossimità della stufa stessa.

Stufa a legna a lunga autonomia: caratteristiche e vantaggi per l’ambiente e la nostra salute

Al giorno d’oggi si sa quanto è importante il connubio energia riscaldamento e scelta ecosostenibile, per dare equilibrio ad un comfort abitativo e ad un riscaldamento adeguato nelle nostre abitazioni senza andare ad intaccare l’equilibrio ambientale e il riscaldamento globale, già messo a dura prova da altri fattori.In quest’ottica la scelta di stufe a legna moderne significa allinearsi a questo approccio “ambientale”, e a quanto pare in questo ultimo periodo questo tipo di stufe a biocombustibile stanno avendo un grande incremento di vendite. La struttura, la diffusione del calore strutturata per irradiamento, convenzione(buone in questo senso le stufe a legna ventilate) e conduzione, fanno delle stufe a legna a lunga autonomia un sistema di riscaldamento dal comfort elevato, resa termica soddisfacente, insieme ad un basso consumo e basse emissioni di gas serra. Le stufe a legna possono essere di rivestimenti diversi, esistono quelle in ghisa, in acciaio, rivestite in cotto, in pietra ollare, in ceramica smaltata oppure in maiolica con decorazioni. Quando parliamo di stufa a legna descriviamo una camera di combustione chiusa con ingresso forzato dell’aria che regola e rallenta la combustione riprendendo l’energia di cui necessita per trasformarla in calore ad emissione. Quali sono i vantaggi dello scegliere una stufa a legna a lunga autonomia? Notevole risparmio di combustibile; Massimo rispetto dell’equilibrio dell’ambiente e della nostra salute: la legna è un materiale ecologico, il calore delle stufe a legna fa bene, diversamente dai riscaldamenti artificiali a petrolio ad esempio; Autonomia di lunga durata in termini di riscaldamento; Non serve corrente elettrica, quindi nessuna interruzione improvvisa del riscaldamento; Riduzione di fumi ed emissioni di gas all’esterno, per via del sistema a doppia combustione; Mantenimento costante dell’umidità nell’ambiente in fase di combustione; Manutenzione ridotta al minimo. Serve soltanto svuotare costantemente il cassetto della cenere, e mantenere i tubi puliti una volta ogni anno; Alternativa alla cucina tradizionale, sfruttando le braci delle stufe a legna con forno; Reperimento più semplice del combustibile naturale come la legna; Regolazione di calore controllata, grazie alla valvola collegata alla camera di combustione chiusa E gli svantaggi? Necessita di progettazione della canna fumaria e del comignolo per un funzionamento continuo ed ottimale. Si può collegare ad una canna precedentemente usata da un vecchio camino tradizionale; Accensione non semplice in quanto manuale; Necessità di spazi per mantenere stoccato un quantitativo adeguato di legna combustibile; Costa di più di una stufa a pellet; Consigli sull’uso corretto e ottimale delle stufe a legna Le stufe a legna devono essere ben posizionate, e devono avere le dimensioni adeguate agli ambienti che vanno a riscaldare e dove vengono installate. Per questo è bene lasciarsi consigliare da esperti sul modello adeguato da scegliere.Una combustione lenta e un tiraggio della canna fumaria forte causa depositi di fuliggine nell’impianto, quindi sarebbe meglio evitarlo.La legna utilizzata dovrebbe avere una percentuale di umidità sotto al 20 percento per avere la resa ottimale.Evitare l’uso di legna trattata, laccata, verniciata o laminata, e non usare materiali che andrebbero normalmente nella spazzatura.Come quantitativo ideale di legna, ne servono 1 chilo o un chilo e mezzo per riscaldare una massa di 100 chilogrammi di stufa.Le migliori stufe a legna sono quelle rotonde, rispetto a quelle rettangolari a parallelepipedo, perché occupano uno spazio più ridotto e distribuiscono meglio il calore per via della forma a cilindro, che si adatta meglio al movimento circolatorio dell’aria calda. Quanto può costare mediamente una stufa a legna? La forbice di prezzo è molto ampia e si va dalla scelta di stufe economiche fino a brand più prestigiosi. Sconsigliamo l’acquisto di stufe a legna usate, in quanto non si può mai valutare le ore di usura a cui sono venute incontro(anche le stufe hanno una vita e più ore hanno lavorato più sono “anziane”). Maggiore è la qualità del brand e delle caratteristiche della stufa, minori saranno le possibilità di trovare offerte particolari o sconti. Il prezzo di una stufa a legna varia tra i 200 euro e può arrivare anche a 5000 euro. Si può ottenere una detrazione fiscale per ristrutturazione o riqualificazione energetica acquistando la stufa a legna a lunga autonomia nell’ottica degli incentivi per la ristrutturazione edile degli edifici o la riqualificazione energetica degli stessi. E tu hai deciso già quale modello scegliere?

Ceppo Coltelli Victorinox: sono veramente i migliori e più professionali?

Coltelli da Cucina Professionali Victorinox scopriamo di più Quando sentiamo il nome Victorinox subito viene in mente il coltellino svizzero multiuso che ci toglie d’impaccio quando abbiamo bisogno di un utensile al volo(forbice, lima per le unghie, apribottiglie, cacciavite) e che nell’immaginario collettivo è sinonimo di coltello multi utensile.  Molti forse non sanno(oppure si, lo sapete?) che l’azienda Svizzera produce da anni anche set di coltelli da cucina professionali di alta qualità, per la felicità di chef e amanti della cucina e dell’avere sempre gli strumenti migliori quando si deve preparare qualche piatto speciale. In questo approfondimento andiamo proprio a vedere di cosa si tratta, e che tipi di coltelli da cucina produce la Victorinox, per aiutarti nella scelta. Seguitemi!   Victorinox, nascita e cenni storici L’azienda Victorinox produce coltelleria e utensili di qualità fin dal 1884, ed ormai anche il brand è un sinonimo di coltello multiuso nella testa di tutti noi.Produce cinque tipologie di prodotti: il leggendario Swiss Army Knife, coltelli casalinghi e professionali, ma anche accessori di lifestyle come orologi, profumi e valigie.La Victorinox è nata a Ibach in Svizzera, per mano di Karl Elsener, nel 1884, e dl 1891 il primo passo è una fornitura di coltelli per l’Esercito Svizzero. Nel 1897 nasce il mito dello Swiss Army Knife, il coltellino multiuso che tutti conosciamo. Nel 1909 viene registrato il nome Victoria come nome dell’azienda, con il logo con la croce e lo scudo, e nel 1921 con l’invenzione dell’acciaio Inox, c’è una svolta epocale nel campo della coltelleria e L’azienda per questo fonde i due termini, creando il nome iconico Victorinox. [toc] Ceppo Victorinox, caratteristiche della linea di coltelli professionali La collezione di coltelli professionali da cucina Victorinox è una selezione di alta qualità che l’azienda svizzera ha creato specificatamente per gli chef, ma anche per per gli aspiranti Masterchef! La Victorinox produce coltelli da tavola e da cucina che richiedono poca o nulla manutenzione, coltelli di design e materiali selezionati per una durevolezza senza pari. I ceppi per coltelli Victorinox sono il vanto di tutti gli amanti della cucina di design e di alta qualità. Qual è il miglior modo di scegliere utensili e attrezzature da cucina top quality?   Una buona idea è scoprire quali utensili sono necessari per una solida attrezzatura di base affidandosi a esperti esperti per suggerimenti ad hoc per noi. Con un set di coltelli o un ceppo per coltelli di Victorinox, sei sempre perfettamente attrezzato. Caratteristiche del ceppo coltelli di Victorinox Solida dotazione di base: con un set di coltelli selezionato in modo intelligente, sei pronto per tutte le attività ai fornelli e al bancone della cucina e ben posizionato per qualsiasi cosa in cucina. Hai tutti i tuoi migliori aiutanti al tuo fianco e una combinazione selezionata disponibile sempre a portata di mano. Disposizione chiara: un ceppo per coltelli compatto garantisce uno mantenimento organizzato ed ordinato. Protegge i coltelli dalla polvere e dall’abrasione che si creano nei cassetti della tua cucina quando si sfregano contro altri utensili. Ogni cosa ha il suo posto sicuro e i coltelli sono sempre a portata di mano e pronti per l’uso. Facile distinzione: i manici colorati portano colore in cucina e conferiscono a ogni coltello la propria identità. Presto sarai in grado di sapere a colpo d’occhio di cosa hai bisogno e tirerai fuori l’aiutante giusto dal ceppo dei coltelli in un attimo. Attraente colpo d’occhio: materiali di alta qualità, ottima fattura e design eccellente rendono ogni ceppo per coltelli Victorinox un oggetto di bellezza senza tempo, per valorizzare visivamente e funzionalmente la tua cucina. Scegli il set di Coltelli professionali Victorinox più adatti alla tua cucina Set Coltelli Victorinox Mod. 00829 6.7153.11 Set di coltelli 11 pezzi con ceppo in legno di faggio: 1 pelapatate, 1 coltello da bistecca da 11 cm seghettato, 1 coltello per verdure da 8 cm seghettato, 1 coltello per verdure da 8 cm, 1 coltello per verdure da 10 cm, 1 acciaino Scopri di più Set Coltelli Victorinox Mod. V5.1150.11 Versatile portacoltelli da 11 pezzi, troverai tutto ciò di cui hai bisogno in ogni cucina. Questo ceppo unisce la rinomata ed eccezionale qualità delle lame Victorinox con l’eleganza senza tempo del vero legno. Scopri di più Set Coltelli Victorinox Mod.V5.4433.25 Contenuto: Coltello piccolo da cucina Swiss Modern 15 cm, Coltello Santoku Swiss Modern lama alveolata 17 cm, Coltello da cucina Swiss Modern lama di grande ampiezza 20 cm, Coltello da cucina Swiss Modern 22 cm, Forchettone Swiss Modern 15 cm, Coltello da pane e pasticcere Swiss Modern 22 cm. Scopri di più Set Coltelli Victorinox Mod. Grand Maitre La collezione Grand Maître è una miscela perfetta di chef dilettanti e professionisti in un perfetto equilibrio. Ogni pezzo di questa ricercata collezione presenta una costruzione a codolo completa, uniformemente temprato e forgiato da un unico pezzo. Ecco perché il passaggio dalla lama all’impugnatura è elegante e senza soluzione di continuità, e l’impugnatura è ergonomica per il massimo comfort anche durante un uso prolungato. Scopri di più Set Coltelli Victorinox Mod. Swiss Classic Contenuto: 1 blocco portacoltelli in legno di faggio, 1 coltello da bistecca con lama seghettata da 11 cm, 1 coltello per verdure con lama seghettata da 8 cm, 1 coltello per verdure da 8 cm, 1 coltello per verdure da 10 cm, 1 coltello per verdure con lama seghettata da 11 cm, 1 coltello per sfilettare da 19 cm, 1 coltello Santoku con lama alveolata da 17 cm, 1 coltello da pane con lama seghettata da 21 cm      Scopri di più Set Coltelli Victorinox PER FRUTTA E VERDURA Set da coltelli per frutta e verdura adatti in cucina, contiene: 1 coltello per affettare, 1 coltello da tavola e per pomodori, 1 coltello da intaglio, 1 coltello santoku, 1 coltello da pane Scopri di più E se vuoi dare un tocco di colore alla tua cucina… Blocco portacoltelli da 6 pezzi. Caratteristiche principali: Con una combinazione ottimale di coltelli e pelapatate e un design compatto Scopri di più Non solo Victorinox, quali altre … Leggi tutto

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