Fascia Porta Neonato: Facile o Difficile da usare?

La fascia per neonato è sempre più usata anche in italia, e decisamente più considerata rispetto ai dubbi che poteva suscitare in passato. Pratica, comoda per il bambino, coccolosa per rafforzare il rapporto tra il neonato e la propria mamma, per praticità sostituisce facilmente l’uso di passeggini e carrozzine, e anche un’idea regalo, fashion e utile per la mamma e per le future mamme. Bastano pochi minuti per apprendere come indossare una fascia per neonato, e una volta imparati i meccanismi e indossata, non se ne può fare più realmente a meno. Anzi, ci si prende così gusto che si corre poi a scegliere quella che fa più al caso nostro a seconda di quello che indossiamo sotto, quindi un vero e proprio accessorio alla moda d’abbigliamento. Ma ce ne sono così tanti modelli e tipi! Quale scegliamo? Quale fa più al caso nostro? Andiamo qui ad approfondire le varie tipologie in modo di avere più elementi per fare la nostra scelta. Fascia per Neonato: A cosa Serve? Usata spesso come vera e propria alternativa a passeggini e carrozzine, ma per sua natura la fascia neonato ha molti altri usi oltre a quello di trasportare il bambino, elementi validi e utili proprio a livello di comfort per il piccolo che per il genitore. L’effetto pratico e la comodità d’uso è quasi immediata, e sostiene con sicurezza il nostro piccolo. In primis permette di avere sempre le mani libere, e spesso e volentieri si ha a che fare con altri fratellini o sorelline piccole a cui badare, ad esempio quando si ha più di un figlio in età prescolare, per cui la comodità della fascia ci permette di seguire tutti i piccoli di casa con praticità. Inoltre si tratta di un accessorio molto pratico da riporre e quando non utilizzato occupa pochissimo spazio, ed inoltre l’intimità e la posizione di mamma e bambino permettono di avere la massima attenzione alle condizioni del piccolo in modo di intervenire ad ogni sua necessità. La posizione “coccolata” nella fascia neonato garantisce una serenità al bambino senza precedenti, perché i piccoli possono stare vicino al genitore, e staranno sempre al caldo per il contatto con il corpo. Il contatto propriamente permette al piccolo di riposare meglio e più a lungo. Modelli disponibili di Fascia per Neonato In commercio, nel tempo l’offerta di fasce porta bebè si sono moltiplicate, e adesso ci sono almeno tre tipologie di fascia distinte, la fascia lunga elastica, quella lunga rigida e il modello ad anelli. Fascia porta neonato lunga elastica La lunghezza media di questa tipologia è intorno ai 5 metri e mezzo, e viene generalmente usata nei primi mesi di vita del piccolo dalla nascita, fino ad un massimo di 10 chili di peso. Si tratta del modello che permette il contatto tra mamma e bimbo migliore. Anche se inizialmente può sembrare difficile usarla soprattutto per la procedura di legatura, dopo alcuni tentativi sarà possibile indossare la fascia facilmente. I tessuti che formano questo tipo di fascia hanno un’aderenza perfetta e non hanno problemi di misura o taglie, perché si adeguano ad ogni tipo di costituzione e quando riposte occupano poco spazio. L’unico difetto è legato proprio all’elasticità del tessuto, che in caso di bambino molto pesante, tenderà a cedere maggiormente e dovrà essere riadattata più spesso. Fascia porta neonato lunga e rigida Si tratta tra le varianti del modello più completo, che garantisce la possibilità di fornire un numero di posizioni al bambino maggiori, e va bene ad ogni età. Il tessuto più usato per quella tipologia è il lino, il cotone o la canapa, e rispetto agli altri modelli ha una resistenza maggiore e quindi permette l’uso anche a bambini con peso maggiore senza cedevolezza del tessuto. L’uso è un po meno pratico nei primi usi, ma una volta acquisita la manualità corretta e andando avanti nel tempo sarà pratica e facile da usare, facendoci l’abitudine. Si tratta di una fascia facilmente adattabile ad ogni situazione, con un comfort per il bambino e che permette diversi tipi di legatura, sia sul fianco, sul davanti e sulla schiena. Il modello di fascia lunga e rigida è disponibile in tre tipi di taglia, e quindi a seconda della tipologia di nostra necessità, ha bisogno di attenzione nella scelta della misura, simile alle maggiori taglie, S, M o L. Fascia Porta Neonato con anelli Questo tipo di fascia ha alcune differenze rispetto ai modelli precedenti, in primis per la presenza di anelli in metallo anallergico ma anche per la lunghezza, più corta delle altre due. E’ il modello più pratico e facile da mettere, dove il tessuto passa attraverso i due anelli presenti formando un tipo di Amaca per il piccolo. Proprio per questa procedura spesso si parla di fascia ad amaca. Permette un allattamento facilitato e in genere viene usato per neonati oltre il quinto mese. La posizione più adatta per la fascia ad anelli è sul fianco, e si indossa con elevata praticità. Lo svantaggio potrebbe essere il fatto che il peso del bimbo al suo interno può non essere ben distribuito, causando di fatto uno sbilanciamento e quindi non è consigliabile indossarla a lungo. Come consiglio di base si potrebbe consigliare una fascia elastica all’inizio, e successivamente l’alternanza delle altre due, intercambiando quella ad anelli con quella rigida a seconda della nostra necessità del momento. La posizione da evitare è quella con il bambino con il volto rivolto verso l’esterno, in posizione da “davanti”, che distrae il bambino con gli stimoli visivi esterni, non gli permette di riposare a dovere e sollecita la schiena che fino ad un anno è di forma curva. Meglio la fascia oppure il marsupio? La risposta corretta è DIPENDE. Il marsupio è molto semplice da indossare che da usare ed è resistentissimo all’usura nel tempo, e sorregge bambini anche grandi. Di contro non permette al bambino di stare steso, e può essere controproducente per il clima ideale per il bambino, che sente freddo d’inverno perché poco protetto e lo stesso sente … Leggi tutto

Come Contattare le Aziende

Molte volte può capitare di avere la necessità di contattare direttamente le aziende per chiedere supporto tecnico su eventuali problemi avuti su prodotti acquistati o per avere maggiori dettagli ed informazioni su oggetti interessanti che potrebbero essere degli acquisti in un prossimo futuro. Al giorno d’oggi quasi tutte le aziende dispongono di un servizio clienti efficace, raggiungibile secondo diverse modalità. Ma qual è il metodo più facile per conoscere i vari canali di contatto delle aziende? Farlo è davvero molto semplice e questa guida nasce per descrivere tutte le modalità di ricerca dei contatti dei vari servizi clienti disponibili. Ricerca Google Il metodo più semplice per conoscere il numero di telefono di un’azienda è l’utilizzo dei motori di ricerca. Ovviamente affidarsi al migliore, ovvero Google, offre la garanzia di ricevere sempre i dati più aggiornati. La query da cercare è semplice: basta scrivere sulla barra di ricerca Google ‘numero + nome dell’azienda’. Ad esempio se si vuole cercare il numero del servizio clienti Vodafone, effettuare una ricerca ‘numero Vodafone’ offrirà all’utente delle pagine internet dove è possibile trovare il numero di telefono cercato. Per alcune aziende la ricerca Google resituisce direttamente nei risultati il numero di telefono, aggiungendo a volte (solo se si naviga da smartphone) anche il bottone ‘Chiama’ che se selezionato, avvia la chiamata. Quindi quando si sta cercando il numero di telefono di un’azienda, basta una connessione ad internet, uno smartphone, una ricerca su Google ed il gioco è fatto. Elenchi telefonici online Altro metodo per conoscere il numero di telefono di un’azienda è la consultazione dei vari portali dedicati alla classificazione dei servizi di contatto per le società. Grazie a questi siti sarà semplicissimo trovare sia le aziende più importanti, che le aziende minori come i piccoli ristoranti, bar o altre strutture locali. I portali più importanti che è consigliato consultare in caso di ricerca di numeri di telefono delle società sono: Pagine Gialle. Portale online che recensisce tantissime aziende italiane, indicando numero di telefono ed indirizzo su mappa. Pagine Bianche. Probabilmente l’elenco telefonico online più grande d’Italia. Si trovano numeri di telefono ed altre informazioni delle aziende come indirizzo e numero FAX. Parlare con Operatore. Sito web che descrive tutte le modalità di contatto disponibili delle più grandi aziende italiane ed internazionali, indicando numeri di telefono ed e-mail. Quando si sta cercando un numero di telefono di un’azienda consultare uno di questi siti potrebbe essere una valida opzione da tenere in considerazione. Facebook Utilizzare Facebook per contattare le aziende può essere una ulteriore valida alternativa. Infatti sono già in molti gli imprenditori che hanno deciso di aggiungere il servizio di assistenza via Messenger di Facebook in modo da poter essere raggiunti da tantissimi clienti. Per contattare l’azienda tramite Facebook basta cercarla sulla barra di ricerca del social ed inviargli un messaggio privato, indicando chiaramente nel testo la richiesta di assistenza. Il discorso assistenza su Facebook (e su altri social network) vale però solamente per quelle aziende che effettivamente rispondono ai messaggi di richiesta di assistenza. E’ chiaro che è comunque un servizio da utilizzare quando non si ha stretta necessità di parlare a voce e non si ha bisogno di una risposta rapida, poichè tramite i messaggi su Messenger la risposta potrebbe arrivare decisamente in ritardo. Recarsi in sede Può capitare a volte che, nonostante si riesce a recuperare il numero di telefono dell’azienda, questo non risulta raggiungibile o squilla sempre a vuoto. In questo caso, se proprio non si riesce a trovare un contatto alternativo utile, l’unica alternativa per mettersi in contatto con l’azienda è quello di recarsi nella sua sede. E’ chiaro che è necessario conoscere la sede più vicina dell’azienda, per poi raggiungerla. In questo caso viene in soccorso sempre l’ottimo Google, che tramite il servizio online Maps, mostra indirizzo e percorso più veloce per arrivarci.

Dea Sposa Party, il primo party italiano dedicato ai futuri sposi

Domenica 22 settembre ore 18:00, presso il Dubai Village di Camposano (Na)   CAMPOSANO (NA) – L’attesa è terminata e finalmente l’evento più atteso da tutti i futuri sposi – e da tutti gli amanti del mondo wedding – sta per diventare realtà. Domenica 22 settembre alle ore 18:00, nella splendida location del Dubai Village, sito in via Dubai n°1, avrà luogo “Dea Sposa Party”, il primo ed esclusivo party italiano completamente dedicato ai futuri sposi. L’evento è organizzato da Dea Sposa di Giuliano Angelini, in collaborazione con il giornalista e organizzatore di eventi Francesco Lobefalo e vedrà la partecipazione dell’ormai nota wedding planner Alberta Greco. Testimonial del party l’attore, modello ed ex sportivo Francesco Testi, divenuto noto, tra l’altro, per aver partecipato al Grande Fratello 7. Tanti i partner e gli stand (allestiti lungo la splendida piscina del Dubai Village) dedicati al mondo del wedding a cui i promessi sposi potranno rivolgersi per realizzare il matrimonio dei propri sogni. Inoltre, in occasione dell’evento, Dea Sposa ha lanciato un contest per tutti i partecipanti: “Vinci un fine settimana in Europa per due persone!” e terminerà con un rinfresco all’aperto e l’esibizione degli artisti: Daniela Terlati, che presenterà due suoi inediti, “L’angelo del Sud” e “Mare Nero”, e infine le performance del duo Io & Mia Sorella e di Francesco “Ciccio” D’Agostino.   Spot video: https://youtu.be/xGXeqjAe_mo Dea Sposa la consulenza perfetta per un matrimonio perfetto   Dal momento in cui due innamorati decidono di sposarsi inizia – fin da subito – una ricerca disperata di informazioni. Spesso la coppia di futuri sposi si ritrova sommersa di appuntamenti e di decisioni da prendere, ad affrontare difficoltà e a confrontare numerosi preventivi, che divengono fonte di stress, insicurezza e indecisione. Dea Sposa, società di consulenza nata nel 2017 dalla decennale esperienza dell’ideatore Giuliano Angelini, offre la soluzione giusta a tutte le coppie che decidono di fare il grande passo. “Il nostro obiettivo è aiutare i promessi sposi ad affrontare questo percorso nel modo più sereno possibile. Questo grazie a un team esperti, professionisti del settore wedding e ai nostri partner. Offriamo loro una consulenza gratuita completa e personalizzata, in modo da realizzare il matrimonio che tutti sognano. La nostra formula consolidata ha reso felici già tantissime coppie innamorate e il prossimo passo, sarà infatti lanciare il nostro format in franchising.” queste le parole del Ceo Giuliano Angelini. Il compito di Dea Sposa è rende il percorso per l’organizzazione del matrimonio semplice e un’esperienza da ricordare con piacere, il tutto grazie a un consulente personale che guiderà la coppia di futuri sposi in ogni aspetto e che porterà alla definizione di nozze da sogno, risparmiando tempo e denaro. Conferenza Stampa “Dea Sposa Party”   L’evento sarà preceduto dalla conferenza stampa, martedì 17 settembre alle ore 11:00, sempre presso il Dubai Village. Interverranno: Giuliano Angelini; Francesco Lobefalo; Alberta Greco; Pasquale De Vita, direttore Dubai Village. Modera Viviana Cianciulli, direttore responsabile di Informa Press. Segue rinfresco!

Lista Portieri Della Serie A: Quali sono i migliori per rendimento?

Portieri, Serie A, più precisamente portieri e campionato italiano. Da sempre nella storia del calcio italiano il ruolo del portiere, ruolo affascinante già di suo, ha visto tra i pali atleti che hanno fatto la storia del calcio. Il campione del Mondo Dino Zoff, Tancredi, pararigori della Roma che ha sfiorato la vittoria della Coppa dei Campioni nel 1984, Cudicini “Ragno Nero”, per parlare di quelli più vecchi, ma anche Alisson Becker, Gianluigi Buffon, Angelo Peruzzi, per menzionarne qualcuno di tempi più recenti. Il portiere in Serie A ha sempre un ruolo centrale, come è proprio della natura di questo ruolo, talmente importante che basta un errore per determinare il risultato di una gara, ma anche un gesto tecnico per salvarlo. Nell’occasione di questo approfondimento, inauguriamo questa rubrica per approfondire e seguire in questa stagione il rendimento dei migliori portieri della Serie A. La prima giornata ci ha regalato delle conferme, ma anche molte sorprese come rendimento. Attendiamo la prossima giornata per vedere se le rivelazioni dell’esordio saranno confermati da test più probanti, e se i portieri garanzia continueranno con il rendimento che ci si aspetta da loro. Sotto la lente saranno le gare e le prestazioni di tutti i portieri della serie A, osservati da 3 angolazioni diverse. In particolare i pareri della stampa sportiva, come riassunto delle pagelle della giornata, un occhio specifico del fantarendimento estratto dai valori del fantacalcio, e una valutazione oggettiva, basata sugli interventi decisivi per partita, delle parate offerte, e dei goal subiti, nonché delle cosiddette “papere” che determinano un goal con l’errore dell’estremo difensore. Andiamo a vedere cosa ci ha raccontato la prima giornata. La conferma delle aspettative è stata data dal Portiere del Torino e della Nazionale Italiana Salvatore Sirigu, esperto e pronto, con un’esperienza internazionale alle spalle, che lo ha visto sugli scudi e determinante nella sfida tra Torino e Sassuolo. Autore di tre parate decisive, e votato dalla stampa come il migliore portiere di giornata. Questo valore è stato confermato dalla classifica di rendimento, mentre il Fantavoto ha premiato Thomas Strakosha della Lazio, già noto per ottimo rendimento nelle passate stagioni, ma protagonista della gara contro la Samp: Due parate, di cui una decisiva per blindare il risultato finale. Un portiere che non ci si aspettava invece ha giocato una gara esemplare nello scontro dell’Is Arenas di Cagliari tra Cagliari e Brescia. Inizialmente vittima sacrificale, il Brescia di Corini ha espugnato lo stadio di Cagliari, grazie soprattutto a due parate decisive di Jesse Joronen, neo acquisto del Brescia proveniente dal FC Copenaghen. Complici anche gli errori gravi di Joao Pedro, da cui ci si aspettava di più, la grande prova di Joronen ha guadagnato gli occhi di tutta Italia, nonché il risultato e i 3 punti per la sua squadra. Spesso una parata vale un goal. Tra i primi per rendimento nella prima giornata di Serie A segnaliamo anche Berisha della Spal, nonostante i tre goal subiti protagonista di tante parate contro l’Atalanta, e Marco Silvestri, con una gran parata nello scontro contro il Bologna al Dall’Ara. Dando uno sguardo ai peggiori portieri della prima giornata di Serie A, Gabriel del Lecce e Dragowski della Fiorentina, spettatori della vittoria degli avversari senza mordente, e Meret, Radu e Pau Lopez, neo acquisto della Roma, Grandi promesse e anche con buone prestazioni, ma valutazioni figlie dell’elevato numero di goal subiti. Vogliamo dare un’occhio speciale ad Audero, che nonostante i 3 goal subito contro la Lazio, sembra avere i mezzi per fare un’ottima stagione. Pressoché non giudicabili perché non impegnati abbiamo Juan Musso dell’Udinese, Handanovic dell’Inter e Rafael del Cagliari, nonostante il goal. Vediamo riassumendo, le tre classifiche dei Top 10 Portieri Italiani della Serie A. Classifica Portieri Serie A Pagelle della Rassegna Stampa Prima Giornata Salvatore Sirigu 7,33 Thomas Strakosha 6,83 Etrit Berisha 6,75 Marco Silvestri 6,75 Jesse Joronen 6,67 Emil Audero 6,5 Andrea Consigli 6,5 Wojciech Szczęsny 6,33 Gianluigi Donnarumma 6,33 Pierluigi Gollini 6,17 Juan Musso 6 Rafael de Andrade Bittencourt 6 Samir Handanovic 6 Pau Lopez 5,87 Łukasz Skorupski 5,83 Luigi Sepe 5,75 Ionut Radu 5,75 Alex Meret 5,5 Bartłomiej Drągowski 5,33 Gabriel Vasconcelos Ferreira 5,25 Migliori Portieri Serie A: Classifica Voti Fantacalcio Thomas Strakosha 6,83 Jesse Joronen 6,67 Salvatore Sirigu 6,33 Wojciech Szczęsny 6,33 Juan Musso 6 Samir Handanovic 6 Marco Silvestri 5,75 Gianluigi Donnarumma 5,33 Rafael de Andrade Bittencourt 5 Łukasz Skorupski 4,83 Luigi Sepe 4,75 Andrea Consigli 4,5 Pierluigi Gollini 4,17 Etrit Berisha 3,75 Emil Audero 3,5 Pau Lopez 2,87 Ionut Radu 2,75 Alex Meret 2,5 Bartłomiej Drągowski 1,33 Gabriel Vasconcelos Ferreira 1,25 Classifica Rendimento Oggettivo Prima Giornata Salvatore Sirigu 11 Jesse Joronen 9 Thomas Strakosha 8,5 Etrit Berisha 8 Wojciech Szczęsny 7,5 Emil Audero 7 Rafael de Andrade Bittencourt 6,5 Juan Musso 6 Samir Handanovic 6 Marco Silvestri 6 Gianluigi Donnarumma 6 Łukasz Skorupski 5 Luigi Sepe 5 Andrea Consigli 5 Pierluigi Gollini 5 Pau Lopez 3 Ionut Radu 3 Alex Meret 3 Bartłomiej Drągowski 2 Gabriel Vasconcelos Ferreira 2

Vacanze in Thailandia: Le migliori mete in Inverno

State programmando le vostre vacanze invernali e sognate di andare in un paese caldo e soleggiato a godervi la spiaggia mentre tutti si lamentano per il freddo? Sappiate che la Thailandia è una meta per le vacanze natalizie assolutamente papabile, a patto che si sappia dove andare. Prima di iniziare un piccolo consiglio: se ci organizzate il vostro viaggio con un’agenzia locale invece di una italiana risparmierete un sacco di soldi. Per questo noi ci affidiamo ad Amici Miei Travel Agency Phuket, con base in Thailandia ma con personale italiano. Le temperature della Thailandia La Thailandia è un paese tropicale, le temperature dunque sono piuttosto stabili e se si rimane sulla costa o nelle isole di sicuro non ci si deve preoccupare di avere freddo… nemmeno a Natale! Di base le temperature in pianura oscillano tra i 22/25 gradi per le minime e tra i 36/40 gradi per le massime. I mesi invernali, soprattutto novembre e dicembre sono quelli più freschi e mentre il mese solitamente più caldo è maggio. Dunque da questo punto di vista una vacanza invernale in Thailandia è assolutamente consigliata! Attenzione ai monsoni! Quando si pensa alla vacanza da spiaggia ideale la Thailandia è sicuramente in pole position, con offerte molto valide che includono (oltre ad un mare molto bello) escursioni nei parchi naturali marini, vita notturna e buon cibo. Abbiamo visto che le temperature sono perfette in questo periodo e stiamo per darvi un’altra ottima notizia: in particolare tra novembre e fine gennaio gran parte delle maggiori mete turistiche della Thailandia sono nel momento climatico più accattivante per il turista, con un andamento piovoso bassissimo e cieli assolutamente tersi in quasi tutte le mete balneari. Ma attenzione perché abbiamo detto gran parte ma non tutte… infatti l’arcipelago di Koh Samui (che comprende l’omonima isola e anche le famose Koh Phangan e Koh Tao) e la speculare zona di costa lungo la terraferma sono parzialmente influenzate dai monsoni. Mentre la costa terrestre è toccata da piogge abbastanza abbondanti l’Arcipelago di Koh Samui non subisce pesantemente il monsone ma molto spesso il cielo in questo periodo è carico di nuvole e qualche acquazzone sporadico è assicurato. Allo stesso tempo questa zona di mare è piuttosto burrascosa da novembre a gennaio quindi molti parchi naturali marini non sono accessibili al pubblico per questioni di sicurezza (come il Mo Ko Ang Thong). Dove andare in Thailandia per il mare perfetto in inverno Tutta la costa opposta, infatti il versante ovest del paese, quello che si affaccia nel bellissimo mare delle Andamane è invece la meta ideale per una vacanza in periodo natalizio essendo climaticamente perfetta per tutto l’inverno. Parliamo di un tratto molto ampio di costa e diverse isole che garantiscono una scelta molto vasta: dall’isola relativamente a nord di Koh Phayam, fino ad altre location come Krabi, Phuket, Phi Phi Island, Koh Yao, Koh Lanta, Koh Lipe… tutte queste aree bellissime e turisticamente appetibili sono soleggiate e caratterizzate da mare calmo e visibilità marina ottimale proprio nel periodo delle nostre ferie invernali! Cercate una meta meno turistica o siete già stati in queste zone e volete cambiare? Anche lo splendido arcipelago di Koh Chang a nord est del paese ha la sua stagione secca (e quindi quella migliore per il turismo) proprio da novembre a febbraio come Pattaya e Hua Hin che sono geograficamente protette dai monsoni che colpiscono le aree più a sud del paese del Golfo del Siam. Avete un bel po’ di opzioni tra le quali scegliere la vostra vacanza invernale in Thailandia, ora dovete solo trovare la meta perfetta per voi!  

Webmarketing per Veterinari: alcuni consigli

I veterinari titolari di strutture veterinarie hanno vissuto negli ultimi anni, e stanno tuttora vivendo, un forte cambiamento: se prima era impensabile parlare di logiche aziendali, ora non lo è più. Il mercato richiede sempre più strutture veterinarie che siano “moderne aziende” soprattutto sul piano della comunicazione. Riteniamo che questo cambiamento sia stato, se non indotto, quanto meno fortemente aiutato dalla tecnologia; anche i clienti dei veterinari fanno uso di strumenti come Google, Facebook, Whatsapp, app per lo smartphone, etc. La conseguenza di questa situazione che non è solo legata al mondo veterinario richiede un’adeguata conoscenza del web marketing veterinario per crearsi la necessaria visibilità. Il medico veterinario non deve trasformarsi in un tecnico esperto di strumenti di marketing, ma deve imparare a comunicare la propria storia, le proprie conoscenze e deve imparare ad aumentare la fiducia che i clienti hanno in lui. In altre parole il titolare di una struttura veterinaria oltre ad essere un bravo medico veterinario, deve essere anche un buon imprenditore che incrementa il proprio fatturato usando gli strumenti di marketing più idonei: una clinica veterinaria deve pensare ad una propria strategia di comunicazione, chiedersi quale sia l’immagine che i suoi clienti hanno e come sia possibile migliorarla. Un buon consiglio per cominciare a indagare sulla propria reputazione online è quello di leggere le recensioni sulla propria azienda che gli utenti hanno scritto sui vari portali come Google My Business, Facebook, etc. Le recensioni sono un ottimo strumento per aumentare la propria reputazione online; non abbiate paura delle recensioni, anzi stimolate il vostro cliente a lasciare un parere sul servizio che gli avete offerto; questo atteggiamento nel lungo periodo risulterà una scelta vincente: avere un buon numero di recensioni aumenterà la fiducia nei vostri confronti da parte del lettore. Oltre alle recensioni, è fondamentale curare i “luoghi virtuali” che vi rappresentano in rete: il proprio sito web, la scheda di Google my Business e i portali di settore. Questo non vuol dire che dovete essere voi a fare il lavoro, ma capire come funzionano vi metterà in grado di aiutare e controllare il lavoro dei tecnici ingaggiati da voi per realizzarli.   E’ in questa ottica che è stato aperto il blog di veterinarioincitta.it che vuole essere un luogo virtuale dove i titolari delle strutture veterinarie possano trovare la conoscenza e i consigli giusti per districarsi nel complesso mondo del marketing veterinario. Nel blog sono affrontati argomenti come migliorare le proprie recensioni, come dotarsi di un buon sito web, quali strumenti gratuiti di web marketing potete usare o come migliorare la propria scheda di Google My Business. Non solo, ma registrandosi al portale otterrete senza spendere tre vantaggi: potrete scaricare l’ebook “Il web e il veterinario” che vi aiuterà in maniera più approfondita a fare le migliori scelte di marketing per la vostra struttura veterinaria; otterrete una maggiore visibilità; il portale è costantemente aggiornato e migliorato per aumentare i contatti e la visibilità delle strutture iscritte; essere informati quando in rete qualcuno ha scritto qualcosa sulla vostra struttura veterinaria.  

Formaggio Chévre, ti piace il formaggio francese di capra?

Il formaggio di capra è il più vecchio di tutti i formaggi come lavorazione. Si parla di lavorazione dei derivati della capra già dall’800 a.C. Sembra che già ai tempi dei Galli prima dell’avvento dell’impero Romano la capra fosse allevata dalle popolazioni che oggi abitano la Francia. Il Formaggio caprino è sempre stato considerato un formaggio povero, ma data la sua particolarità e varietà molteplice di gusto, è stato recuperato e rivalutato negli anni. Il Formaggio di Capra deriva dalla lavorazione appunto, del latte di capra, e i formaggi di capra sono diversi per lavorazione e stagionatura. Si passa da formaggi a pasta fresca, pasta molle con crosta naturale o fiorita, paste pressate e paste erborinate. Il formaggio di capra caldo è amato per elaborare antipasti e ricette diverse. Scopri come gustarlo al meglio! https://amzn.to/3pn4zKc   Tipi di Formaggio di Capra Francese Esistono tre tipi di formaggio a seconda del tipo di pasta da cui sono formati, ci sono le cagliate a dominante lattica, le cagliate miste e le cagliate formate in maniera prevalente da caglio. Il primo tipo genera formaggi a pasta bianca e dura, e formaggi a pasta fresca. Le miste forniscono formaggi a pasta molle come ad esempio il Brique de Chèvre. Le cagliate formate da caglio dopo la pressatura generano formaggi di tipo stagionato di montagna. La capra produce latte da Marzo ad Ottobre, e per lungo tempo i formaggi di capra hanno avuto una stagionalità prevalente derivante da questo periodo di lavorazione. Le varietà di formaggio di capra francese sono veramente molte, otto dei quali a certificazione DOC. Ad oggi dato il cambio di tipologia di lavorazione, è possibile trovare e produrre il formaggio di capra francese durante tutto il periodo dell’anno. In Francia si producono formaggi di capra un po’ ovunque, in particolare in Poitou-Charentes et nella Regione della Loira, in Borgogna e nel Massiccio Centrale, ma anche in Savoia, in tutto il sud della Francia e in Corsica. In Francia ci sono diverse razze di capra diverse, circa sette, ed a seconda della zona di provenienza, al territorio in cui pascolano, anche le caratteristiche delle capre sono diverse. Quando si indica il termine Chévre si vuol dire formaggio di capra francese. Il latte di capra in Francia viene lavorato in molti modi per produrre tantissime varietà di formaggio, che differiscono per stagionatura, territorio, tecnica di produzione e consistenza, e di conseguenza gusto.  GUSTALO NEL MODO MIGLIORE!  https://amzn.to/44IwTXr Chévre e Buche De Chévre Una delle versioni più note e diffuse in Francia è il Buche De Chévre, un formaggio a forma di tronchetto che contiene una pasta morbida che viene spalmata sul pane, prodotta con latte di capra pastorizzato. Le fette a disco di buche de chévre possono essere decorate con erbe aromatiche, in modo di avere un contrasto di gusto e colore, ma questo formaggio lega anche ad affettati stagionati, tipici delle nostre terre come lo speck, o il prosciutto crudo di montagna, dal sapore molto salato. PER CONSERVARLO IN FRIGO! https://amzn.to/42GSi1D  

Quali sono i tipi di baffo che fanno al caso nostro?

La storia si ripete, si tratta di un accessorio estetico molto in voga dalla fine degli anni sessanta fino alla fine degli anni 80, poi spariti perché simbolo obsoleto dell’uomo, ma oggi ritornati a furor di popolo a far parlare di loro: i baffi. Ma tutti gli uomini possono indossare il baffo? Non ne siamo sicuri, ma sicuramente provare a descrivere gli stili di baffo più diffusi può ispirarci a provarli sul nostro volto e vedere quale possa far più caso al nostro look baffo al naturale Si tratta di uno stile semplice, ottenuto semplicemente lasciandoli crescere a piacimento per almeno 2 mesi, e poi regolandone la lunghezza, con l’ausilio di forbicine ben affilate per il contorno labbra e un regolabarba per dare un senso di uniformità. Baffi a Spazzolino Relativamente fuori moda, se non fuori luogo, da al volto un tocco buffo. Purtroppo sono stati associati al più crudele dittatore della storia d’Europa, Hitler. Ma anche portati con eleganza dal comico inglese Oliver Hardy, Ollio di Stanlio e Ollio. Ad oggi non sono più molto opzionato. Baffo Chevron Si ottiene facendo crescere il baffo per un mese e mezzo, poi regolarlo uniformemente e disengnare con nettezza gli angoli della bocca. Portato negli anni ’80 dal Leader dei Queen Freddy Mercury, e dal Magnum PI televisivo, delinea un volto molto mascolino, e si indossa bene insieme ad una mascella volitiva. Non da tutti insomma. Baffetto a Pennetta Tipico degli anni quaranta e cinquanta, il più famoso ad indossarli Clark Gable, ed inoltre dal Templeton Peck in alcune uscite dell’A Team. Adatto al cinquantenne, meno al ventenne. Baffi a Ferro di Cavallo Il tipico baffo da Biker, portato da molti rocker metal anni settanta, e per un volto da duro ed un fisico “abbondante”, meno per un uomo dal fisico molto minuto. Baffo a Manubrio Un baffo tornato alla ribalta con l’esplosione recente dei barber shop. Richiama molto l’uomo di inizio ‘900, con gli angoli arricciati, è un baffo molto elegante e molto curato, e in genere va educato con cere per baffi apposite. Uno Youtuber che in Italia recentemente ha pubblicato guide su come educare il baffo a manubrio è Luca Dinaro. Barba alla Johhny Depp Ha generato molti imitatori dello splendido attore Johhny Depp, si tratta in realtà di un baffo disordinato, accompagnato da una barba a pizzetto decisamente irregolare. Un emulo famoso, sempre avvicinato all’attore Americano, è il calciatore ex Roma e Fiorentina Dani Osvaldo. Non è difficile da realizzare, perché fondamentalmente bisogna semplicemente far crescere la parte centrale di barba e baffi, e lasciare incolta “leggera” la barba ai lati. E voi? Quali sono i baffi che amate di più?

Viaggio negli Stati Uniti: quali documenti servono?

Sappiamo bene che per poter viaggiare all’estero, oggi come oggi,  servono molti più documenti di quanti ne servano se volessimo muoverci senza lasciare il Paese in cui viviamo. Se si decide di prenotare una vacanza negli Stati Uniti, bisogna essere a conoscenza di quali documenti ci vengano richiesti una volta raggiunto il suolo americano. Da qualche anno è possibile entrare negli Stati Uniti senza possedere un visto, ma solo con una semplice autorizzazione, chiamata autorizzazione ESTA. L’acronimo ESTA sta per Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio. Possedere questa autorizzazione non vi permette di entrare in tutte le città degli Stati Uniti senza passare i controlli. È importante sapere che, in ogni aeroporto, verranno effettuate varie verifiche da parte di operatori che controlleranno la veridicità e l’autenticità dei documenti, chiederanno cosa contengono le valige che avete con voi, e sia la durata che il motivo del viaggio. Si tratta di pratiche di routine che si effettuano tutti i giorni. Per poter ottenere l’ESTA per gli usa bisogna seguire alcune condizioni come: avere un passaporto valido; viaggiare per turismo o per motivo di lavoro; avere con sè un biglietto per il viaggio di ritorno; e infine, non far durare la permanenza per più di 90 giorni. Per riuscire a ottenere questa autorizzazione, è necessario accedere al sito web ufficiale del governo degli Stati Uniti e compilare tutti i campi del modulo. È possibile selezionare sia la lingua italiana che quella inglese, in modo da rendere tutto il più semplice possibile. La domanda per l’ESTA va fatta prima di partire. L’esito vi verrà dato dopo soli pochi secondi dalla richiesta. Il tutto vi verrà a costare solamente 14 dollari, cifra che vi verrà accreditata esclusivamente su carta di credito. L’autorizzazione ha validità due anni, durante i quali potrete viaggiare in tutte le città degli Stati Uniti come New York, Chicago e in tutte quelle che avete sempre sognato di visitare. Vi bastano pochi documenti per fare un viaggio a New York e visitare le più grandi attrazioni che spesso sentiamo nominare nei film: salire in cima all’Empire State Building, vedere da vicino la Statua della Libertà, fare un giro in elicottero sulla città di Manhattan, portare i propri figli a vedere una partita dei New York Yankees, vedere uno spettacolo a Broadway o fare shopping  Woodbury, e tantissime altre esperienze da raccontare ad amici e parenti.   Passati due anni, bisogna rinnovare l’ESTA. Basta fare un aggiornamento dell’autorizzazione he si possiede già, con la possibilità di poter modificare alcune informazioni come l’indirizzo di soggiorno e quella della mail di contatto. Nel momento in cui devono essere apportate altre modifiche più significative, come un nuovo numero di passaporto, il cambio di nome o cognome, cambio del Paese di cittadinanza o cambio sesso, bisogna richiedere una nuova autorizzazione ESTA. Quindi, come vi abbiamo spiegato, vi basta poco per poter iniziare a viaggiare, senza avere bisogno di troppi documenti per andare in America. Preparate le valige e trascorrete delle vacanze da ricordare per tutta la vita!

3 giorni a Parigi, le attrazioni da non perdere

Se si decide di partire per Parigi per un week-end, bisogna sapere bene quali sono le cose da vedere a Parigi. Il simbolo per eccellenza della città francese è la Torre Eiffel, alta 325 metri. Salire fino in cima alla torre, può regalare dei momenti emozionanti grazie al meraviglioso paesaggio che propone la maestosa struttura. Trascorrere 3 giorni a Parigi e non fermarsi nei pressi del fiume Senna è davvero un peccato. Qui potrai pranzare e, allo stesso tempo, godere di un paesaggio che ha fatto da sfondo a numerose battaglie storiche e che ancora oggi incanta con la sua bellezza mozzafiato. Un’altra tappa da fare a Parigi è quella di Place de La Concorde, luogo ben noto nella storia della rivoluzione francese. Proseguendo dalla piazza, possiamo raggiungere gli Champs Eliseès, un percorso lungo più di due chilometri in cui poter dar sfogo alla voglia di shopping. Infatti questo viale è famoso per la presenza di grandi botteghe in cui trovare tutte le firme più conosciute al mondo. Dopo un pomeriggio di shopping potrai fermarti, pranzare e, in seguito, recarti al Museo del Louvre. Questo non solo è uno dei musei più conosciuti al mondo per la presenza di oltre 35000 opere, ma è anche famoso per la sua forma. Infatti questo si presenta come una grande piramide di vetro, a dispetto delle altre strutture in pietra che troverete all’interno. Quali altri monumenti parigini puoi visitare in 3 giorni? Uno dei più famosi, grazie anche al capolavoro della Walt Disney, il Gobbo di Notre Dame, è appunto la Cattedrale di Notre Dame. Recentemente è stata al centro della cronaca parigina che ha devastato parte del monumento, ma, per nostra fortuna, è aperta al pubblico grazie alle ristrutturazioni che la stanno ripotando alla sua bellezza originale. Altra tappa importante è la Basilica del Sacro Cuore di Montmartre, situata su una collina in cui spesso si ritrovano numerosi artisti locali e stranieri. Proprio per questo motivo, questo luogo è visto come il cuore pulsante dell’arte della vita parigina. Per gli amanti dello spettacolo, una tappa obbligatoria è Pigalle che ospita il cabaret Moline Rouge. Questo è uno degli sfondi più amati in cui farsi immortalare davanti ai mulini rossi più famosi nel mondo del cinema.   Per finire in bellezza la vostra vacanza di 3 giorni a Parigi, non dovete fare altro che visitare Le Galeries Lafayette, uno dei più grandi centri commerciali parigini che si estende per tre piani, coperto da una cupola di vetro. Questo è il luogo ideale in cui comprare un regalo per amici e parenti grazie ai numerosi negozi di lusso che vi si presenteranno. Questo centro commerciale si presenta come un vero e proprio labirinto in cui è possibile perdersi tra le numerose vetrine della struttura. Meglio scegliere di fermarsi qui come ultima tappa, altrimenti non avrete più il tempo di visitare il resto della città. In soli 3 giorni non è possibile godere al 100% della bellezza di Parigi, ma con la nostra guida avrete un assaggio di ciò che è più significativo e chi lo sa, magari deciderete di tornarci per visitare ancora questi luoghi che hanno fatto la storia.  

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