La battaglia dei sessi

È andato in onda ieri sera su Rai 3 il film La Battaglia dei Sessi, una sfida in cui una mastodontica Emma Stones interpreta la campionessa Billie Jean King nella sfida iconica con l’ex tennista Bobby Riggs, che si trasforma in una battaglia che aveva più a che fare con sessismo e parità di retribuzione che non con lo sport.

La Battaglia dei Sessi e la famosa resa dei conti del tennis del 1973 tra Billie Jean King e Bobby Riggs

La storia più narrata di come i campi da tennis d’America siano diventati un campo di battaglia di genere nei primi anni ’70 è stata raccontata brillantemente nel documentario del 2013 di James Erskine e Zara Hayes La Battaglia dei Sessi, in prima visione TV ieri sera su Rai 3.

Circa 90 milioni di persone hanno visto Billie Jean King sfidare l’autoproclamato maschilista e sciovinista Bobby Riggs nel match di tennis del 1973, che era poco meno di una vera partita di tennis ma più una situazione sociologica sismica.

Questa drammatizzazione rivisita quegli eventi carnevaleschi in modo splendidamente elastico, raggiungendo il quadruplo grande slam di essere emotivamente coinvolgente, politicamente intrigante, drammaticamente avvincente e spesso molto divertente.

La battaglia dei sessi

Un cast straordinario mette a punto un film amaramente divertente con molti risvolti psicologici e sociologici

Realizzato dai registi di Little Miss Sunshine, Valerie Faris e Jonathan Dayton, sulla base di una superba sceneggiatura di Simon Beaufoy, questo film amaramente divertente genera una manifestazione di risposte emotive (lacrime, applausi, risate) mentre passa dalla struggente storia d’amore LGBT al potente dramma umano in un contesto di sconvolgimenti storici ottimamente evocati.

Sotto la superficie di cartone animata soprattutto da rancore reciproco dei due protagonisti (“maiale maschilista contro femminista dalle gambe pelose!”), i registi trovano parallelismi tra i loro antagonisti alfa, rivali con vite private conflittuali e personaggi pubblici che diventano lo yin e lo yang di un circo media fuori dal loro controllo.

Una colonna sonora tipicamente reattiva di Nicholas Britell giustappone la forza trainante del gioco di King con le ansie in agguato sotto la sfacciata spavalderia di Riggs, prestando sfumature a una storia che sembra tanto più pertinente in un’epoca in cui gli atleti in America stanno ancora una volta agendo in favore di un cambiamento socio- cambiamento politico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *