Matrimonio Omosessuale: definizione, storia e tipologie

La storia del matrimonio omosessuale riguarda le lotte per i diritti civili, perché il matrimonio venga considerato un diritto della persona. Non in tutti i Paesi sono possibili i matrimoni omosessuali. In Italia, per esempio, la legge disciplina le unioni civili fra persone dello stesso sesso; ma le conseguenza legali e morali sono molto simili a quelle del matrimonio. Matrimonio omosessuale cos’è Per matrimonio omosessuale si intende l’unione civile tra due persone dello stesso sesso. Naturalmente devono entrambe essere adulte e consenziente, esattamente come per le coppie etero. Matrimonio omosessuale cosa significa La possibilità di contrarre un matrimonio omosessuale è una vittoria delle lotte per i diritti civili. Una rivendicazione per  annullare la disparità di trattamento fra coppie etero e coppie omosessuali. Parte dal presupposto che una relazione omosessuale sia semplicemente una delle espressione della sessualità. Matrimonio omosessuale definizione Tecnicamente, almeno in Italia, non è previsto il matrimonio omosessuale ma l’unione civile. La legge Cirinnà del 2016 consente di registrare la unione di fronte a un ufficiale di stato civile; da questo discende una serie di diritti e  doveri reciproci, di carattere patrimoniale e morale. La situazione giuridica che ne deriva è molto simile a quella del matrimonio. Matrimonio omosessuale storia La prima nazione al mondo a permette le unioni civili omosessuali è stata la Danimarca, nel 1989. Il 67enne Eigil Axgil fu il primo uomo al mondo a contrarre un matrimonio omosessuale con il suo compagno Axel. Nel 2001 l’Olanda raggiunse e superò la Danimarca: nei Paesi Bassi venne legalizzato il matrimonio omosessuale vero e proprio. In Italia, l’ufficializzazione dei rapporti omosessuali è avvenuta nel 2016 con la legge Cirinnà, dal nome del senatore proponente Monica Cirinnà; questa regolamenta le unioni civili e disciplina le convivenze tra persone dello stesso sesso. Matrimonio lesbico: matrimonio gay tra donne. La definizione di coppia omosessuale riguarda sia gli uomini che le donne. Per matrimonio lesbico invece si intende il matrimonio gay tra donne. Proprio per una coppia lesbica sembra sia avvenuto il primo “matrimonio” gay della storia, quantomeno in epoca moderna, anche se con uno stratagemma. A Dumbria,  paese della Spagna, nel giugno del 1901 due donne trovarono il modo di ufficializzare la loro storia d’amore. Elisa e Marcela già vivevano insieme. Marcela finse di dover sposare un uomo; in realtà, all’altare si presentò Elisa travestita, e il prete ignaro benedisse la loro unione. Matrimonio trans Il matrimonio trans celebra l’unione di una coppia in cui almeno una delle due persone ha cambiato sesso. Il primo matrimonio trans in Italia è avvenuto ad Aversa, in Campania, tra Michele e Alessia, divenuta donna in seguito alla riattribuzione del sesso. I due erano compagni da 11 anni. Matrimonio queer Il termine queer nasce in Inghilterra negli anni ’50 in senso dispregiativo: indicava persone bizzarre, eccentriche, con una sessualità non inquadrabile in canoni ufficialmente accettati. Col tempo, la comunità Lgbt l’ha fatto proprio come rivendicazione della propria libertà e del rifiuto di dover sottostare a una qualsiasi etichetta. E’ una parola “ombrello”, sotto cui possono rientrare diversi orientamenti sessuali. Il matrimonio queer può quindi indicare l’unione fra donne, uomini o trans. Se stai pensando dove e a chi affidarti per realizzare un wedding party perfetto, puoi rivolgerti ad un wedding planner specializzato in matrimoni omosessuali. Oppure hai già scelto?

Come scegliere un’impresa funebre

La scelta dell’impresa funebre non è mai semplice, visto che si tratta di un’esigenza a cui si ricorre quando si verificano eventi dolorosi. Tuttavia, proprio perché in questi frangenti si più sensibili ed è facile incorrere in brutte sorprese, vediamo cosa fare in caso di lutto e come riconoscere la serietà di un’agenzia funebre. Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza su questo argomento e grazie all’aiuto e alla professionalità di Onoranze Funebri Colombi, abbiamo redatto questo articolo. Quali sono gli elementi su cui basare la scelta Come individuare l’impresa funebre che fa al caso proprio? La professionalità e le relazioni con il cliente sono una caratteristica imprescindibile che un’agenzia funebre deve avere per fornire alle famiglie un supporto totale, al fine di esonerarle da incombenze come disbrigo pratiche e tutto quello che è necessario organizzare prima del funerale. Il compito dell’agenzia è quello di organizzare ogni fase dell’evento funebre con la massima discrezione e accuratezza, nel rispetto della volontà del defunto e delle richieste dei familiari. L’agenzia seria e professionale rivela fin da subito le sue capacità ed illustra al cliente tutti i passaggi di cui andrà ad occuparsi, compreso anche come comunicare un lutto ad amici, parenti, datori di lavoro e tutti coloro che è necessario informare. Privilegiare come elementi di scelta: prossimità, sensibilità, leggerezza, ma anche disponibilità e reperibilità, fattori altrettanto importanti per un’impresa funebre che risponde ai propri obblighi e doveri in maniera ineccepibile. L’agenzia deve essere reperibile 24 ore su 24, deve essere sempre disponibile e deve disporre di personale sensibile e attento. E’ fondamentale diffidare di imprese che contattano nel momento del bisogno il parente del defunto o che si aggirano presso case di cura, ospedali, camere mortuarie, con fare sospetto, e senza essere stati interpellati dai familiari. Anche quando giungono consigli da personale medico o infermieristico su quali agenzie contattare bisogna essere cauti, perché nella maggior parte dei casi sono coinvolti anche loro negli affari dell’agenzia funebre. Consigli su come scegliere l’agenzia funebre La soluzione migliore per individuare le migliori agenzie funebri è quello di reperire informazioni su internet. Sul web hai a disposizione tutte le imprese vicine alla tua residenza e tramite i loro siti hai la possibilità di conoscere meglio come operano nel settore. Oltre che foto e video, trovi anche informazioni riguardanti offerte e tariffe, e puoi contattarli per chiedere un preventivo dettagliato, sottolineando le tue esigenze. Ecco alcuni consigli per scegliere l’impresa funebre giusta: Valuta esperienze e testimonianze di parenti o amici, e verifica le informazioni online, evitando di scegliere agenzie sconosciute Tieni conto dell’esperienza che ha l’agenzia alle spalle, ovvero da quanti anni è in attività Valuta se l’azienda ha risposto prontamente al tuo contatto e se risponde in tempo brevi alle richieste via mail Fra le potenziali scelte includi solo chi ti ha fornito un preventivo dettagliato Considera fra le scelte chi ti dà la possibilità di optare per un funerale economico Affidati all’azienda che non chiede acconto Metti a confronto i preventivi e scegli l’agenzia funebre che ti riserva un servizio di qualità al miglior prezzo. Seguendo tutti questi consigli ti sarà facile scegliere l’impresa funebre che possiede tutte le qualità per garantirti un buon servizio.  

Business Continuity e Disaster Recovery cosa sono e qual è la loro differenza

Oggi il digitale è diventato la colonna portante dell’operatività delle organizzazioni, che per svolgere al meglio ogni loro attività e raggiungere obiettivi nel minor tempo possibile si legano ad un patrimonio informativo e di know how dematerializzato. Questo vuol dire però affidarsi a supporti che possono essere soggetti a guasti differenti e che sono di rapida obsolescenza. Come risolvere quindi questo problema? Semplicemente pianificando i processi e ricorrendo a soluzioni che prevedano le problematiche future e pongano rimedio ad eventi disastrosi o attacchi che possono distruggere i supporti di raccolta dei dati aziendali. Qui entrano in gioco Business Continuity e il Disaster Recovery, ma sapete cosa indicano questi due termini e qual è la loro differenza? Ecco la risposta. Business Continuity e Disaster Recovery cosa sono Cominciamo col dire cosa indicano questi due termini per avere più chiara la differenza. Col termine Business Continuity si indicano i processi e le procedure che assicurano l’operatività delle funzioni base di un’organizzazione durante e dopo un possibile evento disastroso. Viene stilato un piano di azione per assicurare la resilienza dell’azienda in caso di potenziali minacce a cui potrebbe essere esposta. Viene stilato un business continuity plan per concretizzare la strategia. Ovvero un vero e proprio manuale delle minacce e relative soluzioni che ne prevengano i rischi e preparino ad interventi mirati. Quando invece si parla di Disaster Recovery si parla della parte tecnica del Business Continuity, la cosiddetta parte integrante del Business Continuity Plan, che tratta le precauzioni da prendere e cosa fare per avere in sicurezza i dati dell’azienda e le sue funzioni. Questa è la parte fondamentale per mettere al sicuro il patrimonio digitale dell’azienda, ne specifica le funzioni che vanno messe al sciuro e quali sono le misure da adottare per arrivare all’obiettivo di sicurezza quasi “assoluta”. Ovviamente in entrambi i casi dobbiamo rivolgerci ad aziende specializzate nelle attività di Business Continuity, è indubbio. Differenza Business Continuity e Disaster Recovery La differenza fra Business Continuity e Disaster Recovery è quindi la strategia, nel primo caso si parla di ampia strategia generale che ha come obiettivo quello di far restare in “vita” ogni funzione essenziale dell’azienda. Nel secondo caso, Disaster Recovery, invece l’obiettivo della strategia è quello di salvaguardare le funzioni specifiche dell’azienda ed è legata all’operatività effettiva per garantirne la funzionalità. Quest’ultima è strettamente correlata al piano di Business Continuity. Un piano senza l’altro non potrebbe esistere per salvaguardare l’organizzazione e la sua sicurezza. Se mancasse uno dei due vi sarebbe una enorme falla che ne metterebbe a rischio i suoi dati e la sua funzionalità Questi due piani oggi sono fondamentali per ogni azienda che lavora col digitale perché ne garantiscono la continuità operativa.  

Vendita case a Ravenna, quali offerte trovo?

Hai deciso di trasferirti nella ex capitale bizantina e per questo sei alla ricerca di un aiuto per cercare case in vendita a Ravenna, magari anche con privati? Sei nel posto giusto! Ravenna è una ridente cittadina dell’Emilia Romagna dal clima estremamente piacevole perché ben lontano dall’aria della pianura padana, si affaccia su uno scenario soleggiato 365 giorni all’anno, l’ideale per chi magari si trasferisce in Emilia per la prima volta o, comunque, ha bisogno di luce ed energie per affrontare al meglio le sue giornate. Ravenna è anche culla della cultura territoriale e della buona cucina, oltre ad essere una città moderna e all’avanguardia, dotata di ogni comfort in ordine all’efficienza del trasporto pubblico e dei negozi e supermercati più famosi presente nella cittadina. Oltre a ciò, pochi km ti separeranno dalla riviera romagnola per le tue vacanze estive ma, altrettanti pochi km, Ravenna dista anche dall’entroterra della regione, così da consentirti di viaggiare in località meravigliose per le gite fuoriporta con la tua famiglia. Acquistare un immobile a Ravenna Se quindi hai in mente di acquistare un appartamento e sei alla ricerca di una casa economica in vendita a Ravenna, avrai solo l’imbarazzo della scelta tra le tantissime offerte presenti sul mercato immobiliare che ti permetteranno di scegliere l’appartamento che fa al caso tuo ed alle esigenze della tua famiglia. Ravenna centro, perché acquistare un appartamento Potresti infatti optare per una casa in vendita a Ravenna centro se vuoi avere tutto a portata di mano: lavoro, scuola dei bambini e shopping. Molti, infatti, preferiscono usare il meno possibile l’auto e servirsi solo ed unicamente della bici o del trasporto pubblico per le piccole commissioni, per recarsi in ufficio o per accompagnare i bambini in giro nelle loro mille attività quotidiane. Se invece sei particolarmente casalingo e hai bisogno di spazi ampi, anche per i tuoi animali, saremo in grado di proporti anche case in vendita con giardino a Ravenna, soprattutto se durante la primavera e l’estate ami rinfrescarti nel tuo piccolo spazio verde per rifuggire all’afa della città. Prendi la tua decisione ed investi nel mercato immobiliare, soprattutto a Ravenna: città dalle mille risorse, a misura d’uomo ed ideale sia per le famiglie che per gli studenti, essendo luogo di svago e di relax, sempre all’insegna della buona cucina e del buon gusto tipici dell’Emilia Romagna!  

Stanchezza fisica e sudorazione abbondante? Equilibriamo sali minerali e altre sostanze preziose

Quando svolgiamo sport e sudiamo abbondantemente, è importante equilibrare sali minerali e altre preziose sostanze. Per farlo, dovremo bere acqua (possibilmente minerale) e seguire una dieta equilibrata. In associazione, possiamo utilizzare un integratore alimentare come Carnidyn Fast: la sua formulazione equilibrata di sali minerali, vitamine e altri nutrienti promuove la normale funzione muscolare e il mantenimento dell’equilibrio elettrolitico e idrosalino. Vediamo ora come contrastare la stanchezza fisica. Stanchezza fisica eccessiva: perché accade? Un eccesso di stanchezza fisica successiva all’allenamento sportivo può essere riconducibile a una pratica sportiva non adeguatamente preceduta né seguita da una fase di allungamento muscolare. Pre- allenamento e post allenamento giocano un ruolo importante nel miglioramento delle prestazioni. Infatti, se il fisico non ha modo di fare una pausa, continueremo a lamentare stanchezza e debolezza muscolare per vari giorni. Il recupero dopo la pratica sportiva è fondamentale per la rigenerazione dei tessuti muscolari, per riacquistare energia e aumentare la capacità di forza e resistenza. Affaticamento fisico e mentale; Spossatezza e svogliatezza (specie nel cambio di stagione); Ridotta forza muscolare; Capacità di recupero (specie in convalescenza); Mancanza di concentrazione. Nella nostra vita quotidiana può capitare frequentemente di sentirci stanchi e indeboliti. Ad esempio, il lavoro e lo studio assorbono molte delle nostre energie. Anche il cambio di stagione può debilitarci. Infatti, il nostro organismo ha bisogno di tempo per adeguarsi alle variazioni stagionali. L’allungarsi o l’accorciarsi delle giornate, la variazione delle ore di luce, gli sbalzi di temperatura possono renderci deboli e stanchi. Situazioni di convalescenza dopo una malattia possono toglierci forze ed energia, rendendoci deboli e affaticati. Inoltre, non dimentichiamo che uno sforzo improvviso o un allenamento sportivo intenso successivo a un periodo di inattività, possono causare stanchezza fisica, affaticamento e debolezza muscolare anche per più giorni. Per affrontare queste evenienze, il nostro organismo ha bisogno di utilizzare alcuni, importanti nutrienti, tra cui i sali minerali. Infatti, un adeguato apporto ci consentirà di gestire al meglio le nostre giornate ricche di impegni. Sali minerali: cosa sono e a cosa servono? Diversamente da carboidrati, proteine e grassi, i sali minerali non forniscono direttamente energia all’organismo, ma sono importanti per mantenerlo in buona salute. Infatti, i sali minerali svolgono funzioni indispensabili alla vita: partecipano a importanti processi cellulari, hanno un ruolo chiave nella crescita e nello sviluppo di diversi tessuti e organi e sono coinvolti nell’attivazione di alcuni processi metabolici.   I sali minerali sono assimilati dal nostro organismo tramite l’alimentazione: infatti, noi non siamo in grado di produrre autonomamente alcun minerale. È necessario introdurre con regolarità i sali minerali, tramite una corretta ed equilibrata alimentazione.   Soprattutto dopo la pratica sportiva, quando sudiamo abbondantemente, sarà opportuno seguire una dieta completa, bere acqua di frequente e garantire al nostro organismo il giusto apporto di nutrienti e sali minerali. Non dimentichiamo l’importanza di variare alimentazione e non consumare sempre gli stessi cibi. Infatti, nessun alimento contiene nelle giuste proporzioni tutti i minerali di cui l’organismo ha bisogno.   Contrastiamo la stanchezza fisica in poche mosse Allontanare la sgradevole sensazione di stanchezza è possibile: iniziamo con alcuni, semplici accorgimenti. Utilizziamo un integratore per recuperare energia In tutti i periodi in cui sperimentiamo un evidente calo di energia, possiamo associare alla nostra dieta varia ed equilibrata l’utilizzo di un integratore alimentare. Lo abbiamo visto poco fa. Ad esempio, possiamo contrastare stanchezza fisica e perdita di sali minerali con un integratore che abbia una formulazione equilibrata di sali minerali, vitamine e altri nutrienti per promuovere la normale funzione muscolare e il mantenimento dell’equilibrio elettrolitico e idrosalino. Seguiamo una dieta completa e ben bilanciata   Vitamine, proteine, sali minerali, carboidrati, grassi buoni: tutti i nutrienti dovranno essere presenti nella nostra dieta. Come abbiamo accennato, è importante variare spesso alimenti, per garantire al nostro organismo il corretto apporto di tutti i gruppi alimentari necessari alla salute. Dormire regolarmente Riposare a sufficienza è fondamentale per recuperare energia e affrontare la giornata nel modo migliore. Dormiamo almeno 7- 8 ore per notte, stabilendo una routine del sonno e cercando di coricarci e alzarci più o meno sempre alla stessa ora. Fare stretching prima e dopo l’allenamento Come dicevamo, uno degli errori più diffusi è iniziare la sessione sportiva senza un’adeguata fase di allungamento muscolare e concludere l’allenamento di colpo, senza defaticamento. Lo stretching prima dell’allenamento è prezioso per riscaldare i muscoli e abituarli al movimento senza fatica. Lo stretching dopo un allenamento aiuta a distendere i muscoli contratti dallo sforzo, agevolando lo smaltimento dell’acido lattico prodotto durante lo slancio atletico.    

5 curiosità sulla serie TV The Witcher

In attesa della seconda stagione su Netflix, cavalchiamo al fianco dello strigo Geralt di Rivia alla scoperta di cinque curiosità sulla serie TV fantasy The Witcher. La cross-medialità è sempre più diffusa nel panorama dell’entertainment moderno. Esempio lampante – e recentissimo – in tal senso è quello di The Witcher, che nel 2019 si è esibito in una fortunata serie televisiva su Netflix, apprezzata tanto da chi era già fan del franchise quanto da chi si avvicinava per la prima volta alle gesta immortali dello strigo Geralt di Rivia. Il Lupo Bianco è infatti nato dalla penna e dal piglio creativo dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, per poi cavalcare anche su PC e console con una trilogia videoludica plasmata dai talentuosi ragazzi di CD Projekt RED. E che ha trovato la sua massima espressione nel terzo capitolo, The Witcher 3: Wild Hunt. Lo show creato da Lauren Schmidt Hissrich ha debuttato sul catalogo in streaming del colosso di Los Gatos il 20 dicembre dello scorso anno, presentandosi come un’opera seriale non priva di difetti, ma allo stesso tempo godibile e dall’evidente potenziale. E non è un caso che alcuni portali online (un esempio si trova nella guida TV di NoSpoiler) inizino a proporre anche le nuove uscite streaming accanto al palinsesto tradizionale. The Witcher, come altre produzioni Netflix, è una di quelle che andrebbe assolutamente vista da chi magari è alla ricerca di film o serie TV da vedere in serata, e di cui ora andremo a snocciolare alcune curiosità poco note. The Witcher prima di Netflix Non tutti lo sanno, ma in realtà lo show di Netflix non è il primo ad aver intrapreso la strada della trasposizione televisiva dell’affascinante universo fantasy creato da Sapkowski. Nel 2002 in Polonia venne trasmessa la serie Wiedzmin, realizzata però in modo piuttosto goffo. Solo cinque anni dopo arrivò il primo videogame, che rese The Witcher un fenomeno internazionale e degno dell’attenzione mediatica poi conquistata. Più di un pilot La prima puntata della serie – il pilot, per intenderci – è stata girata più volte, con la produzione ad utilizzare diverse riprese e addirittura attori differenti. In particolare, nell’episodio originale, il personaggio della principessa Renfri viene interpretato da Millie Brady e non da Emma Appleton: solo a cast già formato, alla Brady venne proposta una nuova collaborazione per il film Intrigo: Samaria come star protagonista, costringendo la produzione al re-casting e a rigirare l’intero episodio pilota. Fame di realismo Parlando di riprese, più volte gli autori della serie hanno sottolineato di aver preferito catturare le scene dal vivo piuttosto che fare ricorso alle “magie” della computer grafica. La produzione ha quindi fatto di tutto per evitare la CGI, con l’obiettivo di conferire allo show uno stile unico e differente rispetto a quello del videogioco. Come spiegato dalla stessa Schmidt in una delle sue interviste ai microfoni del portale Entertainment Weekly: Personalmente, non mi piace vedere l’attore recitare davanti a un green screen, mentre parla con una palla verde. Volevamo qualcosa di reale, anche durante le sequenze dei combattimenti. Ora il pubblico sa quando è CGI e questo può allontanare alcuni spettatori dalla narrazione. E il problema è, se produci una CGI eccellente in una scena, devi mantenere lo stesso livello di qualità in tutte le altre. Henry Cavill in azione! Netflix ha scelto Henry Cavill per prestare volto e prestanza fisica al controverso antieroe Geralt. Scelta azzeccatissima, a giudicare dall’apprezzamento degli abbonati, e pure dalla dedizione per il ruolo dimostrata dall’attore. Il fu Superman ha infatti deciso di eseguire in prima persona tutte le scene di lotta e di combattimento all’arma bianca senza utilizzare una controfigura, come spiegato sempre dalla showrunner: Girare in prima persona tutte le scene d’azione era molto importante per Henry, il che lo ha reso molto importante per me. Una delle ragioni per cui credo che Henry sia perfetto per il ruolo di Geralt è che vuole davvero diventare la personificazione del personaggio. Ci aveva fatto sapere fin dall’inizio che voleva essere lui a interpretare anche tutte le scene action. Niente controfigure. Ci disse che non voleva fare affidamento sui trucchetti della telecamera o la magia dei film per far sembrare che a combattere fosse lui. Ogni volta che vedete Geralt sullo schermo, anche se si tratta solo di una mano che afferra qualcosa, quello è Henry. Il suo impegno e la sua dedizione nei confronti del personaggio e della serie sono incredibili. Il film scartato L’antologia letteraria di The Witcher è andata molto vicina dall’essere adattata in un film Netflix. Fu però Kelly Luegenbiehl, responsabile “originals” Netflix in Europa, a dissuadere i produttori, mettendo in evidenza tutte le difficoltà nel condensare otto romanzi in un’unica pellicola. Nell’aprile del 2018, Lauren Schmidt Hissrich ha quindi annunciato che la prima stagione sarebbe durata otto episodi e che sarebbe stata girata in Europa Centrale. E voi, conoscevate queste curiosità su The Witcher? Avete altre da condividerne?  

Case in vendita a Ferrara: cosa trovo?

Se stai cercando casa a Ferrara sicuramente anche tu sarai rimasto affascinato da questa cittadina dell’Emilia-Romagna, famosa per l’architettura estense ed ideale per chi ha in mente di vivere in una città tranquilla, lontana dal trambusto delle grandi metropoli e che ha un bellissimo centro storico in cui fare passeggiate tra i negozi o nel verde. Appartamenti economici a Ferrara. È possibile? Le case e gli appartamenti economici in vendita a Ferrara centro sono moltissimi, a prezzi accettabili e fatti proprio per le esigenze tue e della tua famiglia. Cercare casa, soprattutto quando si ha in mente di acquistare, non è mai cosa semplice: è per questo che bisogna sempre ponderare bene tutti gli elementi, considerare il proprio budget ed affidarsi a dei professionisti del settore. Su Ferrara sono inoltre disponibili diverse soluzioni indipendenti per te che stai cercando case economiche ma che possano comunque rappresentare l’occasione giusta in questo particolare momento storico, in cui chi decide di fare un investimento cerca sempre di andarci con i piedi di piombo. Dagli appartamenti al primo piano (per chi non ha la possibilità di fare le scale) con travi a vista fino agli appartamenti ai piani più alti, se si vuole stare tranquilli e lontani dai rumori della strada. Si offrono poi sia soluzioni in condominio, specificando sempre i costi annuali dello stesso, che indipendenti ed ideali per chi vuole privacy o comunque è abituato già ad una comodità di questo tipo. Appartamenti a Ferrara entro mura Se stai cercando appartamenti in vendita nella zona entro mura di Ferrara ci sono anche in questo caso soluzioni pienamente adattabili alle tue esigenze di vita e di portafogli. Cercare case economiche entro le mura significa scegliere una zona centralissima dalla quale raggiungere facilmente tutti i punti di interesse come negozi, scuole, uffici e centri commerciali. L’ideale in questa zona è prendere un ampio appartamento per tutta la famiglia o anche per viverci da solo, dotato di cantina e di tutti i confort necessari per intraprendere (o continuare) la tua vita a Ferrara! Vieni a scoprire le tantissime offerte di case ed appartamenti economici su Ferrara, le proposte migliori aspettano solo te!  

Quali sono le cause della balbuzie ?

Si calcola che la balbuzie affligga circa l’1% della popolazione mondiale adulta. In Italia sono affetti da questo disturbo oltre 1.000.000 di soggetti, considerando sia i bambini che gli adulti. Eppure non è ancora stato possibile comprendere della balbuzie cause che portino con certezza a soffrire di questo problema. Esistono però dei fattori predisponenti, tra i quali possiamo elencare la balbuzie primaria. Balbuzie primaria e balbuzie secondaria Si definisce balbuzie infantile primaria un disturbo nell’eloquio che si manifesta quando il bambino comincia a parlare, quindi tra i 2 e i 3 anni di vita. La balbuzie infantile secondaria è invece quella che si manifesta in età scolare, quindi dopo i 5-6 anni di età e fino alla prima adolescenza. Chi manifesta, anche solo per un breve periodo, balbuzie infantile primaria mostra con maggiore probabilità una balbuzie infantile secondaria. Questo anche se per un certo periodo, a volte anni, il soggetto non ha avuto alcun problema nell’eloquio. In tali casi si tende a pensare che la balbuzie secondaria sia strettamente correlata alla balbuzie infantile primaria trascurata o non trattata in alcun modo. Certo non è sempre così, sembra infatti che oltre il 60% dei soggetti che manifestano balbuzie infantile primaria si lascino tale problema alle spalle con il passare del tempo, in modo del tutto naturale. Fattori predisponenti Questo tipo di disturbo, definito come disfluenza nel verbo, tende a manifestarsi in soggetti con età inferiore ai 10 anni, stiamo parlando del 98% dei casi. Di questi circa il 66% è costituito da soggetti di genere maschile, mentre solo il 33% è di genere femminile. Da alcune ricerche sembra vi sia una predisposizione genetica, nel senso che la famigliarità con il disturbo ne rende più probabile la comparsa. In rari casi la balbuzie si presente in età puberale, oltre i 12 anni; per vari esperti in questi tratti si tratta di una recrudescenza di un problema già presente in precedenza, che si acuisce a causa del particolare periodo psico fisico dell’adolescente. Altri fattori predisponenti sono correlati alla sfera emotiva e sociale; sembra infatti che situazioni tragiche, quali lutti o problematiche simili, o anche l’isolamento e le carenze affettive, possono favorire la comparsa della balbuzie. Sembra che i disturbi dell’attenzione possano favorire la comparsa della balbuzie, così come la dislessia. La balbuzie in età adulta Abbiamo visto che questo tipo di disfunzione si manifesta soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Può capitare che una balbuzie secondaria si mostri anche negli adulti. Nel caso in cui tale problema si presenti in un soggetto con età vicina ai 20 anni, potrebbe trattarsi di rari casi di balbuzie secondaria correlati a precedenti episodi di disfluenza, mostrati nel corso degli anni e passati in sordina. Quando la balbuzie si mostra invece dopo i 25 anni di età è solitamente correlata a problematiche quali specifiche patologie, come ictus o traumi cerebrali. Appare chiaro che in questi casi i problemi nell’eloquio siano correlati a precisi danni di tipo cerebrale, dovuti alle patologie presenti.

Nanotecnologie: Campi di applicazione

Le Nanotecnologie realizzano l’eccellenza in micron, praticamente parti elettroniche che vanno da 1 a 100 nanometri massimo. Sono parecchi i campi di applicazione in cui sono coinvolte, date le loro caratteristiche fisiche, biologiche, e in sinergia con altri materiali che ne esaltano le caratteristiche e prestazioni. Vediamo insieme una carrellata di usi, vantaggi e applicazioni delle nanotecnologie. Quali sono i settori in cui operano e si applicano le nanotecnologie Ecologia, campo medico, elettronica, l’energia rinnovabile e alternativa, ma in pratica ne abbiamo anche di molte parti in casa, e ne facciamo inconsapevolmente un uso pressoché quotidiano. Agricoltura: a cosa servono le nanotecnologie? In campo agricolo e agroalimentare le nanotecnologie vengono usate nella conservazione e nella produzione dei cibi, e per il controllo sia climatico che della coltivazione agricola. I grandi territori vengono controllati grazie a dispositivi mobili e wifi, i pesticidi e nutrienti vengono convogliati attraverso microcomponenti. Qualità, risparmio e riduzione dell’impatto ambientale, proteggendo gli insetti e le falde acquifere. Medicina: nanotecnologia un partner sempre presente I piccolissimi apparati nanomedici aiutano la scienza medica in maniera decisa e molto presente: in particolare per l’assorbimento dei medicinali a lento rilascio, alcuni materiali cambiano le proprietà sollecitati da comandi esterni, e il raggiungimento di microcure a lento rilascio viene supportato dai nanomateriali per riuscire ad arrivare dove i farmaci di uso convenzionale non arrivano. Indubbio l’uso dal punto di vista diagnostico, per esaltare alcune patologie e renderle intuibili con gli strumenti di rilevazione. Elettronica: Nascita e humus ideale per le nanotecnologie L’elettronica è da sempre il primo campo dove vengono applicate le nanotecnologie, relativamente ai supporti di memorizzazione, i chipset elettronici a livello di memoria e processori, che sono esaltati come applicazione in campo ottico. Sensori anticollisione e dispositivi miniaturizzati compresi negli smartphone di nuova generazione ne sono solo alcuni esempi. Nanotecnologia ad uso e consumo quotidiano Quando si parla di polimeri che rendono i tessuti autostiranti, e lozioni solari costituiti da microparticelle protettive dai raggi UV, e le superfici antigraffio di occhiali e orologi e smartwatch sono l’esempio tangibile di come noi usiamo le nanotecnologie quotidianamente nelle nostre azioni convenzionali. Risparmio energetico: nanotecnologie ruolo cruciale Quando si parla di risparmio energetico, qui le nanotecnologie hanno un ruolo chiave, in particolare nell’uso che se ne fa nelle celle solari ad esempio, per aumentare l’efficienza della conversione della luce in elettricità, come supporto determinante nell’aumentare la potenza dei motori a base termica, e i materiali nanoporosi aiutano il controllo e l’accumulo di idrogeno nella produzione di motori innovativi e futuribili. Parlando in generale del settore energetico e ambientale, i materiali di nuova generazione a base di nanoparticelle, risulteranno più leggeri, più forti e durevoli e maggiormente isolanti, contribuendo a risparmiare energia destinata al trasporto ed al riscaldamento.

Come aprire un conto corrente se si è protestati?

Nell’era dei pagamenti elettronici, è praticamente impossibile vivere senza un conto corrente e possedere la relativa carta di pagamento che permette di fare acquisti in ormai tutti gli esercizi commerciali sia fisici che privati. Con l’introduzione delle recenti norme poi, tutto ciò che riguarda spese mediche o gli acquisti in farmacia devono essere saldati tramite pagamento elettronico per poter accedere ad agevolazioni e sgravi fiscali. Chi si trova in una situazione di indebitamento nei confronti degli istituti di credito ha però difficoltà a poter accedere a questo tipo di servizi e spesso si trova con un rifiuto dalla banca per l’apertura conto corrente a protestati. L’unica soluzione possibile per un protesto è quindi rivolgersi a agenzie e realtà specializzate nel settore che possono agevolare le pratiche e guidare il cliente fino all’apertura del conto. Vediamo come funziona. Chi è il protestato Il protestato è colui che, a fronte di una richiesta di credito, non ha adempiuto al completo risarcimento della quota pattuita e di conseguenza si trova nella condizione di insolvenza. Una volta quindi che l’istituto di credito non riesce a recuperare la somma spettante, il soggetto verra’ segnalato al registro Ufficio Protesti della Camera di Commercio, un registro elettronico dove vengono registrati tutti i cattivi pagatori e che viene consultato dalle banche prima di concedere mutui, prestiti o finanziamenti ma anche per operazioni più semplici come l’attivazione di un conto corrente. Di conseguenza per un arco temporale di 5 anni viene impedito al soggetto di accedere a conti correnti o bancari In Italia non esistono leggi specifiche al riguardo ma le banche possono tutelarsi e rifiutarsi di concedere un conto corrente ad apertura immediata  al soggetto che risulta fallito o protestato. Questo perchè sulla carta mancherebbero alla banca le garanzie di non vedere in rosso o in nero. Tutto però dipende dall’istituto a cui ci si rivolge. Per questa ragione se sono protestato posso aprire un conto corrente postale solo tramite agenzie specializzate e non con i più comuni istituti bancari. Una volta aperto il conto, rimane comunque impossibile emettere o versare assegni. Questo perchè se è attivo un protesto con blocco del conto corrente, qualsiasi sia la tipologia di altro conto aperta non deve avere la possibilità di rimanere in rosso. E’ bene quindi diffidare dai truffatori che promettono di offrire questo servizio, in quanto è impossibile.  Perchè aprire un conto corrente Tra i vantaggi dell’aprire un conto corrente c’è la possibilità di: ricevere l’accredito di stipendio o pensione; effettuare e ricevere bonifici; pagare utenze e addebiti rateali; comprare online; prelevare in Italia e all’estero. Questo breve elenco raccoglie le motivazioni per cui è sempre utile avere un conto corrente elettronico nella vita quotidiana. Data l’impossibilità di aprire un conto corrente ad un fallito per le istituzioni bancarie, ci si deve obbligatoriamente rivolgere a banche ad hoc, come le banche per protestati specifiche che si occuperanno di attivare conti di moneta elettronica dedicati ai protestati e che differiscono per alcune caratteristiche dai normali cc. Oltre che per i privati, questa soluzione potrebbe essere una valida alternativa anche per sei aziende o possessori di partita IVA falliti, a cui potrebbe essere comodo possedere un POS per consentire i pagamenti ai clienti. Rivolgendoti ad una realtà specializzata nel settore dei conti per protestai, potrai prendere un POS perfettamente abilitato per ricevere pagamenti sia con carta di debito che con carta di credito. Hai bisogno di più informazioni sull’argomento? Sono diversi i servizi online che mettono a disposizione personale specializzato per rispondere a tutte le due domande e fornire i chiarimenti di cui hai bisogno.

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