5 curiosità sulla serie TV The Witcher

In attesa della seconda stagione su Netflix, cavalchiamo al fianco dello strigo Geralt di Rivia alla scoperta di cinque curiosità sulla serie TV fantasy The Witcher.

La cross-medialità è sempre più diffusa nel panorama dell’entertainment moderno.

Esempio lampante – e recentissimo – in tal senso è quello di The Witcher, che nel 2019 si è esibito in una fortunata serie televisiva su Netflix, apprezzata tanto da chi era già fan del franchise quanto da chi si avvicinava per la prima volta alle gesta immortali dello strigo Geralt di Rivia. Il Lupo Bianco è infatti nato dalla penna e dal piglio creativo dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, per poi cavalcare anche su PC e console con una trilogia videoludica plasmata dai talentuosi ragazzi di CD Projekt RED. E che ha trovato la sua massima espressione nel terzo capitolo, The Witcher 3: Wild Hunt.

Lo show creato da Lauren Schmidt Hissrich ha debuttato sul catalogo in streaming del colosso di Los Gatos il 20 dicembre dello scorso anno, presentandosi come un’opera seriale non priva di difetti, ma allo stesso tempo godibile e dall’evidente potenziale.

E non è un caso che alcuni portali online (un esempio si trova nella guida TV di NoSpoiler) inizino a proporre anche le nuove uscite streaming accanto al palinsesto tradizionale. The Witcher, come altre produzioni Netflix, è una di quelle che andrebbe assolutamente vista da chi magari è alla ricerca di film o serie TV da vedere in serata, e di cui ora andremo a snocciolare alcune curiosità poco note.

The Witcher prima di Netflix

Non tutti lo sanno, ma in realtà lo show di Netflix non è il primo ad aver intrapreso la strada della trasposizione televisiva dell’affascinante universo fantasy creato da Sapkowski. Nel 2002 in Polonia venne trasmessa la serie Wiedzmin, realizzata però in modo piuttosto goffo. Solo cinque anni dopo arrivò il primo videogame, che rese The Witcher un fenomeno internazionale e degno dell’attenzione mediatica poi conquistata.

Più di un pilot

La prima puntata della serie – il pilot, per intenderci – è stata girata più volte, con la produzione ad utilizzare diverse riprese e addirittura attori differenti. In particolare, nell’episodio originale, il personaggio della principessa Renfri viene interpretato da Millie Brady e non da Emma Appleton: solo a cast già formato, alla Brady venne proposta una nuova collaborazione per il film Intrigo: Samaria come star protagonista, costringendo la produzione al re-casting e a rigirare l’intero episodio pilota.

Fame di realismo

Parlando di riprese, più volte gli autori della serie hanno sottolineato di aver preferito catturare le scene dal vivo piuttosto che fare ricorso alle “magie” della computer grafica. La produzione ha quindi fatto di tutto per evitare la CGI, con l’obiettivo di conferire allo show uno stile unico e differente rispetto a quello del videogioco. Come spiegato dalla stessa Schmidt in una delle sue interviste ai microfoni del portale Entertainment Weekly:

Personalmente, non mi piace vedere l’attore recitare davanti a un green screen, mentre parla con una palla verde. Volevamo qualcosa di reale, anche durante le sequenze dei combattimenti. Ora il pubblico sa quando è CGI e questo può allontanare alcuni spettatori dalla narrazione. E il problema è, se produci una CGI eccellente in una scena, devi mantenere lo stesso livello di qualità in tutte le altre.

Henry Cavill in azione!

Netflix ha scelto Henry Cavill per prestare volto e prestanza fisica al controverso antieroe Geralt. Scelta azzeccatissima, a giudicare dall’apprezzamento degli abbonati, e pure dalla dedizione per il ruolo dimostrata dall’attore. Il fu Superman ha infatti deciso di eseguire in prima persona tutte le scene di lotta e di combattimento all’arma bianca senza utilizzare una controfigura, come spiegato sempre dalla showrunner:

Girare in prima persona tutte le scene d’azione era molto importante per Henry, il che lo ha reso molto importante per me. Una delle ragioni per cui credo che Henry sia perfetto per il ruolo di Geralt è che vuole davvero diventare la personificazione del personaggio. Ci aveva fatto sapere fin dall’inizio che voleva essere lui a interpretare anche tutte le scene action. Niente controfigure. Ci disse che non voleva fare affidamento sui trucchetti della telecamera o la magia dei film per far sembrare che a combattere fosse lui. Ogni volta che vedete Geralt sullo schermo, anche se si tratta solo di una mano che afferra qualcosa, quello è Henry. Il suo impegno e la sua dedizione nei confronti del personaggio e della serie sono incredibili.

Il film scartato

L’antologia letteraria di The Witcher è andata molto vicina dall’essere adattata in un film Netflix. Fu però Kelly Luegenbiehl, responsabile “originals” Netflix in Europa, a dissuadere i produttori, mettendo in evidenza tutte le difficoltà nel condensare otto romanzi in un’unica pellicola. Nell’aprile del 2018, Lauren Schmidt Hissrich ha quindi annunciato che la prima stagione sarebbe durata otto episodi e che sarebbe stata girata in Europa Centrale.

E voi, conoscevate queste curiosità su The Witcher? Avete altre da condividerne?

 

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