Beneficenza online: dai il tuo sostegno a chi ne ha bisogno!

Sapete quante associazioni di volontariato si reggono oggi grazie al sostegno della beneficenza online? Tante ed è proprio per questo motivo che donare è tanto importante! Ognuno contribuisce alle cause che più gli stanno a cuore come può: molti fattivamente, mettendo in campo il proprio impegno in prima persona; altri dando un aiuto economico a sostegno di quelle associazioni e ONLUS che da sempre agiscono al fianco di persone che ne hanno bisogno. Quale che sia il metodo da voi scelto, non si può di certo negare che un valido aiuto è sempre ben accetto. La beneficenza, anche attraverso le donazioni online, dà un contributo significativo alle campagne di volontariato: sono tante le associazioni e le ONLUS, come la Teniamoci per Mano ONLUS, che, grazie al sostegno di tante persone, riescono ad ampliare il proprio raggio di azione e a raggiungere tante realtà vicine e lontane. Perché donare I motivi per fare una donazione sono tanti, in primis perché si tratta di un gesto di solidarietà, che vi permetterà di mostrare la vostra vicinanza a coloro che ne hanno davvero bisogno. Molto spesso, agire attivamente e in prima persona può essere difficile per mancanza di tempo, per gli impegni quotidiani o anche per lontananza. Per questo, quella di partecipare con un piccolo contributo economico è una valida alternativa, che vi permetterà di far arrivare a chi ne ha bisogno la vostra vicinanza anche da lontano! A chi fare beneficenza online Non c’è una causa più importante di un’altra né una più giusta o una di seconda classe: ogni persona che ha bisogno merita il vostro aiuto, sia uomo, donna, bambino o anziano. Ci sono associazioni di volontariato che svolgono le attività più disparate a favore di donne vittime di violenza, anziani soli, bambini in difficoltà e pazienti ricoverati in ospedali e case di cura. Scegliere la causa a cui aderire non è semplice: sono tante le persone che necessitano di aiuto, ma almeno per alcune di queste potete davvero rappresentare un aiuto significativo. Donare: un beneficio anche per te Oltre ad essere un valido aiuto e un supporto importante, le donazioni alle ONLUS sono anche detraibili dall’Irpef, con riduzione dell’imposta da pagare, o deducibili dal reddito, con riduzione del reddito imponibile. Per usufruire delle agevolazioni fiscali previste, è importante conservare una serie di documenti che attestino l’avvenuta donazione, quali: ricevuto di versamento, se la donazione è avvenuta con bollettino postale; estratto conto bancario o postale, se per la donazione avete scelto di procedere a bonifico o RID; estratto conto della carta di credito, in caso di donazioni con carta di credito anche online. Quella che per voi è una piccola donazione, per molti può trasformarsi in un grande aiuto e fare una grande differenza!

i tre metodi per elettrificare un corpo

La maggior parte degli oggetti che ci circondano sono elettricamente neutri. Ciò significa che possiedono la stessa carica positiva e negativa, e ciascuna annulla l’altra. Per caricare un oggetto è necessario alterare l’equilibrio tra negativo e positivo, in un modo o nell’altro. METTI IN SICUREZZA LA TUA CASA! https://amzn.to/44IClcR Metodi per elettrizzare un corpo Per effettuare questa operazione esistono tre modi: per strofinamento, per contatto e per induzione elettrostatica. Elettrizzazione per strofinamento Elettrizzare un corpo per strofinamento, o per attrito, ne comporta lo sfregamento con un altro materiale, con conseguente spostamento degli elettroni da una superficie all’altra. Molte persone, inconsapevolmente, hanno già provato questa forma di carica di un corpo, ad esempio sfregando un palloncino su un maglione per farlo aderire o sfregando i piedi su un tappeto per accumulare carica elettrica da usare su un amico per scherzo. L’attrito è utile per caricare gli isolanti, materiali che di base non sono buoni conduttori. L’elettrizzazione per strofinamento è un fenomeno caratteristico di materiali sia isolanti che conduttori, i quali, quando ad esempio vengono strofinati con panni di lana, acquisiscono carica elettrica. Usando questo metodo si possono caricare materiali di vari tipi, dalla plastica al vetro, dai metalli all’ambra. Elettrizzazione per contatto Il secondo dei tre metodi di caricare un corpo è l’elettrizzazione per contatto; è il migliore dei modi per caricare materiali conduttivi. In questo caso, il materiale conduttivo non caricato viene messo a terra su qualsiasi materiale caricato in modo neutro e l’oggetto caricato viene tenuto vicino ad esso. La carica scorrerà tra i due oggetti e il conduttore non caricato svilupperà una carica opposta all’oggetto caricato originale. Ad esempio, se si mettessero a contatto due biglie, una elettrizzata negativamente e una normale, la prima “trasferirebbe” degli elettroni alla seconda, pertanto quest’ultima diventerebbe elettrizzata negativamente, mentre la prima, perdendo elettroni, sarebbe elettrizzata positivamente. Elettrizzazione per induzione elettrostatica Infine, l’elettrizzazione di un corpo per induzione elettrostatica è un metodo usato per caricare corpi che sono già buoni conduttori, come ad esempio i metalli. Un oggetto carico, detto induttore, viene messo a fianco di un secondo oggetto neutro (ma comunque conduttore), detto indotto; una parte della carica, sia essa positiva o negativa, verrà trasferita. L’induzione elettrostatica è un metodo notevolmente diverso, anche dal punto di vista fisico, rispetto agli altri due. Infatti, quando si elettrifica un corpo per sfregamento o per contatto, si ha un trasferimento di elettroni dal primo corpo al secondo, e al termine del procedimento, entrambi sono elettrizzati. Nel caso dell’induzione elettrostatica invece, ciò che cambia è la distribuzione degli elettroni nel corpo neutro. Al termine del procedimento, gli elettroni del corpo indotto si distribuiranno nuovamente in modo neutro. L’induzione elettrostatica viene utilizzata in molti campi, ad esempio nella costruzione dei parafulmini, oggetti posizionati sui tetti degli edifici per evitare che vengano colpiti dalle scariche elettriche prodotte dai fulmini. SCOPRI COME TENERE AL SICURO LA TUA ABITAZIONE! https://amzn.to/3nFJbiI

3 Luoghi dove mangiare a Viterbo

Il viterbese, famoso per l’olio, le nocciole e le castagne, offre una varietà di piatti locali a dir poco invidiabile, divenendo così meta privilegiata per gli amanti del settore enogastronomico. Tra i piatti tipici più rinomati vi è l’acquacotta; segue la famosa zuppa di castagne e ceci, i lombrichelli alla vitorchianese, il fieno di Canepina, gli gnocchi con il farro di Soriano nel Cimino. Corchiano è invece conosciuta soprattutto per le bertolacce, simili alle crêpes. I secondi piatti a base di carne, invece, prevedono spesso il pollo, il coniglio, il maiale e l’agnello; importanti anche i piatti a base di cinghiale. Tra quelli a base di pesce, invece, vi sono il coregone e il persico. La Tuscia vanta anche un ampio ventaglio di dolci tipici: i ceciaroli, il pangiallo, il pane del Vescovo, i maccheroni con le noci, le castagnole alla sambuca, i ravioli alla ricotta e gli immancabili tozzetti. Oltre a una molteplicità di bellezze artistiche e naturalistiche, che non smettono mai di incantare i visitatori, se si decide di far tappa in questi luoghi è d’obbligo assaggiarne le specialità. Ci sono infatti alcuni locali particolarmente attenti alla tradizione culinaria viterbese, che consentono di gustare i migliori piatti tipici della zona. Tra questi vanno citati Il Casale dei Buoni Sapori, La Chimera e La Torre del Pellegrino. Il primo si trova a Nepi, Loc. Colonnetta, Strada Statale 311 Nepesina al km. 1,5; aperto dal 2005 è ristorante, trattoria, wine bar e degusteria: la cucina è quella tipica laziale. Particolarmente attento alle esigenze dei clienti, predilige i prodotti a km 0 e di stagione; alcuni prodotti sono di produzione propria e a disposizione dei clienti vi è uno spaccio dove poter acquistare ogni tipo di prelibatezza. Il locale presenta una deliziosa sala in tufo, dove sarà possibile mangiare sia a pranzo che a cena; per gli amanti del buon vino, inoltre, sarà possibile visitare la cantina, ricavata in una suggestiva grotta di tufo. La specialità della casa sono i carciofini sott’olio, una bontà unica che va assolutamente assaggiata! Il personale, altamente professionale, è sempre attento alle esigenze dei clienti, i quali vengono accolti con grande gentilezza. La Chimera si trova a Viterbo, in Via della volta buia 54. La location è davvero incantevole e il cibo di prima qualità. In questo locale è possibile mangiare sia la pizza che piatti a base di carne o pesce. La Torre del Pellegrino si trova a Montefiascone, a pochi passi dalla Rocca dei Papi e dal Belvedere che si affaccia sul rinomato Lago di Bolsena. Il locale si trova in Via XXIV maggio. L’ambiente è accogliente e curato e la cucina offre una vasta scelta: dalla tradizionale al Gluten Free, passando per le opzioni vegane.      

Spurghi Fai Da te? Meglio un intervento professionale

Alcune abitazioni non sono collegate al sistema fognario cittadino, perché posizionate in una zona distante dalla città o perché il collegamento risulterebbe complesso. Possiedono un pozzo nero, una cisterna posizionata sottoterra dove confluiscono le acque di scarico. In alcuni casi è possibile che in una sola cisterna confluiscano le acque di scarico anche di due o più abitazioni. Il pozzo nero non possiede un condotto di deflusso. Le acque di scarico quindi si accumulano e ristagnano al suo interno. Prima che si arrivi al limite massimo di capienza, è necessario quindi spurgare il pozzo nero, pena il rischio di incorrere in versamenti di liquame, in cattivi odori, in scarichi che non funzionano più alla perfezione. Questa è un’operazione che è consigliato effettuare almeno una volta all’anno. Spurghi: fai da te o con ditta professionale? Come di sicuro saprete sono disponibili delle ditte specializzate proprio in spurghi dei pozzi neri e risoluzione delle ostruzioni. Viene naturale chiedersi se sia necessario chiamare una ditta specializzata e se non sia possibile invece effettuare uno spurgo fai da te, così da risparmiare un po’ di soldi. No, gli spurghi fai da te sono assolutamente da evitare Abbiamo parlato con Matteo di SpurgoVarese.com, che ci ha spiegato che per spurgare un pozzo nero in modo adeguato è necessario essere infatti in possesso di una strumentazione ad hoc: c’è bisogno di una lunga sonda che riesca a raggiungere il pozzo nero senza difficoltà e che possa eventualmente anche entrare nelle tubazioni per andare alla ricerca di eventuali ostruzioni; c’è bisogno inoltre di un potere d’aspirazione elevatissimo, che nessuna pompa di aspirazione ad uso casalingo può raggiungere; c’è bisogno poi anche di strumenti che consentano di pulire le pareti del pozzo nero, eliminando ogni residuo e incrostazione, e di disinfettare. Spurghi fai da te: impossibile perché i liquami sono rifiuti speciali Anche mettendo il caso in cui riusciate ad avere a disposizione la strumentazione giusta per togliere i liquami dal pozzo nero e pulirlo adeguatamente, vi siete chiesti che cosa fareste poi con questi liquami? I liquami sono considerati come dei rifiuti speciali che se non vengono smaltiti in modo corretto possono comportare problemi ambientali, cattivi odori, conseguenze negative per la salute. Essendo rifiuti speciali, non sono ovviamente neanche adatti per la concimazione del terreno, come invece molte persone credono, giusto sottolinearlo. I rifiuti speciali sono soggetti ad una normativa restrittiva. In questo caso la legge prevede che liquami vengano inseriti in appositi contenitori di sicurezza e in seguito trasportati, con mezzi idonei, nelle aree di smaltimento. Nessun privato ha i mezzi e le autorizzazioni quindi per smaltire adeguatamente questi rifiuti. Cercando di spurgare in modo autonomo il vostro pozzo nero vi troverete quindi nell’impossibilità di smaltire in modo corretto i liquami e potreste incorrere in multe molto salate.

La potatura di siepi e alberi: un processo delicato

Quando ci si avvicina per le prime volte al dover decidere quando, come e perché potare le siepi o gli alberi, è come entrare in un universo parallelo, fatto di delicatissime operazioni da svolgere con strumenti specifici, ben curati e una conoscenza della vegetazione trattata non trascurabile. Così è necessario sapere non solo alcune basi, le quali potrebbero aiutare magari in un lavoro grossolano relativo a delle siepi sempreverdi e tendenzialmente “resistenti”, ma delle vere e proprie conoscenze di botanica per svolgere un lavoro non dannoso alle piante coinvolte e possibilmente con risultati anche esteticamente piacevoli nel lungo tempo. Perché si potano siepi e alberi Una domanda che, oltre a contenere l’ovvia risposta “per motivi estetici”, nasconde tutto quello che rende l’effettiva crescita e salute della pianta perfetti. Potare una siepe è sicuramente meno necessario di un albero, ma eliminare i rami secchi interni, quelli infetti da parassiti, o ancora magari rami in grado di “sbilanciare” il peso della siepe su un verso piuttosto che un altro, sono comunque operazioni necessarie. Nel caso di un albero, la potatura è invece essenziale alla salute dell’arbusto e alla sua crescita. Anche qui tagliare i rami secchi e sfoltire le fronde interne serve non solo ad alleggerire il peso sul tronco, ma anche a far circolare meglio l’aria e la luce fra le varie zone dell’albero e, nel caso di vegetazione da frutto, ad aumentarne la produttività anche in maniera molto sensibile. Se l’intento della potatura è estetico, inoltre, tramite questa si può dare una forma specifica alla crescita degli arbusti e modificarne così l’estetica anche in maniera permanente. A patto che il potatore sappia cosa fa, è possibile quindi aumentare salute, produttività, velocità di crescita e modificarne profondamente persino l’estetica, rendendo davvero vitale il processo per giardini curati o per orti da mantenere. Quando si esegue la potatura? Generalmente il periodo migliore per la potatura di siepi e alberi è l’inverno, questo perché le foglie, tranne per i sempreverdi, sono minori e ci sono molti più rami facilmente “individuabili” come secchi o da sfoltire. Inoltre, ovviamente, processi intensi di potatura tendono a essere traumatici per qualsiasi tipo di vegetazione e di certo non è una buona idea aumentare i rischi con clima caldi o non abbastanza umidi. Il periodo è comunque sempre indicativo ed è necessario che un esperto valuti quando potare siepi e arbusti, proprio perché non ogni specie di vegetazione ha gli stessi tempi e le stesse condizioni da rispettare. In conclusione Pensare di svolgere in autonomia la potatura è una scelta che, nonostante non sia sempre controindicata, magari nel caso di piccole zone e fatta dopo una ricerca degli strumenti giusti e dei metodi da utilizzare, è sicuramente sconsigliata per pareti di vegetazione e casi dove la cura estetica e la salute della pianta hanno la precedenza sull’investire qualche soldo in più. Alcune situazioni potrebbero persino richiedere l’uso di tecniche come il Tree Climbing, per potare i rami più interni tramite l’uso di funi e altri mezzi per arrampicarsi, oppure l’uso di piattaforme o simili nel caso di rampicanti sui muri. Queste operazioni richiedono indubbiamente un investimento monetario più sensibile, ma sono necessarie per preservare il risultato, il quale dovrà essere ottimale sia in termini visivi che botanici.

Rose Mc Iver: Chi è il suo fidanzato?

L’attrice neozelandese Rose Mc Iver è nota al pubblico di Netflix come protagonista della serie iZombie, nella quale interpreta la parte del medico legale di Seattle Olivia “Liv” Moore, una “non morta” che viene graffiata da uno Zombie ad una festa e si dedica al lavoro di coroner sfruttando le sue visioni. Sul grande schermo ha fatto parte del cast di Amabili Resti di Peter Jackson del 2009, film tratto dal romanzo di Alice Sebold. Tra le varie apparizioni sul piccolo schermo vanno ricordate ancora bambina come la figlia Ilea di Ercole e Deianira, principessa di Calidone, e nel ruolo di Trilly(campanellino) nella serie C’era Una Volta. Rose è minuta, bionda naturale, e alta 163 cm.   L’attrice è sposata dal 2005 con Benjamin Hoeksema, suo fidanzato di lunga data. Benjamin esercita la professione di Architetto.      

Strategia di Branding, la reputazione on line e la forza dei tag

In questo articolo andiamo ad approfondire come curare al meglio il personal branding online partendo da operazioni semplici, che però se curati nel tempo possono evitare inconvenienti informativi, a volte anche piuttosto fastidiosi. E’ capitato anche a me di cercare il mio nome e cognome su Google e ritrovarmi situazioni che non volevo far vedere on line, come un lavoro che avevo svolto anni fa, la partecipazione ad un progetto in cui ho chiuso male i rapporti con la società, oppure la presenza delle foto dei miei figli on line. Molti ci tengono alla privacy e il fatto di far vedere i figli cercando su Google non gli va molto a genio. Seguendo un piccolo decalogo di accorgimenti basici ma efficaci, riusciamo ad ottenere un ottimo biglietto da visita di chi siamo, e che cosa facciamo, e delle cose positive che abbiamo fatto, insomma della nostra reputazione on line. Si tratta di una piccola strategia di branding, che fa emergere le informazioni che vogliamo veramente far uscire di noi stessi. Quello che mettiamo nei nostri biglietti da visita on line appare agli occhi di chi cerca il nostro nome e cognome su Internet. Quali sono i nostri biglietti da visita online La domanda sorge spontanea(come diceva un Gabriele Marconi anni fa imitando Antonio Lubrano): Quali sono i nostri biglietti da visita online? Primo fra  tutti, se svolgiamo un’attività che lo richiede ovviamente è la “nostra casa” il nostro sito ufficiale, oppure della nostra azienda. Se siamo dipendenti di una società, ed essa prevede una sezione di staff o che parla dei dipendenti, è bene apparire sul sito della società per cui lavoriamo. Se il sito web non ci serve, perché per il lavoro che facciamo non è necessario, Allora i nostri profili social parleranno per Noi. Profilo Facebook, Instagram, account Twitter, e sul nostro lavoro e sui nostri collegamenti professionali LinkedIn racconta la nostra storia. Cosa dobbiamo fare? Curarli, mettere all’interno dei nostri profili le informazioni corrette(e soprattutto aggiornate) su di noi, in modo di poter avere all’esterno una fotografia di quello che siamo e che cosa facciamo in un preciso momento storico della nostra vita. Anche Youtube, se siamo abituati a girare video relativi al nostro lavoro o alle nostre passioni, raccontano tanto di noi a chi ci cerca per nome e cognome. Se andiamo ad aggiornare con la dovuta costanza tutte le nostre posizioni on line, allora il nostro nome sarà raccontato esattamente come siamo. Perché come si dice anche in parecchi corsi SEO, Google e i motori di ricerca in particolare sono basati su algoritmi avidi di informazioni, e non dargliele significa farli arbitrare su quale informazioni scegliere e non sempre le informazioni che i motori di ricerca ritengono salienti per noi lo sono, anzi potrebbero non esserlo affatto, e dunque anche spesso obsolete. Un esempio di quanto abbiamo potrebbe essere relativo alle informazioni on line di una persona pubblica, che so un deputato, o u Senatore della Repubblica. Ipotizziamo che una notizia relativa ad un avviso di garanzia fosse battuta dai principali Quotidiani, La Stampa ad esempio, e anche Il Fatto Quotidiano. E che la notizia sia di circa 10 anni fa. Non è importante il fatto in sé, né il contenuto dell’avviso, visto che l’oggetto di questo approfondimento non è il fatto in sé, l’uso relativamente improprio dei tag in un articolo sul sito di un Quotidiano Importante, unito all’aggiornamento sporadico dei profili online e siti istituzionali dell’Onorevole, può far sì che dopo 10 anni, una notizia effettivamente lesiva della figura pubblica della persona possa essere ancora in bella mostra in prima pagina di Google. Spesso questo accade proprio per tre motivi importanti: il mancato aggiornamento di fatti freschi e notizie aggiornate sulla persona coinvolta, il fatto di aver legato l’articolo ad un tag(contenitore trasversale di argomento) a nome e cognome del protagonista della notizia del 2009, e in ultimo il trust quotidiano on line come sito di News. Questi fattori messi insieme hanno fanno in modo che una notizia oltremodo obsoleta sia considerata, a causa del tag(che non ha una data specifica come la notizia in sé, ma rimane sempre in concorrenza sulla chiave di brand a nome e cognome), sempre “importante” e quindi degna della prima pagina dei motori di ricerca. Uso dei Tag come chiavi di ricerca trasversali Spesso accade che i tag vengono interpretati dagli addetti ai lavori come l’uso che se ne fa su Instagram, e quindi usati come etichette d’interesse, e non con la funzione che hanno nei siti, quindi come contenitori di argomento trasversali alle categorie. Mentre la notizia non si trova in in nessuna SERP nelle ricerche sul nome dell’Onorevole, rimane presente la pagina del tag, considerato evergreen da Google, e quindi permane nella sua posizione originaria pur essendo una notizia vecchia di sei anni indietro. Il consiglio, in definitiva, come best practice, è quello di aggiornare sempre il nostro sito e tutti i contenitori di news che possiamo controllare, e quando aggiorniamo siti di news e blog in generale, usare i tag in maniera “studiata”. In tal senso, si tratta di contenitori informativi simili alle categorie, ed in quel modo vanno usati, perché rimangono effettivamente senza tempo. E tu, aggiorni sempre gli articoli del tuo blog con i giusti tag?  

Santino Vantaggiato: Cronaca di Un Omicidio

Il Boss della Sacra Corona Unita Santino Vantaggiato Nel 1996 era fuggito da Brindisi via Mare, e si era stabilito in Montenegro. Vito Di Emidio, Lorenzo Giorgi e Giuseppe Giordano si occuparono di uccidere Santino Vantaggiato, perché Di Emidio voleva prendere il controllo del traffico di tabacchi, allora guidato da Vantaggiato per conto del suo clan, con a capo Benedetto Stano. Vantaggiato era sospettato dalla SCU di collaborare con la giustizia, e questo fu un altro dei motivi che spinsero De Emidio ad ordire una vera e propria esecuzione. Il 16 Settembre 1998, De Emidio, Giordano(“Aiace”) e Giorgi raggiunsero Vantaggiato sotto la sua abitazione a Bar, e mentre De Emidio parlava al telefono di alcuni traffici di sigarette, Giorgi colpì Santino con una raffica di mitraglietta, e successivamente lo Stesso De Emidio lo finì, con un colpo alla testa. Ignaro di avere il telefono sotto controllo, l’omicidio andò “in diretta”, intercettato dalle forze dell’ordine, che ascoltarono tutti i fatti, e le suppliche di Vantaggiato che pregò i suoi assassini di non ucciderlo prima di morire. Tutto questo perché il De Emidio volle far ascoltare a qualcuno, dall’altra parte del telefono, l’esecuzione di Santino Vantaggiato. Dopo anni di Latitanza nel 2013 fu catturato Aiace, Giuseppe Giordano appunto, condannato a 30 anni di reclusione proprio per l’omicidio di Santino Vantaggiato. Sul sito di Brundisium è addirittura conservato un Audio della diretta del regolamento di conti. CONTINUA A LEGGERE!!https://amzn.to/40YPmfr

Che cos’è la Brexit e cosa succede con l’uscita della Gran Bretagna

Brexit – uscita britannica – si riferisce al fatto che il Regno Unito lascerà l’UE. L’UE è un’unione economica e politica che coinvolge 28 paesi europei. Permette al libero scambio e alla libera circolazione delle persone di vivere e lavorare in qualunque paese scelgano. Il Regno Unito si unì nel 1973 (quando era conosciuta come la Comunità economica europea). Se il Regno Unito lasciasse, sarebbe il primo stato membro a ritirarsi dall’UE. Una votazione pubblica – o referendum – si è tenuta giovedì 23 giugno 2016 per decidere se il Regno Unito debba lasciare o rimanere. L’abbandono dell’ UE ha vinto, 52% contro il 48%. L’affluenza al referendum è stata molto alta al 72%, con oltre 30 milioni di persone che hanno votato – 17,4 milioni di persone che hanno optato per la Brexit. La Brexit, uscita della Gran Bretagna dall’ Ue, doveva originariamente partire il 29 marzo 2019. Due anni dopo l’allora Primo Ministro Theresa May ha innescato l’articolo 50 – il processo formale per partire – e ha dato il via ai negoziati. Ma la data della Brexit è stata ritardata due volte. Nel novembre 2018 è stato concordato un accordo, ma i deputati lo hanno respinto tre volte. Qual è l’affare Brexit? L’accordo consisteva in un accordo di recesso – che stabiliva i termini per il processo di “divorzio”. C’era anche una dichiarazione politica – che delineava le future relazioni tra Regno Unito e UE. L’accordo di recesso riguardava una serie di aspetti tra cui: i diritti dei cittadini dell’UE nel Regno Unito e dei cittadini britannici nell’UE quanti soldi il Regno Unito avrebbe dovuto pagare all’UE (si ritiene che fossero 39 miliardi di sterline) il backstop per il confine irlandese Il principale punto critico per molti parlamentari conservatori e DUP è stato il backstop. Attualmente non esistono posti di frontiera o barriere fisiche tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda. Il backstop è progettato per garantire che continui dopo che il Regno Unito ha lasciato l’UE. Il backstop sarebbe necessario solo se non fosse possibile trovare una soluzione permanente per evitare i controlli alle frontiere. Se fosse necessario, il backstop manterrebbe il Regno Unito in strette relazioni commerciali con l’UE per evitare del tutto i controlli. Ma molti parlamentari erano critici. Dissero che se fosse stato usato il backstop, il Regno Unito avrebbe potuto rimanere intrappolato per anni. Ciò lascerebbe il Regno Unito bloccato nell’unione doganale dell’UE, impedendo al paese di concludere accordi commerciali con altri paesi. La loro opposizione alla fine portò alle dimissioni di Theresa May. Boris Johnson, che ha sostituito la signora May come primo ministro, afferma che esistono “abbondanti” soluzioni tecnologiche alla questione del confine irlandese Il primo ministro Boris Johnson, che è subentrato alla signora May, afferma che l’UE deve rimuovere il sostegno dall’accordo. Secondo il suo piano, l’Irlanda del Nord sarebbe rimasta nel mercato unico europeo delle merci ma avrebbe lasciato l’unione doganale. Ciò significherebbe nuovi controlli doganali, la maggior parte dei quali, potrebbero essere effettuati elettronicamente e lontano dal confine. L’UE sta prendendo in considerazione il piano, ma se il piano viene respinto, Johnson afferma che il Regno Unito partirà comunque il 31 ottobre. Cosa succederà dopo la Brexit? Il governo del Regno Unito afferma di concentrarsi sulla conclusione di un nuovo accordo in occasione di un vertice dell’UE il 17 ottobre. Se le parti non riuscissero a raggiungere un accordo, il signor Johnson potrebbe essere costretto a cercare una terza estensione della Brexit. Questo perché i parlamentari hanno approvato una legge – nota come Benn Act – che prevede che il sig. Johnson richieda un ritardo sulla Brexit entro il 19 ottobre. Ciò riporterà la scadenza dal 31 ottobre al 31 gennaio 2020. I parlamentari affermano che la legge è necessaria per prevenire una Brexit senza accordi. Il PM non dovrà scrivere una lettera se i parlamentari approvano un accordo sulla Brexit o votano a favore della partenza senza alcun accordo. Johnson insiste ancora che il Regno Unito partirà alla fine di ottobre. Non è chiaro come ciò accadrà se la legge lo richiede di chiedere una proroga. Può ancora succedere una Brexit senza accordi? Dopo che i parlamentari hanno votato a favore dell’estensione della scadenza per la Brexit, Johnson ha cercato di convocare elezioni anticipate. Ma non abbastanza parlamentari hanno supportato il PM. Per innescare un’elezione anticipata almeno i due terzi devono sostenere l’idea. I parlamentari dell’opposizione affermano che non appoggeranno le elezioni – o chiederanno un voto di sfiducia nei confronti del Primo Ministro – fino a quando non sarà attuata la legge volta a bloccare una Brexit senza accordo. Una Brexit senza problemi causerà interruzioni? Se il Regno Unito lascia l’unione doganale e il mercato unico il 31 ottobre, l’UE inizierà a effettuare controlli sulle merci britanniche. Ciò potrebbe comportare ritardi nei porti, come in quello di Dover. Alcuni temono che ciò possa comportare strozzature del traffico, interruzione delle rotte di approvvigionamento e danno all’economia. Se la sterlina cala bruscamente in risposta a nessun accordo e ci sono ritardi significativi nei porti, come Dover, potrebbe influire sul prezzo e sulla disponibilità di alcuni alimenti. Vi sono inoltre preoccupazioni riguardo alle potenziali carenze di medicinali. Johnson ha cercato di calmare tali paure annunciando ulteriori 2,1 miliardi di sterline di finanziamenti per prepararsi a un possibile risultato senza accordi. Molti sostenitori della Brexit affermano che è difficile prevedere con precisione cosa accadrà o ritengono che eventuali perturbazioni economiche saranno di breve durata e minori. Ma la maggior parte degli economisti e dei gruppi imprenditoriali ritiene che nessun accordo possa portare a danni economici. Ad esempio, l’Ufficio per la responsabilità di bilancio – che fornisce un’analisi indipendente delle finanze pubbliche del Regno Unito – ritiene che una Brexit senza accordi causerebbe una recessione nel Regno Unito .

Iris Serban: abiti che ti vestono come una Principessa

Chi non vuole essere perfetto a cerimonie ed eventi mondani, come un aperitivo all’aperto o ad una festa esclusiva? Gli abiti di seta trasmettono in questo senso il lusso addosso a chi li indossa. Eleganza, disegnano una linea perfetta al corpo delle donne, dando la sensazione di perfezione, sensualità. Abbinare alla seta lo chiffon, impreziosendo il corpo e permettendogli di emergere. I vestiti in seta vanno abbinati con un meraviglioso tacco a spillo od una decolletè, per essere unica, elegante, indispensabile. Gli abiti firmati da Iris Serban cavalcano la filosofia del lusso, per vestire vere e proprie principesse con seta e dettagli preziosi. Abiti come nelle favole di Andersen e i racconti Disney, che rendono una donna sexy senza essere volgare. Iris Serban è molto presente su Instagram, è possibile visitare il profilo qui: https://www.instagram.com/iris_serban/?hl=it Iris Serban ultimamente ha vestito anche la presentatrice inglese Holly Willoughby, che ha stupito i propri telespettatori con uno splendido abito Bordeaux. Holly presenta Dancing on Ice insieme al collega Philip Schofield. E proprio in questo show la Willoughby ha deliziato gli occhi con gli abiti firmati da serban. E tu, ti sei mai sentita una principessa?

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